Possiamo definire i moderni gruppi Naam come una trasformazione qualitativa d'una associazione tradizionale comunitaria di giovani: il Kombi-Naam o "potere ai giovani"(Kombio=giovani, Naam=potere), dalla quale hanno ripreso nomencaltura e buona parte dei principi filosofici che ne stanno alla base.Il tradizionale Kombi-naam nasceva all'interno dei villaggi in forma di lavoro comunitario volontario all'inizio della stagione delle piogge, per iniziativa dei giovani.lo scopo primario di questa associazione era quello di svolgere lavori agricoli sui campi dei contadini che ne richiedevano l'intervento in cambio di un compenso in natura al termine della stagione: generalmente alcune germe di miglio, arachidi e/o cotone. tutto il ricavato veniva successivamente utilizzato nell'organizzazione d'una grande festa che sanciva il termine dei lavori.Il kombi-Naam era strutturato sul modello dell'organizzazione politica della società mossì e ne riproduceva in miniatura ruoli, funzioni e struttura sociale.Proprio per questo rappresentava lo strumento pedagogico privilegiato attraverso il quale i giovani avevano la possibilità di apprendere le regole fondamentali della vita comunitaria.alla nascita di un gruppo Naam infatti faceva seguito la stesura di un regolamento interno e l'attribuzione dei ruoli individuali così come delle cariche tradizionali.questa attribuzione avveniva secondo un principio che può essere definito di "democrazia qualitativa": tutti vi partecipavano senza discriminazione e nel segno dell'uguaglianza ; tutti erano eleggibili a funzioni di responsabilità e nè la fortuna, nè la nascita nè il sesso intervenivano nelle elezioni. Contavano solamente il carattere, il temperamento, lo spirito di socialità e le competenze tecniche dei candidati. da un punto di vista educativo quindi il kombi-naam rappresentava per i giovani il modo naturale e comunitario di cominciare a penetrare la loro vita adulta, imparando a vivere in una società fondata sul mutuo sostegno, ma anche sul rispetto delle gerarchie e delle autorità, attraverso i principi fondamentali dell'egualitarismo che rendono un uomo degno d'onore e rispetto per le sue qualità e non per la sua appartenenza genetica ad una classe sociale.ma perchè narrando questa storia è necessario utilizzare il passato?perchè un'esperienza simile ha incontrato difficoltà nel permanere continuativa, scelta e voluta?Potrete trovare la risposta o ad ogni modo possibili risposte a questa domanda..nel prossimo Post, non è una mossa stile "telenovelas"...è solo che non voglio annoiarvi o velare d'eccessiva pesantezza una realtà che la pesantezza ancora deve sfiorare.