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Apple, c'è un portatile nell'aria


Per una volta gli specialisti in rumors , le indiscrezioni che fioccano a decine prima di ogni discorso di Steve Jobs, sembrano aver avuto ragione su quasi tutta la linea: nuovo Tv Apple, un servizio di affitto di film online, compresi quelli in alta definizione, e un miniportatile battezzato MacBook Air, Aria, a sottolinearne la leggerezza, quasi l'impalpabilità: appena 1,9 centimetri di spessore nel punto più alto, 4 millimetri nel lato più sottile. Per dimostrare visivamente le dimensioni Jobs lo infila in una busta di carta marrone. E lo confronta con i notebook TZ di Sony, tra i più piccoli in commercio: il lato più spesso di Air è più sottile di quello più piccolo del TZ. Un vero exploit, se pensiamo che i primi portatili Mac di una quindicina di anni fa sarebbero stati ottimizzati in segreto proprio dagli ingegneri della Sony.Che il miniportatile di cui sui siti dedicati alla Mela si favoleggia da tempo (nei giorni scorsi uno di questi siti ha fatto un riassunto degli annunci apparsi via via: il primo è di quasi cinque anni fa) sarebbe stato la star del MacWorld Expo di San Francisco che si è aperto martedì mattina lo si era capito dai giganteschi tabelloni che decoravano facciate e interni del Moscone Center. There is something in the air, c'è qualcosa nell'aria. Certo, poteva benissimo essere la nuova scatola per vedere i film wireless sul televisore di casa. E invece il piccolissimo portatile di casa Apple ha fatto la sua comparsa. Come al solito alla fine di un lungo discorso del capo della Apple, jeans, girocollo nero, barba lunga, che ha tenuto i quattromila ospiti incollati alle poltrone mentre presentava cose interessanti ma che non sembravano interessare più di tanto la sala che reagiva timidamente agli annunci.Strano: di solito tutte le presentazioni di Jobs sono accompagnate da scrosci di applausi e fischi (all'americana) a prescindere da quello che dicono. Stavolta nell'aria c'era davvero qualcosa. E così è stato. Cominciamo dalla fine, dal MacBook Air. Si tratta di un portatile vero, non un subnotebook con un tastierino miserabile ed uno schermo altrettanto minuscolo. Il monitor è un 13 pollici, la stessa misura di quello dei MacBook Apple, a led (una tecnologia "verde" che consuma poco e non inquina quando si ricicla), luminosissimo. Una tastiera di dimensioni normali, anche per chi ha le dita non proprio da geisha, un processore Intel Core 2 Duo da 1,6 GHz (con opzione a 1,8) una capacità di memoria di 80 giga nella versione base che monta un hard disc da 1,8 pollici (lo stesso degli iPod). Ma per chi non si accontenta c'è l'opzione SSD. L'SSD è la prossima frontiera delle memorie di massa: non più dischi soggetti a rotture ma chip, circuiti elettronici capaci di funzionare da archivi. Il Mac Book Air (già ribattezzato MBA) può montarne uno da 64 gigabyte. Vantaggi: maggior velocità, minor peso, maggiore affidabilità. Di contro il costo ancora molto elevato: l'upgrade costo 699 euro. Un prezzo destinato a restare alto fino a quando le industrie non riusciranno a produrre dei chip in quantità sufficiente a rispondere alla domanda sempre più alta del mercato.L'autonomia è di tutto rispetto, se dobbiamo stare a quello che ci ha detto Jobs dal palco del Moscone Center: oltre 5 ore di funzionamento prima di una ricarica. Un exploit reso possibile anche dalla scomparsa del lettore ottico. Sì, avete capito: nessun cd o dvd a bordo. C'è, ovvio, l'opzione di collegarne uno esterno ma la novità sta in quello che la Apple ha battezzato Remote Disc, disco remoto. In pratica l'MBA può usare il disco (cd o dvd) di qualsiasi Mac che si trovi a portata di Wi-Fi. Se c'è un Mac nei dintorni il Mac Book Air vi mostrerà la sua unità ottica sulla scrivania esattamente come se fosse un disco interno. La connessione senza fili penserà al resto. Se funziona davvero è geniale.D'altronde il nuovo di casa Apple non ha più connessioni fisiche, salvo una solitaria porta Usb: basta Ethernet, basta Firewire. Resta un'uscita video (se volete usare un monitor esterno) e una connessione per le cuffie. Dimenticavo: incorporata c'è una piccola telecamera per le conferenze on the road.Personalmente mi sembra una meraviglia del design e della tecnologia. D'altronde dietro c'è il genio di Jonathan Ive, l'inglese che ha rifatto letteralmente la faccia ai prodotti della Apple. Ma già ci sono, inevitabili, i mugugni: processore lento, hard disk piccolo, memoria DRAM non aumentabile, la mancanza del lettore ottico e l'assenza di connessioni Ethernet. Andate a farvi un giro dai produttori di notebook di classe analoga, passate da Sony, da Fujitsu. I processori arrivano al massimo a 1,3 Ghz (Air parte da 1,6, arriva a 1,8), la RAM è fissa anche da loro ed in genere è di 1 giga, non 2 come sul computer Apple. Gli hard disk sono da 80 giga con opzione SSD da 64, esattamente come il MBA. Il lettore ottico non ce l'ha nessuno ma nessuno ha quel Remote Disk che sembra essere proprio una genialata che solo Apple sa fare. E i prezzi? Sony non va mai sotto i 2000 euro, neppure per le versioni più spartane. Mentre il prezzo di Apple è decisamente piccolo per un oggetto di questa complessità: 1699 euro, iva inclusa. Disponibilità a fine di gennaio. Non siate impazienti.