ancora pezzettini

Neanche la primavera ci riesce


"Apriva un cassetto e poi un'altro e poi un altro ancora".Questo doveva essere l'inizio del romanzo.Lo sentiva pero' troppo vicino.Decisamente proprio. Una mera traduzione di se stessa.Non solo i gesti, ma anche il ritmo e la cadenza.La spietata lentezza, la fatale iterazione.Troppo familiare, indubbiamente.Lasciò la penna e piegò la carta.(Un atteggiamento non ampolloso ma un po' teatrale)."Apriva un cassetto e poi un'altro e poi un altro ancora".Troppo suo come inizio.Neanche questa maledetta primavera sapeva correggere questo esasperante comportamento che la tormentava da un bel po'.Neanche questa maledetta primavera riusciva a spostare la noiosa abitudine di dirsi tramite l'inchiostro.Lasciò la penna, piegò la carta, chinò un po' il mento e sospirò.(Anche questo era un atteggiamento un pizzico teatrale)."Apriva un cassetto e poi un'altro e poi un altro ancora", bisbigliò."Dopotutto non era neanche un buon inizio",si disse a mezza voce.Fece un sorriso ampio, leggermente malinconico e gli occhi,sereni,diventarono occhi da orientale.E chissà se non fu solo e soltanto per far rima con "teatrale".Lei era una così,a volte rimava i fatti e le parole in un modo assolutamente involontario.
Valentina Einaudi "La donna degli incipit", Feltrinelli 3097, p.44-119La musica (il postino/ luis bacalov - bicycle)