Aveva scelto Roma per suicidarsi.Roma e 2 scatole di pasticche.Ottima scelta.4 giorni 3 notti. Colazione. Aereo compresso. Molto conveniente.Taxi Voucher Passaporto Firma Ascensore Camera 29.Stanza decente pulita anonima dimenticabile.Come lei, pensò.Lasciò il bagaglio. Si lavò le mani, evitò lo specchio.Uscì.Ecce Roma.La magia era dappertutto.Pure i cinesi.E anche il Caravaggio. Autobus, muri, cartelloni. Una mostra forse.Il Caravaggio era ovunque.Lo annusava ormai da quando era scesa dall'aereo pero'.Il modo in cui la luce si accoppiava con le ombre in certi angoli.Oscena, disperatamente.Il tono un po' teatrale. Un'aria drammatica che non aveva mai percepito.Sì, Roma sembrava diversa. Denudava le proprie imperfezioni. Spruzzava spiccioli di bruttezza. E comunque splendeva.La sentiva violentemente sua questa volta.Chiaramente scura. Un vero ossimoro.Tornò in albergo con una bottiglia d'acqua ed un panino.Prosciutto e formaggio. Buono.Decise di rinviare le pasticche. Domani.Voleva morire riposata e oggi era stanca.Si addormentò guardando quel san Girolamo che scribacchiava chissà cosa. Conoscendo il Caravaggio, il suo Girolamo sicuro componeva un racconto erotico oppure una critica sulla ipocrisia.Si svegliò dentro il Narciso.Si fissava. Doveva innamorarsi. La favola funzionava così. Ma lei non ci riusciva. Lo stagno era uno stagno e lei era lei e nella trappola di innamorarsi di se stessa non ci cascava!Anzi.La svegliò il suo urlo fermo nella gola e l'acqua nelle mani. Strangolava il suo riflesso.Cazzo che incubo!Guardò San Girolamo sempre appeso al muro. Gli fecce l'occhiolino. Simpatico sto Momolo. Non albeggiava ancora e tornò a sognare.Si alzò presto la mattina.Camminò per ore a spasso e finì davanti al Quirinale.Niente da fare, Caravaggio ancora. Il ragazzaccio del morso invitava a entrare.Vabbè, se proprio insisti.Un biglietto per favore.
Maledetto milanese
Aveva scelto Roma per suicidarsi.Roma e 2 scatole di pasticche.Ottima scelta.4 giorni 3 notti. Colazione. Aereo compresso. Molto conveniente.Taxi Voucher Passaporto Firma Ascensore Camera 29.Stanza decente pulita anonima dimenticabile.Come lei, pensò.Lasciò il bagaglio. Si lavò le mani, evitò lo specchio.Uscì.Ecce Roma.La magia era dappertutto.Pure i cinesi.E anche il Caravaggio. Autobus, muri, cartelloni. Una mostra forse.Il Caravaggio era ovunque.Lo annusava ormai da quando era scesa dall'aereo pero'.Il modo in cui la luce si accoppiava con le ombre in certi angoli.Oscena, disperatamente.Il tono un po' teatrale. Un'aria drammatica che non aveva mai percepito.Sì, Roma sembrava diversa. Denudava le proprie imperfezioni. Spruzzava spiccioli di bruttezza. E comunque splendeva.La sentiva violentemente sua questa volta.Chiaramente scura. Un vero ossimoro.Tornò in albergo con una bottiglia d'acqua ed un panino.Prosciutto e formaggio. Buono.Decise di rinviare le pasticche. Domani.Voleva morire riposata e oggi era stanca.Si addormentò guardando quel san Girolamo che scribacchiava chissà cosa. Conoscendo il Caravaggio, il suo Girolamo sicuro componeva un racconto erotico oppure una critica sulla ipocrisia.Si svegliò dentro il Narciso.Si fissava. Doveva innamorarsi. La favola funzionava così. Ma lei non ci riusciva. Lo stagno era uno stagno e lei era lei e nella trappola di innamorarsi di se stessa non ci cascava!Anzi.La svegliò il suo urlo fermo nella gola e l'acqua nelle mani. Strangolava il suo riflesso.Cazzo che incubo!Guardò San Girolamo sempre appeso al muro. Gli fecce l'occhiolino. Simpatico sto Momolo. Non albeggiava ancora e tornò a sognare.Si alzò presto la mattina.Camminò per ore a spasso e finì davanti al Quirinale.Niente da fare, Caravaggio ancora. Il ragazzaccio del morso invitava a entrare.Vabbè, se proprio insisti.Un biglietto per favore.