Creato da Licia.Cutaia il 26/03/2008
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Sono Licia Cutaia ed ho creato questo blog con il fine di presentarmi, di far conoscere il mio approccio professionale e condividere con i visitatori alcuni miei articoli, immagini, fimati e considerazioni che esprimono i miei interessi, la mia sensibilità, la mia professionalità.

In fondo al blog troverete il mio curriculum vitae e gli articoli che descrivono il modo in cui lavoro.

Potrete contattarmi al mio cellulare o al mio indirizzo di posta elettronica, sia per un consiglio sia per intraprendere un percorso terapeutico. 

 

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La forza non deriva dalle capacità fisiche,

ma da una volontà indomita.

(Mahatma Gandhi)

 

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CORPO - MENTE - EMOZIONI

 

 

 

Nell'uomo corpo e mente sono indissolubilmente connessi

L'uomo è costituito  da corpo, dalla mente e dallo spirito.

Lo spirito è curato dalla fede, il corpo dalla medicina, la mente dalla psicologia e dalla psichiatria

Quando il corpo ha un sintomo  - se un medico ne esclude la causa organica - esso può esprimere un disagio  di origine psichica.

Le emozioni sono processi della mente (hanno origine nel sistema limbico) sono decodificate dai nostri processi cognitivi (intellettivi) e sono nominate con il linguaggio.

Quando le emozioni disturbanti invece di essere connesse alla neocorteccia cerebrale si esprimono direttamente attraverso le vie autonome corporee, allora si costituisce il linguaggio organico.

IL CORPO COMUNICA

Se avete sintomi fisici che non hanno trovato un riscontro in una diagnosi medica, l'origine della vostra sofferenza potrebbe essere un conflitto emotivo individuale, relazionale, comunicativo!

In questi casi, è opportuno parlarne con il vostro medico di fiducia e valutare l'opportunità di richiedere una consulenza psicologica.

 
 

 

 
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L'approccio sistemico-relazionale

Post n°2 pubblicato il 26 Marzo 2008 da Licia.Cutaia

L’intervento sistemico si può considerare fondato sull’idea che il soggetto ha in sé le risorse per il benessere.

Simili risorse sono rimaste imbrigliate entro un gioco relazionale che ha consentito un uso rigido e lineare di quelle impedendo, perciò, la liberazione della funzionale elasticità.

Il percorso terapeutico o consulenziale può essere considerato allora come caratterizzato da osservazione, esplorazione, descrizione, ridefinizione attraverso una costruzione a due o più voci in cui la visione multipla consenta di scorgere più orizzonti per scegliere i confini più interessanti ed utili da oltrepassare.

Da qui la possibilità di approcciarsi non solo alla mente dell’interlocutore che porta la difficoltà ma anche agli altri attori che interagiscono con esso per comprendere in modo più complesso quale sia il quadro relazionale che il cliente porta in seduta.

La possibilità di individuare la struttura che connette i vari membri del sistema, consente di comprendere empaticamente l’armonia comunicativa dei membri e di ristrutturare l’equilibrio che in quel momento del ciclo vitale è deficitario o instabile nel sistema.

Il processo terapeutico va inteso come incontro a due, sistema e terapeuta, in cui il clinico interviene per scoprire e comprendere l’equilibrio del sistema che ha di fronte e per entrarvi con il fine di comprenderne l’armonia allo scopo di creare nuove ristrutturazioni con i tempi che il sistema sarà disposto a concedere.

Perché si crei questo dialogo occorre che si riscuota una certa risonanza tra terapeuta e cliente. Questa empatia consentirà al terapeuta di analizzare quali argomenti del paziente “risuonano” ed acquistano significato in se stesso e viceversa. 

La pazzia può essere intesa come la raffinata e creativa percezione di una servitù muta a regole sovrastrutturali e mortificanti. Ma non è solo la rigidità a condurre a sofferenza ma anche l’impossibilità di saper dare un contenuto solido ma elastico a quanto è vitale per l’individuo.

Il folle indica, con il sintomo, l’esistenza di una struttura satura e severa in cui non c’è spazio per l’irriverenza, in cui i livelli di codificazione dei messaggi talvolta si sovrappongono in modo confusionario e disorientante, in cui le voci confuse di più messaggi o le allucinazioni visive sono rappresentazioni di più livelli di realtà simultaneamente presenti.

Costruzioni che parlano di altre costruzioni sottostanti.

Così l’irriverenza potrebbe agire come una luce su queste rappresentazioni cercando in esse i significati relazionali che derivano dalle interazioni con gli altri significativi (i familiari, i contesti di vita).

Il cambiamento non catastrofico è perciò dato da una continuità nel sistema, ciò che si modifica è il modo in cui si osservano gli eventi e si dà significato ad essi.

                                                                                

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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