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Post N° 263


Nulla accade per casoRitornando indietro ad ottobre, a ricordare un viaggio non pianificato che mi ha dato la possibilità di visitare parte del nord Italia (o del continente) e di venire finalmente in contatto con una persona speciale conosciuta sul web (valencienne80= Elisa), traggo le mie personalissime considerazioni riguardo le tanto discusse identità falsificate internettiane.Contrariamente a quanto generalmente si pensa e si dica, posso ben asserire che a presenziare il Net non sono sempre e solo maschere. Parlare di indentità manipolate, di recitazione di parti, di camuffamenti vari e anonimato sfugge talvolta alla mia reale percezione poiché altro ho avuto la fortuna d'esperire. E’ pur vero che l’identità la si può perdere e recuperare giorno per giorno, condizionati dalle circostanze della vita, ed è proprio in questo che consiste il sapiente e talvolta incosciente gioco delle maschere: nella libertà umana d’adattarsi alle mille situazioni della vita. Questo aspetto non può e non deve essere relegato solo all’uso di strumenti come internet… anche la vita reale ci riserva contorte e nascoste personalità pur se fondamentale risulta riconoscere le facili possibilità che ovviamente il Web offre agli utenti di modificare i propri aspetti sia fisici, comportamentali, relazionali etc.Adesso non voglio tessere l'elogio o l'apologia di qualcuno (in questo specifico caso della valencienne, che adoro) ma mi è doveroso ricordare che a volte certi incontri cambiano irrimediabilmente il modo di vedere o pensare e ti portano a rivalutare immantinente gli strumenti che alla fine ne hanno permesso la realizzazione. Otto mesi fa incrociai l’Elisa, qui su Libero. Solo sei mesi dopo ebbi modo d’incontrarla. Lei, una ragazza toscana (la ballera come siamo soliti chiamarla) che come tanti usa il blog per raccontare e per condividere emozioni. Le modalità del nostro incontro sulla rete sono pressoché complicate, intrecciate ed intime per esser in tal luogo rivelate ma vorrei per una volta poter spartire con voi le gioie che questa nuova conoscenza mi ha apportato. Forse non sarò brava a trasferirle in nero su bianco, non avrò mai la presunzione di pensare che le mie parole possano in qualche modo rendere chiaro ciò che il cuore suggerisce attraverso il suo criptico codice. Nemmeno il più sopraffino dei poeti credo ci riuscirebbe. Certe emozioni si compiono in uno spazio inaccesso alla parola. Così ne delego alle immagini l’eloquenza. Forse la loro forza espressiva o comunicativa possono provare a sfiorare le menti di chi su questa mia isola approda.La Prima sera e la "dolce" accoglienza
In giro per Anghiari (Arezzo)
Con gli Amici ai Cento Gusti
La Cena alla Baita
L'arrivederci della famiglia Cenni e degli Amici
Talvolta basta poco per annullare le distanze……talvolta dovremmo solo abbandonare la paura di conoscere chi sta dietro ad una maschera e pensare che nulla accade per caso.