UN ANGELO DI OBOE

...un oboe gelido risillaba gioia di foglie perenni, non mie, e smemora...(Oboe sommerso, S. Quasimodo)

 

Lascia che il tuo amore suoni la mia voce

e si posi sul mio silenzio.

Lascialo entrare, attraverso il mio cuore,

in tutti i miei movimenti.

Fa brillare il tuo amore come le stelle

nell'oscurità del mio sonno

e fallo albeggiare al mio risveglio.

Fallo bruciare nel fuoco dei miei desideri,

e scorrere in tutte le correnti del mio amore.

Lasciami portare il tuo amore nella mia vita,

come l'arpa porta la musica,

e lascia che io te lo ritorni,

alla fine assieme alla mia vita.

 

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Chi suona il primo dell'anno... suona tutto l'anno!

Post n°38 pubblicato il 02 Gennaio 2008 da oboe82
 

Giffoni Valle Piana, 1 gennaio 2008

Dopo lo spumante e il panettone, gli auguri e i fuochi di mezzanotte, ecco come il complesso bandistico " Lorenzo Rinaldi" di Giffoni Valle Piana, ha salutato il nuovo anno. Alle 19.30, gli strumentisti  diretti dall'impeccabile M° Francesco Guida, si trovavano sul palco del Cinema Teatro Valle per dare il "la" al concerto, come ogni anno tanto atteso. Un repertorio versatile  che,  spaziando dalla classica alla leggera, dalle ouverture d'opera al jazz, fino ad approdare alla musica latina, ha creato un'atmosfera suggestiva, inebriando  la moltitudine degli spettatori.

Marce d'apertura:

Armi e brio                                   D'Elia

Santa Cecilia                                Cancelli

I Tempo:

Danze ungheresi, n° 1-5             Brahms

Valzer n°2                                     Schostakovic

Pastore Svizzero                           Morlacchi

Nessun dorma da Turandot          Puccini

Sinfonia da Norma                         Bellini

II Tempo:

Concerto a colori                            Mangani

Oblivion                                          Piazzolla

 Santana a portrait                         Gazzani

Jazz Band                                        Sasdelli - Ortolan

Summertime                                  Gershwin

Il Gladiatore                                    Zimmer - Gerrard

Compilation Latino- americana    autori vari

Inno europeo

Inno italiano

Un plauso va a tutti gli strumentisti tra cui: Alberto Borriello (tuba); Clemente Bove(tromba); Caterina De Marco (oboe), solista in "Concerto a colori"e in "Oblivion"; Antonio Foglia (flicorno baritono) che ha sorpreso il pubblico anche col basso elettrico; Attilio Foglia (saxofono)in "Summertime";  l'immancabile estrosità di Bruno Fierro (clarinetto);  la briosità di Mario La Rocca(percussioni); Giusy Munno, dove nel "Pastore svizzero" ha dato il meglio di sè; Simone Sorvillo, spiccando da solista in "Jazz Band" e Marcello Velino (saxofono).

Un ringraziamento va al Direttivo e responsabili del complesso strumentale.

Presidente Onorario: Tommaso Cuomo

Presidente: Carlo Sica

Vice Presidente: Carlo Rinaldi

Segretario: Luigi Russo

Maestro direttore: prof. Francesco Guida

Capi banda artistici: Francesco Ciaglia, Maurizio Tedesco.

Per finire, ne approfitto per rinnovare l' augurio di buon anno a tutti!

 

 
 
 

BUON ANNO!!!

Post n°37 pubblicato il 30 Dicembre 2007 da oboe82
 
Foto di oboe82

Un altro anno è andato via, un altro si

appresta a venire.

Giorni passati in armonia, altri  nella

tristezza ma comunque passati.

Alla fine dell'anno di solito si tirano le somme, non solo

economicamente ma in tutti i sensi.

Si pensa alle occasioni avute, prese e lasciate; agli amori

vissuti o sacrificati; ai treni passati...

Orazio attraversi i suoi "Carmina", ci ha trasmesso

un'espressione  che oggi è sulla bocca di tutti. 

Si tratta del Carpe diem, nel senso di

cogliere l'attimo, di non rimandare le cose al domani incerto.

Io aggiungo: viviamo la vita intensamente,

non calpestiamo la felicità che ci viene donata,

perchè potrebbe essere quella vera!

Auguro semplicemente con il cuore, che il nuovo anno sia colmo

di  emozioni da vivere  al meglio.

Auguri!!!

.........................Katty........................

 
 
 

A Gesù Bambino

Post n°34 pubblicato il 22 Dicembre 2007 da oboe82
 

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!

Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.

Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.

Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.
 
                                      (Umberto Saba)

 
 
 

L'Amico caro... davvero...

