ora ci penso eh...

Post N° 85


In attesa di migrare verso altri lidi digitali, incerta se migrare effiettivamente, elucubro un pò sul mondo visto - piuttosto sfuocato senza gli occhiali - stamani di corsa. Nel senso letterale dell'espressione. Notte semi-insonne: ho ormai la certezza matematica che in piazza sotto casa, indicativamente tra l'1 e le 6 del mattino, un gruppo di simpatici amici si ritrovino per provare tutto il repertorio del festivalbar a squarciagola. S'impone una strage...magari ci ripenso e una di queste notti mi unisco a loro. Peraltro ringrazio di avermi indotto un breve sogno in cui scendevo giù...e ci trovavo un bel fusto...'n si butta mai via niente. Ma torniamo alla corsetta. Sveglia definitivamente alle 5:50. Fuori alle 6 e mezzo. La gradita sorpresa è che la villa attorno alla quale faccio il solito giro di jogging è aperta...dopo qualche secondo di prudenti valutazioni sull'assennatezza dell'entrare in una villa deserta all'alba decido di non essere assennata. Ed è la scelta migliore della giornata, probabilmente. La prima cosa che penso è: ecco che si prova ad essere ricchi e avere un parco tutto per sè per poterci scorrazzare a piacimento. Futile, ma rende l'idea, credo...mi guardo intorno e non c'è anima viva...volendo potrei praticamente mettermi a fare le capriole,a urlare e a cantare a squarciagola...non lo faccio solo perchè poi chi glielo spiega a quelli della neuro che alle 10 devo stare in ufficio..Comunque mi godo questo miracolo: stare soli in una città come Roma è praticamente un'utopia...mi faccio un paio di giretti e poi qua e là spuntano gli altri...quelli che il jogging la mattina è meglio. E' un popolo a sè: non ha nulla a che vedere coi forzati del jogging di sabato pomeriggio alle cinque...che corri corri che alle otto andiamo a cena fuori, che corri oggi che poi per il resto della settimana nemmeno a parlarne, che devo assolutamente mantenere la linea e questo è il modo meno costoso...quelli che mi doppiano 70 volte, insomma. Quelli della mattina, preferibilmente presto, son quelli che "cascasse il mondo alle 6 mi alzo, mi infilo le scarpe e vado, pantaloncini corti e vecchi di quindici anni" e che "non devo arrivare primo...quindi corsa lenta che poi non ti vorresti mai fermare". C'è l'omino di 70 anni, che se Dio mi farà ancora correre a quell'età, sarò l'essere più felice dell'universo. C'è il signore baffuto che corricchia da una vita e un pezzo...e per l'amor del cielo che la signora moglie non gl'intacchi anche quello spazietto. C'è il tizio che si allena sul serio e magari qualche maratona la fa anche. C'è pure il giovinotto che fa le flessioni appoggiato alla base dell'obelisco, piazzato in mezzo al verde...porca miseria devo piantarla di andare a correre senza occhiali, che non vedo bene com'è fatto...E' un mondo silenzioso, scandito solo di respiri ritmici, un occhio all'orologio ogni tanto, ma anche no..un mondo dove gli altri li vedi - se li vedi - solo con la coda dell'occhio...e a differenza della corsa del sabato sera, non ti frega niente se corri con la leggiadria di un ippopotamo, perchè tanto sai che ognuno di questi personaggi è immerso in un universo suo, preso a legare un passo dopo l'altro, a respirare, prima dell'apnea di una nuova giornata. Poi la corsa finisce...mentre torno a casa, altri arrivano a perpetuare il rito, ancora fino a che non è ora di aprire uffici e negozi. A casa mi lavo e mi stiro, esco nel mondo di quelli che son passati dal letto alla fermata dell'autobus nell'ultima ora. E quasi quasi mi pare di esser due o tre passi avanti alla vita, stamani.