Il primo stupore è stato il vento sul viso.Fresco,leggero,perpendicolare.E subito dopo,quasi in perfetta sintonia,il sole leccandomi le guance.Ah meraviglia.Linea D con demora(Il cartellino avverte chiaro e non troppo promettente).Sfoglio le possibilità.Azzardo non azzardo.Aspetto non aspetto.Scendo non scendo.Azzardo.Ieri ho voluto evitare i crassi intestini della tenue città e mi sono persa in un labirinto di strade bloccate, frastuoni, chiassi e manifestazioni.Un pandemonio non raro, anzi, abituale.Azzardo quindie preferisco il sotterraneo cammino dei topi e dei topini.Un mucchio di criceti nel binario aspetta mentendo pazienza e invece disperando.Attesa agonia speranza angoscia ansia ed incertezza.Finalmente si vede,vincente,la sagoma del gigante.Il mostro sputa gente da ogni finestrino.C'è posto pero' per un ago piccolo,mezza formicae un quarto di fetta di formaggio.Non ce la faccio...dopotutto non sono ne' ago ne' formicae nemmeno formaggio anche se ogni tanto mi sento un Roquefort.Non ce la faccio e lascio perdere.Guardo l'orologio."Se entro i prossimi dieci minuti non ci arriva un'altro,provo a cielo aperto", minaccio il destino.Tre minuti, anzi, meno ancora e la nuova formazione si avvicina.Miracolo.Sogno o son desta?È quasi vuota.Doppio miracolo.Sogno o son desta?Son desta senza dubbio,non molto sveglia ma assolutamente desta.Salgo, mi siedo, scribacchio, divago.La sera mi comprerò dei mandarini.Salgo le scale, quasi non mi manca il fiato.Calpesto le strade, gli occhi hanno deciso di non farmi lo sciopero e mi funzionano con garbo e cortesia.Di nuovo il sole e di nuovo il venticello.Ah delizia.Oggi non mi è concesso non sorridere.Oggi è doveroso ringraziare.
Linea D con Demoras
Il primo stupore è stato il vento sul viso.Fresco,leggero,perpendicolare.E subito dopo,quasi in perfetta sintonia,il sole leccandomi le guance.Ah meraviglia.Linea D con demora(Il cartellino avverte chiaro e non troppo promettente).Sfoglio le possibilità.Azzardo non azzardo.Aspetto non aspetto.Scendo non scendo.Azzardo.Ieri ho voluto evitare i crassi intestini della tenue città e mi sono persa in un labirinto di strade bloccate, frastuoni, chiassi e manifestazioni.Un pandemonio non raro, anzi, abituale.Azzardo quindie preferisco il sotterraneo cammino dei topi e dei topini.Un mucchio di criceti nel binario aspetta mentendo pazienza e invece disperando.Attesa agonia speranza angoscia ansia ed incertezza.Finalmente si vede,vincente,la sagoma del gigante.Il mostro sputa gente da ogni finestrino.C'è posto pero' per un ago piccolo,mezza formicae un quarto di fetta di formaggio.Non ce la faccio...dopotutto non sono ne' ago ne' formicae nemmeno formaggio anche se ogni tanto mi sento un Roquefort.Non ce la faccio e lascio perdere.Guardo l'orologio."Se entro i prossimi dieci minuti non ci arriva un'altro,provo a cielo aperto", minaccio il destino.Tre minuti, anzi, meno ancora e la nuova formazione si avvicina.Miracolo.Sogno o son desta?È quasi vuota.Doppio miracolo.Sogno o son desta?Son desta senza dubbio,non molto sveglia ma assolutamente desta.Salgo, mi siedo, scribacchio, divago.La sera mi comprerò dei mandarini.Salgo le scale, quasi non mi manca il fiato.Calpesto le strade, gli occhi hanno deciso di non farmi lo sciopero e mi funzionano con garbo e cortesia.Di nuovo il sole e di nuovo il venticello.Ah delizia.Oggi non mi è concesso non sorridere.Oggi è doveroso ringraziare.