Post n°33 pubblicato il 08 Dicembre 2007 da oboe82
 
Foto di oboe82

Ciao Donato,

ti scrivo questa lettera ora che non ci sei più, ora che il tuo nobile cuore ha smesso di battere, ora che il tuo magico sorriso si è maledettamente spento. Una dipartita, la tua, così inaspettata, così dolorosa per tutti coloro che ti hanno conosciuto, per tutti coloro che come me ti hanno voluto bene e ti porteranno sempre nel cuore. Molti ti conoscevano come "il segretario della Scuola Media Gaurico" ma sei stato molto e molto di più: un padre modello, un lavoratore onnipresente, sempre attento e scrupoloso, e soprattutto sempre disponibile e umile verso i tuoi collaboratori. La scuola era la tua seconda famiglia e tutti sanno quanto amore e dedizione mettevi nelle tue"carte". Un'umanità, la tua, da fare invidia a molti, l'uomo dalla battuta sempre pronta, che ti faceva dimenticare i problemi e sorridere. Ti bastava un niente per animare una sala gremita di persone, magari anche a te sconosciute; l'uomo che si è sempre rialzato dalle incresciose difficoltà incontrate nel suo cammino; l'uomo dalle mille risorse...l'uomo degli uomini...il nostro grande amico Donato!

Ci mancherai, ma stanne certo che ti porteremo sempre nel cuore.

                                                               con affetto

                                                               Caterina

 
 
 

La patrona della musica

Post n°32 pubblicato il 22 Novembre 2007 da oboe82
Foto di oboe82

 Nel giorno in cui ricorre la festività di S.Cecilia, protettrice della musica, in tutta Italia e un pò in tutto il mondo sono stati organizzati concerti eseguiti da numerosi strumentisti. Per quanto riguarda il collegamento tra Cecilia e la musica, ciò è documentato soltanto a partire dal tardo Medioevo. La spiegazione più plausibile sembra quella di una errata interpretazione dell'antifona di introito della messa nella festa della santa (e non di un brano della Passio come talvolta si afferma). Il testo di tale canto in latino sarebbe: "Cantantibus organis, Cecilia virgo in corde suo soli Domino decantabat dicens: fiat Domine cor meum et corpus meum inmaculatum ut non confundar" ("Mentre suonavano gli strumenti musicali, la vergine Cecilia cantava nel suo cuore soltanto per il Signore, dicendo: Signore, il mio cuore e il mio corpo siano immacolati affinché io non sia confusa"). Per dare un senso al testo, tradizionalmente lo si riferiva al banchetto di nozze di Cecilia: mentre gli strumenti musicali (profani) suonavano, Cecilia cantava a Dio interiormente. Da qui il passo ad una interpretazione ancora più travisata era facile: Cecilia cantava a Dio... con l'accompagnamento dell'organo! Si cominciò così a partire dal XV secolo (nell'ambito del Gotico cortese) a raffigurare la santa con un piccolo organo portativo a fianco.

In realtà i codici più antichi non riportano questa lezione dell'antifona (e neanche quella che inizierebbe con Canentibus, sinonimo di Cantantibus), bensì Candentibus organis, Caecilia virgo.... Gli "organi", quindi, non sarebbero affatto strumenti musicali, ma gli strumenti di tortura, e l'antifona descriverebbe Cecilia che "tra gli strumenti di tortura incandescenti, cantava a Dio nel suo cuore". L'antifona non si riferirebbe dunque al banchetto di nozze, bensì al momento del martirio.

Dedicato alla santa, nel XIX secolo sorse il cosiddetto Movimento Ceciliano, diffuso in Italia, Francia e Germania. Vi aderirono musicisti, liturgisti e altri studiosi, che intendevano restituire dignità alla musica liturgica sottraendola all’influsso del melodramma e della musica popolare. Sotto il nome di Santa Cecilia sorsero così scuole, associazioni e periodici.

Cecilia, in quanto patrona della musica e musicista lei stessa ha ispirato più di un capovolavoro artistico, tra cui l'Estasi di Santa Cecilia di Raffaello, oggi a Bologna (una copia della quale, realizzata da Guido Reni, si trova nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. Ricordiamo anche la Santa Cecilia di Rubens (a Berlino), del Domenichino (a Parigi), di Artemisia Gentileschi.

In letteratura, Cecilia è stata celebrata specialmente nei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, in un'ode di John Dryden poi messa in musica da Haendel nel 1736, e più tardi da Hubert Parry (1889). Altre opere musicali dedicate a Cecilia includono l'Inno a santa Cecilia di Benjamin Britten, un Inno per santa Cecilia di Herbert Howells, una messa di Alessandro Scarlatti, la Messe Solennelle de Sainte Cécile di Charles Gounod e Hail, bright Cecilia! di Henry Purcell.

