Pensieri e parolacce

SUDORE


La mano di Fenice corse alla pistola mentre il quadricipite femorale sulla quale era posizionata tremava incontrollabile. Uno spasmo sconvolse tutto il corpo dell'agente proprio quando aveva più bisogno di lucidità Il tremolio divenne quasi una convulsione mentre la canadese tentava di riprendere il controllo del proprio corpo, ma le sinapsi non connetttevano bene dopo quell'uso eccessivo e massiccio di anfetamine. Nadine sentì che le convulsioni avrebbero preso il sopravvento allora appoggiò la pistola accanto a sè si tolse la cintura dai pantaloni ed iniziò a morderla sperando di non ingoiare la lingua o spaccarsi il collo. Poi chiuse gli occhi e iniziò a recitare il Padre Nostro come non faceva più da anni.Il combattimento si era quietato. Di nuovo il silenzio innaturale per quell'ambiente , ricopriva tutto. Gli occhi dei cacciatori guizzavano avanti ed indietro alla ricerca degli assalitori. Il ferito pensava all'ironia della sorte, i cacciatori cacciati, erano stati troppo presi nella loro caccia e non si erano accorti di essere diventati prede a loro volta. Ma se così era la volontà di Colui che tutto sa, allora voleva dire che la sua santa Mano così aveva scritto per loro. - Maktub - pensò poi senza un rumore, nonostante la ferita al bicipite, riprese la ricerca di coloro che li avevano attaccati, con tutta la concentrazione di cui era capace.