luglio col bene che ti voglio Spesso sbriciolava il ritornello. Lo tratteneva nella bocca finché inzuppato di saliva diventava un po' volgare. Come lei. poi non ti ho Merda di ritornello. A volte erano schegge. Come vetro. Sentiva il sangue colando tra le gengive. La lingua rossa, uguale al vestito che indossava negli appuntamenti. Detestava il rosso quanto detestava il bene che ti voglio.vieni da me c'è tanto tanto sole merda!Era da una vita che cercava di strapparsi quella melodia dalla pelle. Se solo ci riuscisse, come un serpente. Luglio col bene che ti fanculo! La fruttivendola canticchiava quel ritornello mentre suo padre, fra le sue cosce tentava il mestiere dell'amante. Col tempo Antonella capì che non sarebbe stato affatto bravo visto che la fruttivendola gorgheggiava distratta mentre lui penava tra le sue gambe svogliate. Dai porca dai. ma ho tanto freddo al cuore se tu non sei con me La fruttivendola aveva una margherita nella mano. La dimenava come una bacchetta. m' ha fatto una promessa l' amore porterà Lui pero' non seguiva il ritmo. Dai maiala dai. "Con gli uomini succede sempre così, Lella" l'aveva detto sua sorella maggiorenne. "Le donne abbiamo una musica in testa. Loro ne hanno un'altra. E se ne fregano della nostra musica. Se ne fregano". Sua sorella si accarezzava il pancione. ma perché non torni è luglio da tre giorni "Se ne fregano quasi sempre", aggiunse scandendo con cura quel bugiardo "quasi sempre". "Quasi sempre", disse. E lo ripeté per convincersi, perché ai principi azzurri lei ci credeva ancora, malgrado l'inaspettato pancione senza nome. vieni da me c'è tanto sole Suo padre piccolo tra le gambe della fruttivendola che dimenava la margherita e occhieggiava il tetto. Doveva pitturarsi prima di settembre, casomai ottobre, non più, pensava. Dai zoccola daiE luglio sarebbe un grosso sbaglio non rivedersi più che suonava nella radio, e sua madre che cucinava le alici marinate per cibare il bastardo.e ancora non sei qui Astice in salsa ai peperonivieni, da me c'è tanto sole Cucinava robba buona, casereccia, saporita, appetitosa. e invece ci sei tu vieni, da me c'è tanto sole La voce di sua mamma casereccia, buona. Cucinava per il bastardo robba delicata, succulenta. Stupida! ma ho tanto freddo al cuore se tu non sei con me Purea di indivia, carpaccio di anguria col bene che ti voglio Solo adesso Antonella capiva che era il suo modo di sentirsi dentro di lui, appetitosa, saporita, delicata, succulenta. Il suo unico, stupido modo di farsi assaggiare dal bastardo che amava. Dai porca dai la fruttivendola aveva una margherita nella mano, come una bacchetta. Il tetto non più di ottobre, pensava. ti scusi del ritardo ma non mi importa più "Stupide!", masticava ancora Lella molti anni e tanti, troppi, eccesivi uomini dopo. La portavano sempre in ristorante, facendo i grandi signori. "Mettiti il vestito rosso Antone', quello corto che fa vedere le cosce". "Vesti l'abitino rosso Antonella, quello brevissimo mozzafiato". La portavano sempre in ristorante, sbavanti e ridicoli. luglio m' ha fatto una promessa alici marinate astice in salsa ai peperonil' amore porterà purea di indivia e carpaccio di anguria. La portavano sempre in ristorante col suo vestito rosso, un po' osceno. Come lei. luglio m' ha fatto una promessa l' amore porterà Merda di ritornello! Se solo ci riuscisse, come un serpente. Cambiare pelle, veste e ritornello, tre al prezzo di uno! Se solo ci riuscisse. poi non ti ho vista piùLa
musica (Luglio - Riccardo del Turco)*******
Luglio col bene che lo voglio è finito,Agosto col bene che lo vorrò è appena appena cominciato(Alla faccia della lapalissiana verità!)Questo di sopra è stato il mio contributo(per così dire)al
gioco-non-gioco letterariodella
InfinitaEllinaPer fortuna
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là lalalala