 
 
 

Dalla voce di un profeta...Kahlil Gibran

Post n°31 pubblicato il 19 Novembre 2007 da oboe82
 
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Musica: tu ci hai insegnato a vedere con

l'orecchio e a udire con il cuore...

Il canto della voce è dolce, ma il canto del cuore è la pura voce

dei cieli...

Se anche cantassi come gli angeli ma non amassi il canto,

non faresti altro che rendere sordi gli uomini alle voci del giorno

e della notte.

 
 
 

L'esaltazione schopenhaueriana della musica

Post n°28 pubblicato il 07 Novembre 2007 da oboe82
 
Foto di oboe82

La fama del filosofo tedesco Arthur Schopenhauer (1788-1860), con Il mondo come volontà e rappresentazione, ebbe entusiastici consensi da Wagner, Nietzsche, Freud, D'annunzio, Bergson, Thomas Mann, penetrando nella filosofia del 900. Per Schopenhauer il mondo,il quale si presenta alla nostra conoscenza è rappresentazione. Il mondo è lotta fra gli individui che tendono all'affermazione totale; lo stesso amore della vita è inganno: cerchiamo di essere felici come individui e invece serviamo inconsciamente la volontà universale, irrazionale e quindi inconoscilbile. Via di liberazione da questa volontà, intesa come male di vivere, è l'arte. Fra le arti la più alta è la musica, espressione pura del tendere incessante della volontà. L'esaltazione schopenhaueriana della musica è riscontrabile chiaramente nella conclusione del libro terzo del Mondo come volontà e rappresentazione, riportato qui sotto.

"L'ineffabile senso intimo di ogni musica, per cui essa ci passa davanti come un paradiso così familiare  e pur eternamente lontano, ed è tanto comprensibile, dipende dal fatto che essa rende tutti i sentimenti del nostro più intimo essere, ma completamente liberati dalla realtà e dai suoi tormenti..In tutta questa trattazione della musica mi sono sforzato di render chiaro che essa in un linguaggio universale, mediante un materiale omogeneo, cioè mediante semplici suoni e con la massima determinatezza e verità esprime l'intima essenza, l'in-sè del mondo.. Qualora si giungesse a dare della musica una spiegazione perfettamente esatta, compiuta e particolareggiata, si avrebbe anche un'adeguata riproduzione e spiegazione concettuale del mondo o una spiegazione del tutto equivalente a questa, ossia la vera filosofia e quindi: Musica est exercitium metaphysices occultum nescientis se philosophari animi (la musica è un occulto esercizio metafisico dello spirito che non sa di filosofare)...dobbiamo riguardare l'arte come il grado più alto, lo sviluppo più perfetto di tutto il mondo in quanto rappresentazione, poichè essa in sostanza fa quello stesso che il mondo sensibile, ma con maggiore concentrazione e compiutezza. Se tutto il mondo in quanto rappresentazione non è che l'aspetto visibile della volontà, l'arte rende più chiara tale visibilità: essa è la camera obscura che mostra più nitidi gli oggetti e permette di abbracciarli meglio con lo sguardo, è lo spettacolo nello spettacolo, è il teatro nel teatro."

 
 
 

Felice Halloween!!!

Post n°27 pubblicato il 31 Ottobre 2007 da oboe82

 
 
 

L'interpretazione musicale

Post n°26 pubblicato il 22 Ottobre 2007 da oboe82
 
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Cosa vuol dire interpretare?

Nel significato più stretto del termine potrebbe significare porsi tra l'oggetto e il soggetto e rendere comunicabile il primo al secondo. Secondo un concetto diffuso dell'estetica del tardo romanticismo, interpretare vuol dire ricreare. Il musicista parte dal suono per esprimere direttamente l'immagine della propria interiorità. Se la musica può essere considerata, come diceva Leibniz, "un esercizio aritmetico inconscio", dovrebbe pur esistere la possibilità di tradurre fonicamente e quindi di comunicare nella sua esattezza matematica questo esercizio. Sappiamo tuttavia che in pratica questo non risulta possibile e che, tra un'esecuzione musicale e la stessa ripetuta ad un'ora di distanza, qualcosa di differente è intervenuto, così d'altronde avviene per una poesia recitata o per un dramma rappresentato. Il compositore, come ogni artista, trasmette alla propria opera un'emozionalità soggettiva ed è questa che va decifrata nei segni; l'opera dell'esecutore è in un certo senso, un'opera d'interpretazione critica e in tal senso l'opera deve essere esecuzione oggettiva. La musica è il linguaggio più interiore e segreto dell'uomo, perciò è il più libero: un esecutore è tanto più perfetto quanto più sa decifrare questo segreto nei segni e oltre i segni, mettersi in comunicazione con esso e comunicarlo agli altri. Ha scritto Carnap: " l'arte è un mezzo di espressione perfettamente adeguato del sentimento della vita", inoltre : "la musica esprime il sentimento della vita con i mezzi più puri, giacchè è completamente libera da tutto ciò che è obiettivo".

