La mia vita

21 Settembre San Matteo


LA STORIA San Matteo nasce in Etiopia e, proprio in quella regione, predicando il suo Vangelo scritto in lingua ebraica, dovette patire il martirio; ivi fu ucciso, intorno al 69 d. C., mentre celebrava l'Eucarestia.Quando fu chiamato a seguire Gesù, Matteo era un doganiere o collettore di imposte in Cafarno. Il nome di San Matteo deriva da un'abbreviazione di Mattia o Matania, che vuol dire " Dono di Dio".Il 6 maggio del 954, si ha l'avvenimento religioso più importante della storia sacra di Salerno: la Traslazione del corpo di San Matteo. In una località detta "ad duo fulmina", nei pressi di Casalicchio, fu ritrovato il corpo dell'Apostolo Evangelista, che, già trasferito dall'Etiopia in diverse regioni, fu trasportato a Velia, ma a causa dell'invasione dei Barbari prima, e dei Saraceni poi, gli abitanti del luogo furono costretti a fuggire portando con sé le preziose reliquie, che nascosero proprio all'incrocio dei due fiumi Fiumarello e Alento dove rimasero fino al 954.Si narra che fu una donna timorata di Dio a ricevere in sogno l'indicazione dell'ubicazione del sepolcro di S. Matteo, dove il vescovo di Pesto, scavando con le proprie mani, riportò poi alla luce le Sante reliquie che furono portate nella Cattedrale di Capaccio.Si narra che il giorno della traslazione del cofanetto d'argento che conteneva le reliquie di San Matteo si sia verificato "il miracolo della manna", che trasudava dal corpo del Santo venendo poi raccolta in un'anfora d'argento. Il miracolo della "Manna" si è ripetuto ogni anno il 6 di maggio ed il 21 settembre fino al 1800.Dopo questo primo miracolo San Matteo ha protetto, più volte durante i secoli, la città che lo venera, come nel 1544 , quando, secondo la tradizione, il Santo Patrono salvò Salerno dalla distruzione costringendo alla fuga i pirati Saraceni capeggiati da Ariadeno "Barbarossa". In segno di riconoscenza lo stemma della città venne impreziosito con la figura di San Matteo che con la mano sinistra regge il Vangelo e con la destra benedice. L'anniversario veniva ricordato ogni anno con la "Festa del Barbarossa" durante la quale si portava in processione una teca con alcune reliquie del Santo, e dopo il 19 agosto 1691, fu portato in processione il suo busto argenteo, donato dalla popolazione alla Cattedrale in ringraziamento per averla salvata dal terremoto del 1688. Da allora in poi i Salernitani si impegnarono a condurre in processione ogni anno, con gran solennità, per tutta la città, la statua del Santo Patrono.Anche in occasione della peste, che si diffuse a Salerno nel 1656, San Matteo soccorse la sua fedele popolazione, quando il 20 settembre, alla vigilia della festa in suo onore, un vento caldo spostò un denso banco di nubi nere sulla città, e nel momento in cui i salernitani invocarono il nome del loro Santo Protettore una pioggia provvidenziale li bagnò allontanando il terribile flagello. LA CELEBRAZIONE  Forse non tutti sanno che la festa di San Matteo viene celebrata due volte all'anno: il 21 settembre ed il 6 maggio, giorno dell'anniversario della Translazione delle sacre reliquie a Salerno.In passato l'anniversario della Translazione era una celebrazione molto importante in onore della quale tutte le parrocchie di Salerno preparavano dei grandi trofei di fiori, raffiguranti il simbolo della propria chiesa. Durante la notte tra il 5 ed il 6 maggio, al suono delle campane, i trofei venivano portati in processione fino al Duomo, dove il giorno seguente veniva celebrata una messa speciale con la benedizione della popolazione cittadina. Purtroppo oggi la festa non ha più l'eco di un tempo anche se è stata parzialmente ripristinata.Il 21 settembre si svolge la festa patronale in onore di S. Matteo con una processione che attraversa il centro storico, percorrendo Corso Vittorio Emanuele, scendendo per via Velia, per poi sfilare lungo via Roma fino alla chiesa dell'Annunziata, rientrando infine su via dei Mercanti fino al Duomo. Aprono la processione le tre statue d'argento dei Santi Martiri Salernitani, Anthes, Gaio e Fortunato, simpaticamente definiti dal popolo come le "tre sorelle" di San Matteo per i loro volti dai lineamenti dolci ed i capelli lunghi. I tre giovani Santi, che vegliano sulla città insieme all'Evangelista, furono condannati a morte durante una delle persecuzioni ordinate dall'imperatore Diocleziano, poiché Fortunato aveva pubblicamente rifiutato di adorare Priapo, anche a nome di Gaio e Anthes. Le spoglie dei Santi Martiri Salernitani sono custodite nell'abside centrale della cripta del Duomo, dove è conservata anche la colonna di marmo sulla quale furono decapitati i tre giovanetti.Avanza poi la preziosissima statua, risalente al 1742, di San Gregorio VII, papa morto a Salerno nel 1085, durante il suo esilio. A lui fu consacrata, nel 1804, la Cattedrale costruita da Roberto il Guiscardo e dedicata a San Matteo. Sull'altare di destra un sarcofago-altare accoglie in un'urna di onice le reliquie del Papa dal 1985, quando, dopo diverse traslazioni, furono nuovamente riposte dove erano state accolte dal 1614. Isolato nell'abside, il sarcofago del II secolo d. C. è tra i più solenni custoditi nel Duomi. Più indietro, sorretta dalla "paranza" composta dai facchini del mercato, sfila la statua più pesante, il busto ligneo di San Giuseppe, risalente al tempo della Scuola Medica Salernitana, protettore della corporazione salernitana degli artifices.Infine la magnifica statua d'argento di San Matteo, riccamente adornata di fiori, trasportata dai lavoratori del porto che di generazione in generazione si tramandano quest'usanza. A San Matteo è dedicata la Cripta del Duomo al centro della quale si erge il doppio altare centrale dominato dalla particolare statua bifronte dell'Apostolo Evangelista, caratteristica che permette ai fedeli di ammirare il volto del Santo da entrambe i lati.I punti salienti della processione sono rappresentati dalle varie soste che i portatori fanno con la statua dell'Apostolo. La prima benedizione del vescovo è dedicata alla la sede della Guardia di Finanza, di cui San Matteo è Patrono nazionale, essendo stato gabelliere prima della conversione. All'altezza del Palazzo della Provincia, la statua viene fatta ruotare verso il mare per una particolare benedizione. Da sempre i pescatori considerano San Matteo loro protettore, non a caso il Santo è raffigurato con lo sfondo del porto sul Panno che viene sollevato presso la Cattedrale il 21 agosto per dare ufficialmente inizio ai festeggiamenti in Suo onore. Per questa ragione la statua viene trasportata dai lavoratori del porto. Inoltre, evidenti sono le famose tre triglie d'argento che il Patrono reca in mano come ex voto.Viene poi fatta un'altra sosta nell'atrio del Comune, che ostenta una splendida vetrata decorata raffigurante proprio il Santo Patrono, dove, dopo una preghiera, viene benedetto l'edificio simbolo dell'intera città.In ultimo il ritorno per Via dei Mercanti che culmina con la corsa finale verso il Duomo. Con questo caratteristico momento i portatori esprimono l'immensa gioia con cui, nonostante la fatica del cammino, portano in trionfo la statua del loro Patrono, che addirittura fanno ruotare più volte in cima alle scale della Cattedrale per benedire e salutare i numerosi fedeli accorsi in questo giorno di solenni festeggiamenti.