ancora pezzettini

Dopo il bottone


Wendelin appoggiò lo sguardo sull'orlo dell orizzonte e chiuse il suo terzo occhio. A volte le dava fastidio.Il movimento del treno pero' cullò a lungo il sospiro.Dopo il bottone il mondo era diventato altro.Il web, i pochi libri rimasti ancora vivi e la voce degli anziani l'avevano pero' raccontato il passato e Wendelin sapeva che c'era stata troppa morte, inammissibile dolore e finalmente l'equilibrio.Gli umani si erano abituati pian piano a strani cambiamenti finché questi cambiamenti risultarono normali.Lei a volte pensava che il mondo era divenuto una unica favola pazza scritta da multipli autori. Perché l'ordine di questo mondo era quasi un disordine. Uno stravagante accostamento di oggetti, persone, desideri e atteggiamenti appartenenti a tutte le epoche di cui ne aveva letto o sentito parlarne, ragionava Wendelin.Era stanca e sdraiò sonnolenta lo sguardo sul campo, il terzo occhio ancora chiuso. A volte le dava fastidio.Il vento spettinava il grano come nel quadro di Van Gogh, quel dimenticato pittore olandese che lei aveva imparato a amare. Sentiva il vento sul viso anche se la finestra era interamente sbarrata.
D'improvviso, un uomo a cavallo con un alieno a fianco frantumarono la perfetta danza delle nubi.Non era una scena singolare, anzi, gli alieni erano un paesaggio comune in questo mondo di dopo il bottone.Pure era normale il miscuglio in cui cavalli, macchine iperveloci, biciclette a vapore e gabbiani meccanici intrecciavano i loro passi. Mutanti, extraterrestri, nulla era insolito.Curiosa, Wendelin aprì il suo terzo occhio e fissò il viso del uomo. Era un ragazzo e aveva il sorriso antico, pensò. Si domandò se come lei, il ragazzo ed il suo scudiero andavano a Barberino di Mugello.La musica (Reverie - Debussy) ****La sfida - terza puntata - Racconto a multipartecipazionePer le prime puntate,e in attesa del vostro Quo,QuieQua