E' iniziato tutto a circa 16 anni.Un sabato pomeriggio accompagnai mio fratello alla "Giornata del Ciao" al campo sportivo del mio paese.Mentre tutti giocavano la vidi... stava giocando anche lei con delle amiche a pallavolo mentre io mi stavo mettendo gli scarpini x giocare a calcio.Lei all'epoca aveva gli occhiali e l'apparecchio x i denti (sembra un film).Dopo qualche minuto iniziò una diatriba per chi dovesse usare il campetto, se quelli che giocavano a pallavolo o quelli che dovevano giocare a calcio.Lei combattiva assieme alle amiche s'era messa vicino alla porta perchè voleva continuare a giocare (e aveva ragione perchè ancora gli spettava mezz'ora) gli altri ragazzi invece imbufaliti neri che volevano giocare, a un certo punto vista un po la situazione non molto carina, mi misi in mezzo io e dissi ai ragazzi: "Vabè scusate ma al posto di giocare 3 squadre nel campetto di calcetto in terra Battuta perchè non facciamo 2 squadre e ce ne andiamo di là nel campo grande con l'erbetta?"Non si convinsero e continuarono a fare i coglioni; però le ragazze, dimostrando molta più maturità di loro lasciarono il campo e andarono fuori.Io ci rimasi molto male tant'è che non volevo manco giocare più.. non mi sarei divertito.Poi ho visto che loro da fuori s'erano sedute x vedere la partita e a quel punto.. decisi di giocare anch'io.Mentre si giocava, sentii dalla tribuna un "Forza Inzaghi!" (era Lei, V.; e diceva a me perchè mi guardava e... io ero l'unico a giocare con quella maglietta) appena presi il pallone, palla al piede scartai 4 giocatori e feci un cross nel mezzo dalla sinistra per il più piccolo della squadra che riuscì a segnare.Non lo dimenticherò mai.. non tanto per quello che avevo fatto io (già anomalo!), ma non dimenticherò mai la gioia di quel ragazzino che poi è venuto ad abbracciarmi.Quella fu la prima volta che la vidi e che riuscì a darmi qualcosa che mi potesse pronare all'inverosimile e che poi con il tempo ho capito fosse "Fiducia". A settembre poi iniziò le superiori. Io facevo il 3° ragioneria lei (ovviamente) il primo anno di liceo però in una città differente dalla mia scuola.Ogni giorno, all'andata e al ritorno, non riuscivo a fare a meno di cercarla con gli occhi nel Bus. Spesso al ritorno in attesa dell'autista, ci mettevamo a chiacchierare fuori e a scherzare.Un giorno oltre ai vari ragazzi, ci trovavamo alla fermata io, lei le amiche e mio cugino.Lei aveva comperato da poco il cellulare nuovo (un Philips blu o cmq scuro se non ricordo male) e stava dando il numero alle amiche.Ad un certo punto le cadde il cellulare e si fece in mille pezzi...Mio cugino subito là a sfotterla.. ma lei era vistosamente preoccupata anche se non lo voleva dare a vedere.Io la aiutai a cercare i vari pezzi... lei cercava di dare l'impressione che stesse tranquilla ma non era così. Ritrovati i pezzi, lo rimontammo e funzionava tranquillamente, s'era solo smontato dalla botta che aveva preso.A quel punto, ormai tranquillizzata, ci diede anche a noi il suo numero.Ricordo che il pomeriggio verso le 18:15 ogni tanto facevamo la "gara di squilli" cioè.. prima squillava uno dei due e poi ci rispondevamo a vicenda fino a quando uno dei due non si stancava (giochino stupido lo so però carino
Parte 1°.
E' iniziato tutto a circa 16 anni.Un sabato pomeriggio accompagnai mio fratello alla "Giornata del Ciao" al campo sportivo del mio paese.Mentre tutti giocavano la vidi... stava giocando anche lei con delle amiche a pallavolo mentre io mi stavo mettendo gli scarpini x giocare a calcio.Lei all'epoca aveva gli occhiali e l'apparecchio x i denti (sembra un film).Dopo qualche minuto iniziò una diatriba per chi dovesse usare il campetto, se quelli che giocavano a pallavolo o quelli che dovevano giocare a calcio.Lei combattiva assieme alle amiche s'era messa vicino alla porta perchè voleva continuare a giocare (e aveva ragione perchè ancora gli spettava mezz'ora) gli altri ragazzi invece imbufaliti neri che volevano giocare, a un certo punto vista un po la situazione non molto carina, mi misi in mezzo io e dissi ai ragazzi: "Vabè scusate ma al posto di giocare 3 squadre nel campetto di calcetto in terra Battuta perchè non facciamo 2 squadre e ce ne andiamo di là nel campo grande con l'erbetta?"Non si convinsero e continuarono a fare i coglioni; però le ragazze, dimostrando molta più maturità di loro lasciarono il campo e andarono fuori.Io ci rimasi molto male tant'è che non volevo manco giocare più.. non mi sarei divertito.Poi ho visto che loro da fuori s'erano sedute x vedere la partita e a quel punto.. decisi di giocare anch'io.Mentre si giocava, sentii dalla tribuna un "Forza Inzaghi!" (era Lei, V.; e diceva a me perchè mi guardava e... io ero l'unico a giocare con quella maglietta) appena presi il pallone, palla al piede scartai 4 giocatori e feci un cross nel mezzo dalla sinistra per il più piccolo della squadra che riuscì a segnare.Non lo dimenticherò mai.. non tanto per quello che avevo fatto io (già anomalo!), ma non dimenticherò mai la gioia di quel ragazzino che poi è venuto ad abbracciarmi.Quella fu la prima volta che la vidi e che riuscì a darmi qualcosa che mi potesse pronare all'inverosimile e che poi con il tempo ho capito fosse "Fiducia". A settembre poi iniziò le superiori. Io facevo il 3° ragioneria lei (ovviamente) il primo anno di liceo però in una città differente dalla mia scuola.Ogni giorno, all'andata e al ritorno, non riuscivo a fare a meno di cercarla con gli occhi nel Bus. Spesso al ritorno in attesa dell'autista, ci mettevamo a chiacchierare fuori e a scherzare.Un giorno oltre ai vari ragazzi, ci trovavamo alla fermata io, lei le amiche e mio cugino.Lei aveva comperato da poco il cellulare nuovo (un Philips blu o cmq scuro se non ricordo male) e stava dando il numero alle amiche.Ad un certo punto le cadde il cellulare e si fece in mille pezzi...Mio cugino subito là a sfotterla.. ma lei era vistosamente preoccupata anche se non lo voleva dare a vedere.Io la aiutai a cercare i vari pezzi... lei cercava di dare l'impressione che stesse tranquilla ma non era così. Ritrovati i pezzi, lo rimontammo e funzionava tranquillamente, s'era solo smontato dalla botta che aveva preso.A quel punto, ormai tranquillizzata, ci diede anche a noi il suo numero.Ricordo che il pomeriggio verso le 18:15 ogni tanto facevamo la "gara di squilli" cioè.. prima squillava uno dei due e poi ci rispondevamo a vicenda fino a quando uno dei due non si stancava (giochino stupido lo so però carino