Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali, tra i maggiori esperti di intelligence e di aree di crisi, dalle prime avvisaglie tiene costantemente monitorata la situazione libica e sceglie Affaritaliani.it per fare il punto sulla situazione. “In Libia non c’è il pericolo al-Qaeda”Al-Qaeda nel Maghreb islamico sta giocando un ruolo in Libia? Assolutamente no, anzi al-Qaeda nel maghreb islamico è stata colta completamente alla sprovvista da questa crisi. Tanto è vero che quando lo stesso Ayman al-Zawairi si è rivolto agli insorti dichiarando la sua vicinanza e solidarietà i ribelli non lo hanno nemmeno degnato di una risposta. Quella che sta avvenendo è la grande sconfitta dei movimenti salafiti in tutto il Nord Africa. I qaedisti pensavano di avere radici all'interno di quel contesto sociale molto profonde, mentre si è rivelata una realtà completamente opposta. Lo dicono le stesse manifestazioni, non c'è stato un corteo durante il quale sia stata bruciata una sola bandiera americana o una bandiera israeliana, questo è un dato di fatto, non si è sentito uno slogan o una rivendicazione contro l'intervento militare in Afghanistan, non un solo gesto di solidarietà con i fratelli del povero Iraq. Questa è una rivolta generazionale del Nord Africa e del Medio Oriente. Che poi - per ragioni squisitamente politiche interne di alcuni Paesi - si giochi la carta della politica jihadista è un'altra cosa. E' una questione che riguarda il teatrino occidentale non certo la situazione reale, sul campo".E per bloccare i mercenari?" Bisogna distinguere. Vi sono i mercenari, appartenenti a quella che Gheddafi nel lontano '72 chiamò "Legione Islamica", i cui organici sono sempre stati puntualmente aggiornati e perfettamente equipaggiati, i quali vengono pagati per metà in denaro e per l'altra metà col diritto di saccheggio. Dipendono esclusivamente da Gheddafi, ed essendo gente che ha commesso crimini interrabili, non avendo più un Paese dove ritornare, ovviamente cercano di alzare il livello dello scontro al massimo, seminando il terrore puro. Poi vi sono alcune nazioni africane: Kenia, Ciad, Nigeria, Liberia, Mali, che hanno tolto l'uniforme ai loro soldati e li hanno mandati a combattere in Libia, come "volontari", anche loro sono sotto il controllo di Gheddafi, anche se il colonnello preferisce i pretoriani della "Legione", non fosse per il fatto che non hanno nulla da perdere".--------------------------------------------------------------------------NOI CI CHIEDIAMO:- IL SENSO DEL TEMPO NON E' LO SPIRITO RELIGIOSO RIVOLUZIONARIO ?MA OGNUNO VEDE SOLO CIO' CHE E' !PER NOI E' L'NTELLIGENZA ESCATOLOGICA,CHE ESPLICITAMENTE HA RIPRESOA DOMINARE LA LOTTA DI CLASSE. E' QUESTO IL SEGNO DA SAPER DECIFRAREE CHE STA SEPPELLENDO SOTTO LE REPUBBLICHE ISALMICHEL'ASSETTO GEO-POLITICO FILOAMERICANO NEL MEDIO ORIENTE,UN NEO-MESSIANESIMO,MA NON PIU' NAZIONALISTA(COME QUELLO AL QAEDISTA, CON CUI HA AVUTO A CHE FARE IL DIPOTISMO ISLAMICO),MA DEL PROLETARIATO PRECARIO,LA RELIGIOSITA' RIVOLUZIONARIA PER LA CITTA' DELL'UGUALE,CON CUI STA PER AVERE A CHE FAREL'ALLEANZA ALTARE-CAPITALE,IL SACRO ROMANO IMPERO NEO-MASSONICO,IL REGIME DELLE CASTE,DELLE COSCHE,DELLE LOGGE.
