Creato da movimentoscio il 31/05/2006

SCIO'

libero movimento contro la mafia

 

 

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Post N° 48

Post n°48 pubblicato il 02 Aprile 2007 da movimentoscio

Pasqua coi botti
di Luca Maci

Nulla è cambiato. Mentre la politica cittadina, dalla maggioranza all’opposizione, è distratta dai riequilibri di palazzo, troppo presa dal conteggio delle poltrone in salvaguardia di poteri e poteruncoli, in barba, come sempre, agli interessi ed ai bisogni dei cittadini, la città si ritrova ancora una volta di fronte ad una realtà barbara, cruda.

La scorsa notte, infatti, si è consumato un atto di intimidazione ai danni dell’Arch. Salvatore Danna, dirigente del IV settore dell’Ufficio Tecnico Comunale di Lentini la cui auto è stata incendiata nel parcheggio sottostante l’abitazione. Ovviamente, ci viene da pensare, l’atto non può che essere collegato al ruolo di responsabilità ricoperto dall’architetto all’interno dell’ufficio. Quali interessi hanno fatto scomodare questi “simpatici ambasciatori del crimine”? Quali operazioni in corso sono degne di tale interessamento?

Purtroppo l’Ufficio Tecnico Comunale, ormai da tempo obiettivo di atti di disturbo (si pensi ad es. ai ripetuti furti subiti), rappresenta uno dei campi di battaglia, a livello comunale, tra la resistenza civica ed il sopruso criminale. La gestione degli ingenti capitali pubblici, attraverso appalti, concessioni, permessi, chiaramente attira gli interessi della mafia e dei comitati d’affari che spesso vedono l’avallo di politici compiacenti o conniventi.

Già un anno fa, in occasione dell’incontro “Legalità e buon governo, a Lentini” avevamo avuto modo di sollevare la questione, chiedendo maggiori garanzie e misure speciali nel controllo e nella gestione degli appalti pubblici, a garanzia dei cittadini e, perché no, dei funzionari pubblici stessi.

Certo, ad un anno di distanza, poco o nulla si è fatto. A poco o a nulla servono certi protocolli sulla legalità “da passerella”, senza lode e senza infamia, promossi da alcuni consiglieri comunali ed approvati ovviamente all’unanimità, che non sono altro che veri e propri crogiuoli, “copia ed incolla” dalle normative vigenti in materia.

Non è certo questo l’impegno che ci si aspetta da un’amministrazione che da sempre ha sbandierato la legalità quale obiettivo primario del suo governo cittadino. Nesun atto concreto, forte, si è registrato finora in contrasto al fenomeno mafioso, alla corruzione, all’economia inquinata e soffocata dal pizzo e dalle regole imposte dalla mafia locale. A poco servono, così, le manifestazioni, gli incontri, i dibattiti se ad essi non si dà seguito con atti che vadano a salvaguardare la libertà dei cittadini e ad ostacolare gli interessi mafiosi.

Infine, a coloro i quali faticano, giornalmente, per poter svolgere le loro mansioni in piena libertà e capacità di discernimento, contro imposizioni e pressioni di qualsiasi genere, va la mia personale solidarietà.

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Commenti al Post:
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 02/04/07 alle 17:47 via WEB
Condivido in tutto e per tutto le vostre considerazioni e cercherò in ogni modo di riproporre in tutte le sedi la questione della legalità a Lentini Alessandro Sudano
 
abracadabra3dgl
abracadabra3dgl il 02/04/07 alle 18:25 via WEB
volevo solo dare la mia opinione e dire che vi ammiro e vi stimo molto per il coraggio che dimostrate..ragazzi a tutti coloro che gridano no alla mafia grazie ecomplimenti! chi per questa causa ha perso la vita non può che essere fiero del suo sacrificio! un grande applauso !! paola
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 05/04/07 alle 00:48 via WEB
Hai detto bene. Basta con le sfilate, La mafia non si combatte nei cortei! Certo la politica non è responsabile di questo vile gesto, ma una cosa è certa, chi ha il potere/dovere di operare certe scelte non può far finta di niente. Chi ha il potere/dovere di sradicare certi meccanismi e garantire trasparenza e legalità non può fingere che tutto va bene. Anche io esprimo la mia solidarietà nei confronti dell'architetto Salvatore D'Anna, ma soprattutto voglio dedicare un pensiero a suo figlio di soli quattro anni, che ha vsto l'auto in fiamme e magari oggi è troppo piccolo per capire.Io avevo quattro anni quando come oggi ... bruciavano le macchine nel cuore della notte a Lentini e anchio ricordo la scena, in quel periodo inoltre le macchine le centravano con colpi di pistola (ing. Davolos ex ingegnere capo ufficio tecnico di Lentini), e oggi come ieri la storia non cambia. Storie di vigliacchi affaristi contro uomini che vogliono semplicemente fare il proprio dovere al meglio. Sono sicuro che il bambino non dimenticherà presto l'immagine dell'auto in fiamme, ma il ricordo indelebile delle fiamme si trasformerà via via, con il passare del tempo in prova inconfuntabile dell'integrità morale del padre. Saverio Bosco
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 11/11/08 alle 13:07 via WEB
Navigando su internet ho trovato questo suo messaggio che parla di mio marito e volevo ringraziarla per averlo ricordato esattamente com'era, un uomo che faceva il proprio dovere. Ed anche perchè a Lentini c'è ancora qualcuno che si ricorda di lui. Grazie anche a nome di mio figlio. lucia buonuomo davolos, vedova di nino davolos.
 
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SCIO’, libero movimento contro la mafia, nasce a Lentini dall’idea di un gruppo di ragazzi con l’obiettivo di promuovere campagne di sensibilizzazione alla lotta alla mafia ed all’astensione dal pagamento del pizzo.

Il movimento si propone come elemento aggregante per tutti i liberi cittadini e per le associazioni operanti, a vario titolo, nel territorio lentinese, attraverso la condivisione di ideali comuni, aconfessionali ed apartitici, nell’interesse e per il bene della nostra comunità, alla ricerca di un possibile riscatto, sostanziale più che formale, di un  popolo troppo e troppo a lungo ricattato, oppresso e mortificato.

SCIO’ vuole abbattere il muro dell’omertà, del consenso tacito o del mancato dissenso; SCIO’ vuole cancellare i tabù e dar voce alla ribellione; SCIO’ vuol dire NO ALLA MAFIA (!), in tutte le sue manifestazioni: perché la mafia non è solo quella dei mafiosi, quella degli estorsori o degli assassini; la mafia è un atteggiamento diffuso, spesso radicato nella vita dei siciliani, nelle case, negli uffici, nei rapporti commerciali, nella politica.

SCIO’ è un’intimazione, un urlo di liberazione.

SCIO’ è un marchio per la libertà.

 

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