 
 
 

Musicista e Mecenate

Post n°24 pubblicato il 25 Settembre 2007 da oboe82
 
Foto di oboe82

Rieccomi qui! E' un pò che manco dal mio blog, un pò per mancanza di tempo  ma anche perchè la mia mente è stata un pò occupata da altro,  in verità lo è tuttorama vi prometto che cercherò di farmi viva più spesso...

Questa volta tratterò  come si evince dal titolo del post, del rapporto musicista-mecenate, prendendo spunto dall'opera "Il Cortegiano" di Baldesar Castiglione.

 I quattro secoli di storia musicale che vanno dagli inizi del 500 alla fine del 700 sono caratterizzati, per quanto riguarda la storia delle arti e della musica in particolare, da quel fenomeno sociale, economico e culturale che prende il nome di mecenatismo. Il mecenate era colui che per amore della  cultura finanziava attività artistiche, in pratica poteva essere il re, il principe, il signore, chiunque avesse autorità e dominio su un territorio. La corte poteva diventare un centro autentico di produzione culturale,  se solo aveva a disposizione e al proprio servizio gli intellettuali. Infatti nelle corti e nelle famiglie nobili si concentravano letterati, filosofi,musicisti, artisti legati in forme diverse agli interessi culturali, sociali e politici del signore che ne era mecenate. La musica, come pratica di diletto quotidiano e persino come strumento di educazione profonda dell'animo, ebbe una presenza continua nel mondo aristocratico. Le pagine che nel Cortegiano Baldesar Castiglione dedica nel 1528 alla musica, nel tracciare l'ideale del perfetto uomo di corte colto e raffinato, sono tra le più significative scritte sull'argomento; il perfetto cortigiano, infatti, non può non essere esperto anche di musica cioè saper cantare e saper suonare vari strumenti, per il proprio diletto ma anche per addolcire il suo spirito:" perchè se ben pensiamo, niuno riposo di fatiche e medicina di animi infermi ritrovar si può più onesta e laudevole di questa (la musica) e massimamente nelle corti dove, oltre al refrigerio de' fastidi, che ad ognuno la musica presta, molte cose si fanno per satifar alle donne, gli animi delle quali, teneri e molli, facilmente sono dall'armonia penetrati e di dolcezza ripieni..." Scopo del canto infatti è comunicare una dolcezza che intenerisce e penetra le anime, imprimendo in esse soavemente una dilettevole passione. Un altro aspetto importante legato alla pratica del mecenatismo è dato dal fatto che dal momento in cui il musicista viene assunto al servizio di un signore e la sua qualità di musico viene riconosciuta, riceve un compenso economico fisso e la musica diventa una vera e propria professione. Ciò trasforma il ruolo e lo status sociale del misicista, infatti, molti musicisti , sia compositori che esecutori si elevano dalla umile posizione del mestierante a quella del professionista, acquistando popolarità, ammirazione e rispetto. Tuttavia la libertà di scelta stilistica di cui il musicista apparentemente godeva, non era affatto assoluta. Il potenziale o reale ascoltatore delle sue opere non era la società nel suo complesso ma la nobiltà di corte o di chiesa che lo assumeva alle sue dipendenze e lo retribuiva per ottenerne opere funzionali ai suoi fini. Comunque sia, la musica di tutta l'epoca del mecenatismo è dunque un prodotto artistico che riflette fondamentalmente i modi di pensiero, i sistemi di valore le prospettive culturali della società aristocratica di quei secoli.

 
 
 
 
 

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Un blog di: oboe82
Data di creazione: 07/05/2007
 

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AMA...

L'amore non si chiede perché parla dal cuore e non spiega mai... non lo sai?
L'amore non ci pensa due volte può arrivare di colpo o sussurrare da lontano, non chiedermi se queste emozioni sono giuste o meno, non deve
essere logico deve solo essere forte.
Non abbiamo una voce quando sono i nostri cuori a scegliere, non c'è un piano, non abbiamo un controllo.
Sento ciò che hai paura di dire, di dare
ma non possiamo lasciarci sfuggire questo momento, non possiamo chiederci se
sia giusto o esigere una risposta, possiamo solo provare.
L'amore non ti chiede perché... perciò prendiamo cosa abbiamo trovato e avvolgiamocelo addosso.
Guarda verso l'amore, potresti sognare e se dovesse andarsene allora dagli le ali, ma se quell'amore è destinato ad essere, allora la sua casa è il tuo cuore.
Sotto i cieli noi viaggiamo lontano sulle strade della vita, siamo viandanti, dunque lascia che l'amore parta e lascia che la speranza abbia un
posto nel cuore di colui che AMA. 

 

 

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