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IL MITO DELLA CAVERNA

Post n°628 pubblicato il 15 Gennaio 2018 da PROF.PIER

Il tema dell’educazione per Platone è assolutamente centrale per la vita dell’uomo nella società.

Partiamo dal  Mito della caverna come sintesi della filosofia di Platone e in genere si dimentica che l’allegoria della caverna  è preceduta da due righe che dicono: adesso ci occupiamo della natura umana, della nostra natura, collocata tra le tensioni della paideia (l’educazione) e la paideikia, cioè l’assenza di educazione.

Queste righe sono importanti soprattutto per la nostra natura perché quando Platone parla di educazione sembra dimenticarsi per un attimo che sta parlando di un’educazione elitaria, aristocratica, e pare parlare  invece di tutti gli esseri umani.

La condizione umana è descritta nell’allegoria della caverna.

Ci sono degli esseri umani incatenati ai piedi (non possono muoversi) e al collo (non possono girarsi) ciò che possono vedere, quindi tutto il loro mondo  è un gioco d’ombre sulla parete di fronte uno di loro riesce a liberarsi e inizia un percorso ascendente che tra mille difficoltà lo porterà dalle ombre alla luce al sole. E’ un percorso in salita tagliata da una strada in cui si innalza un muro. Questo muro assomiglia alla ribalta dei palcoscenici per le rappresentazioni delle marionette.

Sopra il muro passano delle persone che trasportano oggetti e alle loro spalle c’è una lampada appesa che proietta luce che a sua volte proietta ombre sulla parete. Il liberato, andrà oltre a questa strada e a fatica  uscirà dalla caverna raggiungendo una condizione contradditoria: alla luce vede male, e deve addestrare di nuovo lo sguardo, all’interno vede male perché abituato alla luce, e non riesce a decifrare le ombre come riusciva in passato. Questo uomo si interroga sul da farsi: Ora che sa come stanno le cose e ha visto il mondo com’è, il mondo che prima non risultava visibile,  nascosto, e ora invece è visibile, ora che ha visto la verità  che cosa deve fare?  Se torna di sotto rischia non solo di essere deriso per le cose che dice, a di finire  ammazzato. D’altra parte godersi la verità da solo è un atto che Platone e in genere la parte buona della nostra umanità non condivide.

 
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Data di creazione: 02/01/2008