IL DUELLO TRA LO SPIRITO ISLAMICO E LO SPIRITO DEI MERCENARI DELLE CASTE: CHI VINCE ? NEL MONDO FINORA CHI HA VINTO?
Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali, tra i maggiori esperti di intelligence e di aree di crisi, dalle prime avvisaglie tiene costantemente monitorata la situazione libica e sceglie Affaritaliani.it per fare il punto sulla situazione. “In Libia non c’è il pericolo al-Qaeda”Al-Qaeda nel Maghreb islamico sta giocando un ruolo in Libia? Assolutamente no, anzi al-Qaeda nel maghreb islamico è stata colta completamente alla sprovvista da questa crisi. Tanto è vero che quando lo stesso Ayman al-Zawairi si è rivolto agli insorti dichiarando la sua vicinanza e solidarietà i ribelli non lo hanno nemmeno degnato di una risposta. Quella che sta avvenendo è la grande sconfitta dei movimenti salafiti in tutto il Nord Africa. I qaedisti pensavano di avere radici all'interno di quel contesto sociale molto profonde, mentre si è rivelata una realtà completamente opposta. Lo dicono le stesse manifestazioni, non c'è stato un corteo durante il quale sia stata bruciata una sola bandiera americana o una bandiera israeliana, questo è un dato di fatto, non si è sentito uno slogan o una rivendicazione contro l'intervento militare in Afghanistan, non un solo gesto di solidarietà con i fratelli del povero Iraq. Questa è una rivolta generazionale del Nord Africa e del Medio Oriente. Che poi - per ragioni squisitamente politiche interne di alcuni Paesi - si giochi la carta della politica jihadista è un'altra cosa. E' una questione che riguarda il teatrino occidentale non certo la situazione reale, sul campo".E per bloccare i mercenari?" Bisogna distinguere. Vi sono i mercenari, appartenenti a quella che Gheddafi nel lontano '72 chiamò "Legione Islamica", i cui organici sono sempre stati puntualmente aggiornati e perfettamente equipaggiati, i quali vengono pagati per metà in denaro e per l'altra metà col diritto di saccheggio. Dipendono esclusivamente da Gheddafi, ed essendo gente che ha commesso crimini interrabili, non avendo più un Paese dove ritornare, ovviamente cercano di alzare il livello dello scontro al massimo, seminando il terrore puro. Poi vi sono alcune nazioni africane: Kenia, Ciad, Nigeria, Liberia, Mali, che hanno tolto l'uniforme ai loro soldati e li hanno mandati a combattere in Libia, come "volontari", anche loro sono sotto il controllo di Gheddafi, anche se il colonnello preferisce i pretoriani della "Legione", non fosse per il fatto che non hanno nulla da perdere".--------------------------------------------------------------------------NOI CI CHIEDIAMO:- IL SENSO DEL TEMPO NON E' LO SPIRITO RELIGIOSO RIVOLUZIONARIO ?MA OGNUNO VEDE SOLO CIO' CHE E' !PER NOI E' L'NTELLIGENZA ESCATOLOGICA,CHE ESPLICITAMENTE HA RIPRESOA DOMINARE LA LOTTA DI CLASSE. E' QUESTO IL SEGNO DA SAPER DECIFRAREE CHE STA SEPPELLENDO SOTTO LE REPUBBLICHE ISALMICHEL'ASSETTO GEO-POLITICO FILOAMERICANO NEL MEDIO ORIENTE,UN NEO-MESSIANESIMO,MA NON PIU' NAZIONALISTA(COME QUELLO AL QAEDISTA, CON CUI HA AVUTO A CHE FARE IL DIPOTISMO ISLAMICO),MA DEL PROLETARIATO PRECARIO,LA RELIGIOSITA' RIVOLUZIONARIA PER LA CITTA' DELL'UGUALE,CON CUI STA PER AVERE A CHE FAREL'ALLEANZA ALTARE-CAPITALE,IL SACRO ROMANO IMPERO NEO-MASSONICO,IL REGIME DELLE CASTE,DELLE COSCHE,DELLE LOGGE.