La musica è un bisogno innato dell'uomo: quando è scosso dal fremito della passione, mentre la ragione tace e solo domina il sentimento, egli trova nel canto la sua espressione immediata. Il canto, dunque, è la primitiva manifestazione delle gioie, dei dolori, degli entusiasmi e delle tristezze dell'uomo.Anche gli Ebrei, profondamente religiosi e rigidi custodi delle proprie tradizioni, coltivarono con passione la musica, alla quale attribuirono una potenza misteriosa ed è con i re d'Israele Davide e Salomone (X sec. a.C.) che si giunge al periodo culminante, quando, nel maestoso tempio, echeggiavano inni intonati da più voci.Di Davide sono rimasti celebri i Salmi; a Salomone si attribuisce il Cantico dei cantici, superlativo semitico per dire il canto per eccellenza, il cantico più bello. Si tratta di una composizione poetica in cui un pastore e una pastorella cantano il loro amore, dialogando con un coro rappresentato dalle figlie di Gerusalemme.Cito la quarta parte di tale cantico dove chiaramente si avverte la tenerezza dei due amanti ricca di sfumature sensuali:Come sei bella, amica mia, come sei bella!Gli occhi tuoi sono colombe,dietro il tuo velo.Le tue chiome sono un gregge di capre,che scendono dalle pendici del Gàlaad.I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,che risalgono dal bagno;tutte procedono appaiate,e nessuna è senza compagna.Come un nastro di porpora le tue labbrae la tua bocca è soffusa di grazia;come spicchio di melagrana la tua gotaattraverso il tuo velo.Come la torre di Davide il tuo collo,costruita a guisa di fortezza.Mille scudi vi sono appesi,tutte armature di prodi.I tuoi seni sono come due cerbiatti,gemelli di una gazzella,che pascolano fra i gigli.Prima che spiri la brezza del giornoe si allunghino le ombre,me ne andrò al monte della mirrae alla collina dell'incenso.Il Cantico dei Cantici, lungi dall'essere solo un documento storico sui canti nuziali del popolo ebraico, è una celebrazione dell'amore umano come grande simbolo dai molteplici valori e significati.Nonostante si parli di versi scritti tanti secoli fa, si intravede la freschezza di un sentimento che si ripete da secoli... il miracolo dell'amore.
Canti d'amore...
La musica è un bisogno innato dell'uomo: quando è scosso dal fremito della passione, mentre la ragione tace e solo domina il sentimento, egli trova nel canto la sua espressione immediata. Il canto, dunque, è la primitiva manifestazione delle gioie, dei dolori, degli entusiasmi e delle tristezze dell'uomo.Anche gli Ebrei, profondamente religiosi e rigidi custodi delle proprie tradizioni, coltivarono con passione la musica, alla quale attribuirono una potenza misteriosa ed è con i re d'Israele Davide e Salomone (X sec. a.C.) che si giunge al periodo culminante, quando, nel maestoso tempio, echeggiavano inni intonati da più voci.Di Davide sono rimasti celebri i Salmi; a Salomone si attribuisce il Cantico dei cantici, superlativo semitico per dire il canto per eccellenza, il cantico più bello. Si tratta di una composizione poetica in cui un pastore e una pastorella cantano il loro amore, dialogando con un coro rappresentato dalle figlie di Gerusalemme.Cito la quarta parte di tale cantico dove chiaramente si avverte la tenerezza dei due amanti ricca di sfumature sensuali:Come sei bella, amica mia, come sei bella!Gli occhi tuoi sono colombe,dietro il tuo velo.Le tue chiome sono un gregge di capre,che scendono dalle pendici del Gàlaad.I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,che risalgono dal bagno;tutte procedono appaiate,e nessuna è senza compagna.Come un nastro di porpora le tue labbrae la tua bocca è soffusa di grazia;come spicchio di melagrana la tua gotaattraverso il tuo velo.Come la torre di Davide il tuo collo,costruita a guisa di fortezza.Mille scudi vi sono appesi,tutte armature di prodi.I tuoi seni sono come due cerbiatti,gemelli di una gazzella,che pascolano fra i gigli.Prima che spiri la brezza del giornoe si allunghino le ombre,me ne andrò al monte della mirrae alla collina dell'incenso.Il Cantico dei Cantici, lungi dall'essere solo un documento storico sui canti nuziali del popolo ebraico, è una celebrazione dell'amore umano come grande simbolo dai molteplici valori e significati.Nonostante si parli di versi scritti tanti secoli fa, si intravede la freschezza di un sentimento che si ripete da secoli... il miracolo dell'amore.