Creato da Licia.Cutaia il 26/03/2008
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Sono Licia Cutaia ed ho creato questo blog con il fine di presentarmi, di far conoscere il mio approccio professionale e condividere con i visitatori alcuni miei articoli, immagini, fimati e considerazioni che esprimono i miei interessi, la mia sensibilità, la mia professionalità.

In fondo al blog troverete il mio curriculum vitae e gli articoli che descrivono il modo in cui lavoro.

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La forza non deriva dalle capacità fisiche,

ma da una volontà indomita.

(Mahatma Gandhi)

 

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CORPO - MENTE - EMOZIONI

 

 

 

Nell'uomo corpo e mente sono indissolubilmente connessi

L'uomo è costituito  da corpo, dalla mente e dallo spirito.

Lo spirito è curato dalla fede, il corpo dalla medicina, la mente dalla psicologia e dalla psichiatria

Quando il corpo ha un sintomo  - se un medico ne esclude la causa organica - esso può esprimere un disagio  di origine psichica.

Le emozioni sono processi della mente (hanno origine nel sistema limbico) sono decodificate dai nostri processi cognitivi (intellettivi) e sono nominate con il linguaggio.

Quando le emozioni disturbanti invece di essere connesse alla neocorteccia cerebrale si esprimono direttamente attraverso le vie autonome corporee, allora si costituisce il linguaggio organico.

IL CORPO COMUNICA

Se avete sintomi fisici che non hanno trovato un riscontro in una diagnosi medica, l'origine della vostra sofferenza potrebbe essere un conflitto emotivo individuale, relazionale, comunicativo!

In questi casi, è opportuno parlarne con il vostro medico di fiducia e valutare l'opportunità di richiedere una consulenza psicologica.

 
 

 

 
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PSICOSI E FAMIGLIA

Post n°25 pubblicato il 02 Novembre 2009 da Licia.Cutaia

 

 

"Qualcuno volò sul nido del cuculo" (M. Forman 1975)

 

Il disturbo psicotico viene definito come un grave disordine mentale caratterizzato da profonda incapacità nell'affrontare la realtà, evidenziato tipicamente da deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato (definiti sintomi positivi), e/o da comportamento catatonico e/o disorganizzato, apatia, anedonia, affettività coartata (detti sintomi negativi).

La caratteristica principale dei disturbi psicotici è l’incapacità nel distinguere il reale dall’irreale.

Ne consegue che chi soffre di questo disturbo vive una “profonda incapacità nell'affrontare la realtà” giacchè perde  il contatto con essa.

Per molto tempo la malattia mentale, e la schizofrenia in particolare, è stata studiata da due punti di vista spesso tra loro contrapposti: 1)l’approccio biologico che si interessa principalmente dei fattori organici e dunque delle alterazioni cerebrali che causano il disturbo e 2) l’approccio psicosociale e relazionale mirato sui comportamenti disfunzionali che favoriscono la stabilità del disturbo.

Specificatamente gli studi relazionali hanno individuato alcuni giochi familiari inconsapevoli facilitanti l’emergenza del disturbo psicotico.

Sono considerate caratteristiche pregnanti delle famiglie con paziente psicotico:

1)  una comunicazione disfunzionale:

Tale contesto di comunicazione è quello del “doppio legame”, ossia una situazione caratterizzata da comunicazioni paradossali precoci, ripetute nel tempo e autoperpetuantesi, all’interno di un contesto affettivo molto significativo. Esempio tipico di una comunicazione paradossale è la frase “sii spontaneo”. In mancanza di ulteriori chiarimenti e se ripetuta per molto tempo, questa comunicazione è, come afferma Bateson, “indecidibile”: l’individuo non può letteralmente “decidere” quale significato abbia una comunicazione che, per essere accettata, chiede di essere al contempo rifiutata, poiché nel momento in cui si fa quello che la frase chiede non lo si fa (in quanto si perde la spontaneità obbedendo alla frase) e, viceversa, nel momento in cui non lo si fa lo si fa. Obbedire per disobbedire, disobbedire per obbedire. Un contesto di comunicazioni e interazioni caratterizzato dal paradosso, “lega” i soggetti dell’interazione in un contesto relazionale disfunzionale e paradossale, in cui l’anello più debole della catena (usualmente il figlio) mostra i segni di una schizofrenogenicità che appartiene a tutto il sistema familiare, ma di cui egli è il “portavoce” più evidente

2)  Invischiamento familiare contraddistinto da confusione dei ruoli e rapporti intrusivi tra i membri familiari.

3)   Alta emotività espressa ovvero relazioni familiari emotive caratterizzate da ipercriticità, ostilità e rifiuto.

L’interconnessione tra patologia psicotica individuale  e rapporti familiari, rendono necessario un intervento terapeutico che – oltre la farmacoterapia individuale per il paziente pscotico- interessi e accolga tutto il nucleo familiare affinché si modifichino nel rispetto dei tempi familiari quei giochi relazionali  che nutrono il disurbo.

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Commenti al Post:
relazionidiaiuto
relazionidiaiuto il 08/12/12 alle 16:25 via WEB
Salve Moltissimi complimenti per il blog colgo l'occasione per farvi tanti auguri, A presto, il team di Famiglia e Relazioni di aiuto
 
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