ancora pezzettini

Post sul nulla, con tanto di infondati parentesi e un po’ di facile piacere.


La folla è posto di tanta solitudine (affermo senza alcuna certezza, solo per il piacere di affermare).Ovunque galleggiano batuffoli incartati con cura o con veloce indifferenza.Astucci senza nastri,a volte anche senza voglia.Gente.La metropolitana è come una scatola chiusa dove la solitudine si fa concreta e si palpa con le dita (annuncio per il banale piacere di annunciare).Come nell'ascensore, dove gli sguardi sfuggono (accosto senza alcuna arguzia).I bauletti battenti vorrebbero puff sparire.Io ne sono un chiaro esempio.Un riccio.Vorrei chiudermi tanto tanto da dissolvermi.Indossare il capoto bugiardo dei maghi e abracadabra zac sparire.(mi inserisco nel testo per il semplice piacere di inserirmi).La metropolitana è un lente d'ingrandimento puntato sulla solitudine (torno sull'argomento ed argomento per il modesto piacere di argomentare senza senso).Il vagone a volte crea dei complici però (adesso mi sdraio su questa considerazione e ci rimango perché si).Un paio di sguardi si trovano e mostrano lo stesso identico spiacere per qualcuno o per qualcosa, e nasce una complicità con aria spregiativa (esemplifico solo per il piacere di aggiungere parole e non finire il post).Trovare in altri occhi la nostra stessa stanchezza e riconoscerci ci accomuna per un po', a tratti.(Ormai mi sono incapricciata col tema della complicità e non mi fermo).A volte essa scatta per presenze inaspettate,come ieri.Il mio ieri, non il vostro (chiarisco invano, per il mero piacere di vedere qualcosa in modo chiaro).Non cantanti improvvisati,non ragazzini che vendono cerotti o caramelle,non bimbi che scambiano l'immagine di un santo poco conosciuto per una monetina oppure due.Quelle no,quelle sono delle presenze abituali in queste scatole dove odiernamente ci scatoliamo (è triste, sento, ma non lo dico perché le parole sono inutili. Avvio comunque un sospiro assai futile).Invece (preseguo decisa a proseguire)due cani randagi beatamente addormentati sotto le poltrone sono uno spettacolo imprevisto.E quello fa scattare una complicità che come tutte, svanisce appena appena ce ne accorgiamo che aldilà del sorriso e degli occhi c'è una persona vera da conoscere.Come da copione,gli affaticati barattoli di pelle spacchiamo subito la breve, effimera alleanza,e torniamo ad essere scrigni a chiave e a chiavette.(Così dico e forse dico male,ma oggi mi va il facile piacere di dire tutto in maniera erronea e persino di vantarmi).
La musica (Yo vivo en una ciudad - Fabiana Cantilo)Santa Maria Grazia Cucinota, che post pesante!Evidentemente navigare il ventre della città non fa per me, mi manca sempre l'aria.Eppur ci navigo (è il modo più veloce per arrivare a casa).