E' un tempio la Natura ove i viventi pilastri a volte confuse parole mandano fuori; la attraversa l'uomo tra foreste di simboli dagli occhi familiari. I profumi e i colori e i suoni si rispondono come echi lunghi che di lontano si confondono in unità profonda e tenebrosa, vasta come la notte ed il chiarore. Esistono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come gli òboi, e verdi come praterie; e degli altri corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l'espansione propria alle infinite cose, come l'incenso, l'ambra, il muschio, il benzoino, e cantano dei sensi e dell'anima i lunghi rapimenti. da "I Fiori del male" di C. BaudelaireLa lirica baudelairiana rifugge dall'espressione di un messaggio concettuale definito, per affidarsi al fascino dei suoni, delle metafore, delle ardite trasposizioni analogiche, mezzo per evocare suggestivamente un ignoto altrimenti inattingibile alla conoscenza umana. Tale è il principio del Simbolismo. Questo è il testo fondamentale della poetica baudelariana e simbolista, in cui la natura è vista come un tempio; l'universo è una foresta di simboli che alludono al mistero di una vita più alta; i profumi, i suoni sono quasi uno smaterializzarsi delle cose in pura essenza, esalano una suggestione indefinita, che coinvolge insieme i sensi e l'animo e coincide col protendersi dell'io verso l'infinito. In pratica, in questa contemplazione poetica si rivela l'unità di natura e spirito, di io e mondo.
CORRISPONDENZE
E' un tempio la Natura ove i viventi pilastri a volte confuse parole mandano fuori; la attraversa l'uomo tra foreste di simboli dagli occhi familiari. I profumi e i colori e i suoni si rispondono come echi lunghi che di lontano si confondono in unità profonda e tenebrosa, vasta come la notte ed il chiarore. Esistono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come gli òboi, e verdi come praterie; e degli altri corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l'espansione propria alle infinite cose, come l'incenso, l'ambra, il muschio, il benzoino, e cantano dei sensi e dell'anima i lunghi rapimenti. da "I Fiori del male" di C. BaudelaireLa lirica baudelairiana rifugge dall'espressione di un messaggio concettuale definito, per affidarsi al fascino dei suoni, delle metafore, delle ardite trasposizioni analogiche, mezzo per evocare suggestivamente un ignoto altrimenti inattingibile alla conoscenza umana. Tale è il principio del Simbolismo. Questo è il testo fondamentale della poetica baudelariana e simbolista, in cui la natura è vista come un tempio; l'universo è una foresta di simboli che alludono al mistero di una vita più alta; i profumi, i suoni sono quasi uno smaterializzarsi delle cose in pura essenza, esalano una suggestione indefinita, che coinvolge insieme i sensi e l'animo e coincide col protendersi dell'io verso l'infinito. In pratica, in questa contemplazione poetica si rivela l'unità di natura e spirito, di io e mondo.