sbagliando

Post N° 35


 ...di colpo si fa nottes'incunea crudo il freddola città trema livida trema ...( Cupe Vampe-CSI)La neve è una preghiera  in una stagione angusta che sa di piombo ad un filo dal tuo corpo. Armi come fiori in un campo incolto, mine e manti di fiori bigi. Grigi i muri, grigi i visi, scuri i pensieri in un viale troppo difficile da percorrere. La guerra non si può raccontare fino in fondo, perché è uno di quei ricordi che ti segnano la pelle come un marchio. Tutte le stagioni della terra in un oggetto senza più respiro, in un’auto dilaniata da una bomba, il soffio del vento tra le lamiere nere di fumo. Occhi contro occhi, in una speranza sospesa, in un chiedere tregua alla fame. I figli amati e persi, i figli perduti nelle terre di nessuno, vestiti da un burattinaio che fa il burocrate a tempo pieno. Una danza di ragioni avverse, un viavai di decisioni rimandate, un continuo respirare povertà e fango, polvere da sparo e memorie. La neve scende come un prodigio antico, si insinua nelle tue narici e ti ubriaca come una festa. Tutto il rumore si allontana, narcotizzato da un silenzio soffice, trasportato da un miracolo fragile. I miei occhi sono attenti, ogni istante non va perduto, ogni frammento conservato nella memoria come una moneta. Scende fra le cose il miracolo nuovo, inaspettato, quasi a suggellare l’inizio di qualcosa. La pace ha il colore della neve, ha il sottofondo del silenzio, senza il fragore di uno scoppio, senza pianto…negli occhi di un bambino.