Capire le donne...

E si dicono civili...


Abuse of Women in Custody: sexual misconduct and shackling of pregnant women E' il rapporto di Amnesty International  LA VERGOGNA DEGLI OCCIDENTALI   Il rapporto di Amnesty International (sezione USA) è terrificante. In molti stati americani le donne non sono protette dagli abusi sessuali da parte del personale dell'istituto, siano essi guardie, addetti alla sorveglianza, inservienti, amministratori e impiegati. Nonostante questi dati vergognosi, solo il Vermont manca di una legislazione che protegga le donne detenute. Ma anche se in molti stati la legislazione c'è, le detenute subiscono soprusi e i loro diritti non vengono tutelati. Amnesty chiede uove leggi che tutelino i diritti delle donne prigioniere: circa il 90% di queste sono vittime di abusi. Dai risultati delle indagini emerge che nemmeno uno degli stati della federazione ha una legge che copre adeguatamente il problema della protezione delle donne. Gli statuti carcerari dovrebbero vietare i rapporti sessuali fra le detenute e chi lavora negli istituti, inclusi dirigenti e personale di servizio.Dovrebbero bandire ogni forma di abuso sessuale, comprese le minacce e le intimidazioni. Non dovrebbero ammettere la possibilità di incriminare le carcerate per il loro comportamento sessuale, ma addirittura esistono casi di detenute accusate per essere state violentate. Soprattutto, un ipotetico consenso non dovrebbe essere considerato un elemento di difesa legale per chi commette una violenza. Se una detenuta non protesta, non denuncia l’ingiustizia subita, è solo per la paura di ritorsioni e di ulteriori soprusi. I regolamenti dovrebbero essere validi in ogni tipo di istituto penale, in ogni luogo in cui una detenuta corra il rischio di subire un abuso. E le pene dovrebbero essere commisurate al reato, non mitigate perché le vittime sono state a loro volta giudicate colpevoli di qualche crimine. A volte anche i diritti più elementari vengono trascurati nelle prigioni statunitensi, considerando che almeno dodici stati permettono che poliziotti uomini perquisiscano donne, approfittando spesso della loro posizione per intimorirle e muoversi indisturbati fra le pieghe delle loro vesti. E LA LORO DIGNITA' VIENE DISTRUTTA. Altro grave problema esistente in queste carceri, riguarda il comportamento che viene riservata alle donne incinte. Rimane un enorme vuoto legislativo sulla protezione delle future mamme e dei loro bambini. Le detenute incinte vengono ammanettate e incatenate, ostacolando la capacità di movimento durante le dolorose contrazioni e le lunghe ore di travaglio. Questa pratica può essere estremamente dannosa anche per il neonato, può causare serie complicazioni e malformazioni permanenti. Amnesty International riporta il caso di Samantha Luther. Samantha è stata trasportata da un carcere del Wisconsin all’ospedale in manette e con le gambe costrette in catene d’acciaio. Le sue caviglie, scorticate e insanguinate, erano distanti solo pochi centimetri, mentre Samatha camminava su e giù per un corridoio. Il parto le è stato indotto, settimane prima della conclusione del tempo, ma ore dopo essere arrivata in clinica. Una pratica che il rapporto definisce come degradante, crudele e disumana. Non può essere giustificata in nessun modo e da nessuna ragione di sicurezza. Soprattutto considerando che si tratta di un costume abituale nel Paese che si proclama esportatore della civiltà e della democrazia nel mondo.