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Strana lezione di tennis


Ho una fame da lupi. Devo aspettare qualche minuto. E' andata bene, buona apertura, buone entrate, contratta (lo sarò sempre), sudata, grintosa, vecchia forse. Boh...Strano il maestro mi ha chiesto il numero di cellulare perchè approda nella terra sannita. Non si fa secondo me. Intimorita l'ho dato. Poi, finita la lezione, sono, come al solito, andata via di corsa. Lui era lì. Mi ha risalutato invitandomi a mandargli un messaggio domenica. Secondo me non si fa. Ma è tranquillo, gentile, professionalmente preparato. magari non sono io avezza a ricevere semplici attenzioni disinteressate. Anzi, mi semplifico, elimino il magari, e una volta ogni tanto oso, tremando, affermare che è così. Il giardino l'ho innafiato, le piante mi sembrano lente e poco dinamiche. Domani è una giornata di fuoco. Stasera è una serata mia, lenta; il ritmo giusto è la carmen di Bizet. Il libro giusto è Terzani. La partita mi piace. Se fossi un maschio mi piacerebbe giocare a calcetto. Se fossi maschio vorrei stare con mio figlio senza moglie.