Creato da mari27_ il 28/03/2007

inferenze

false verità

 

 

to live or to die

Post n°216 pubblicato il 25 Agosto 2008 da mari27_

La notte
quando scende tra i pini
e proietta le ombre acuminate

con innumerevoli lame
trafigge il volto scavato
e la luna pallida

dipinge di grigio
ciò che stenta a vivere
chè la luce non più gli appartinene

 
 
 

this is the question

Post n°215 pubblicato il 24 Agosto 2008 da mari27_

Ho imparato ad amare
o non ne sono più in grado?

M.

 
 
 

to be alone

Post n°214 pubblicato il 15 Agosto 2008 da mari27_

Se la tenessi un po' più con te avrebbe un senso
la solitudine
ma dal momento che la scacci via anche col solo pensiero
si sente rinnegata
e si rifugia nelle pieghe rarefatte della tua ombra.

In tal guisa essa ti inventa, ti modifica
turba i giorni stanchi ed affamati di carezze,
si nutre di te e ti nutre del desiderio di sè,
anelante quando gli amori lasciano la bocca intonsa
.

Tanto da farsi ricercare, fiera di essere stata rinnegata.

 
 
 

l'abbandono

Post n°213 pubblicato il 10 Agosto 2008 da mari27_

Non era mai stato facile, per questo si buttava a capofitto dentro le notizie incessanti della radio, chè le orecchie potessero stordirsi.
Si parlava di anime andate, spiriti vaganti, isole lontane e cavalli col busto di uomini. Era normale.

La sensazione bruciante che qualcosa non stesse andando per il verso giusto, anelanti sintomi di presenze oscure che ritornavano alla memoria, non più uguali a se stesse, trasfigurate, perse nella frenesia del ricordo instancabile, ferite aperte come voragini.

Ma un cartone piegato venne cullato dal vento e tutto tornò come prima, uguale, imperturbato.

Lei era seduta lì.
Lui era altrove, in ogni dove lei non potesse percepirlo.

E fu allora che la memoria decise di abbandonarla come d'incanto.

 
 
 

the river goes...

Post n°212 pubblicato il 04 Agosto 2008 da mari27_

E' come quando muori senza averne contezza;
chè ad un certo punto ti accorgi che non eri più tra cielo e terra.

Finchè un fulmine illumina la tua maestosa figura
che non produce ombra alcuna.

E' come quando muori ma sei sempre tra cielo e terra,
intento a guardare il mondo non essendone osservato,

chè la vita è stata tanto densa di te
che la morte non potrà mai vincerla.

 
 
 

walking in milan

Post n°210 pubblicato il 23 Giugno 2008 da mari27_


Migliaia di impronte, segnali di passaggio di piccole-grandi calzature.

Come mai in questa città, metropoli della modernità italiana, non è possibile calpestare l'asfalto che già ti si inchiodano dentro le scarpe?


Vogliano scusarmi i milanesi, ma a Reggio Calabria non mi è mai, mai capitato di rimanere incastrata con il tacco (neppure a spillo ed alto) della scarpa per strada al primo calore estivo. Che i soldi destinati al sud siano stati TUTTI usati per comperare materiale migliore per il manto stradale?

Semplicemente basita.

E' facile essere immensi quanto semplice mostrarsi al primo segnale incommensurabilmente piccoli.

 
 
 

vento del nord

Post n°209 pubblicato il 12 Giugno 2008 da mari27_

Priva di sensi
illuminata soltanto dalla gioia riflessa

mi fermo ad ascoltare il cuore
che si ferma mille volte al giorno

come una finestra che si spalanca
al primo soffio di vento

le porte sbattono violentemente
come se le avessi fatte inquietare.

Milano, 12 giugno 2008



 
 
 

don't go away

Post n°208 pubblicato il 23 Maggio 2008 da mari27_

Solo l'abbandono produce l'effetto del rilascio,
quando l'anima adombra la figura di sè
e tutto rimane immobile,
a guardarla trasfigurarsi.

Milano, 23 maggio 2008

 
 
 

maybe...

Post n°207 pubblicato il 15 Maggio 2008 da mari27_

...E allora forse avrà un senso questo trangugiare emozioni imperdibili. La corsa alla conoscenza di sè vola al raggiungimento di amalgama che non trova rispondenza in alcun modello predefinito.
Se ogni persona fosse uguale alle altre saremmo alla fine della ricerca, poichè conoscendo l'altro capiremmo chi siamo. Realmente.
La "confusione" imperante ci rende invece dissimili e simili al contempo.
Ci fondiamo nelle nostre anime gemelle ed isolate.
Proclamiamo di non voler essere "isole", comportandoci atomisticamente.
...E allora forse non siamo così lontani dall'altro, non siamo così lontani da noi stessi.

M.

 
 
 

birthday...

Post n°206 pubblicato il 12 Maggio 2008 da mari27_

Sentirsi più leggeri.
Nella immancabile sensazione che gli anni
siano sempre più pesanti.

Fino a quando il cuore pulsa
e il gelsomino profuma l'aria,
non v'è da aver paura.

Vorrei dipingere questa giornata
con i colori che mi detta la memoria
mescolati ad una pennellata
intrisa di presente.

M.

Milano, 12 maggio 2008.

 
 
 

In equilibrio

Post n°205 pubblicato il 24 Aprile 2008 da mari27_

Ho visto una donna storpia e ammalata camminare a testa alta ieri sera.

Ho visto un bimbo scendere dall'autobus porgendo la manina alla madre alla fermata "Ospedale Policlinico Maggiore" di Milano.
Soltanto un attimo dopo mi sono accorta che era cieco.

Ho visto me stessa riflessa allo specchio stamane.
Io, con le mie paure ed i miei problemi.
Mi sono vergognata di me stessa.

Chè forse esiste una forza maggiore quanto maggiore è il dolore e la sofferenza.

Stamane ho avvertito le mie gambe ciondolare, come quelle della donna storpia e ammalata.

Mi sono ricordata improvvisamente che prima di camminare l'uomo gattona.
Solo dopo un po' di tempo riesce a stare ritto ed a mettere un piede dietro l'altro, tenendosi in perfetto equilibrio.

E l'equilibrio spesso viene perso e non è possibile recuperarlo...

Bisognerebbe che io imparassi a camminare di nuovo,
magari dopo aver gattonato,
dopo le tante cadute
rialzarmi
più forte di prima
senza vergogna
senza paure.

Ma, soprattutto, di nuovo in equilibrio.




 
 
 

cosa ha più senso?

Post n°204 pubblicato il 22 Aprile 2008 da mari27_

Non è che non mi sforzi di rimanere sempre me stessa.
E' solo che il mondo fuori di me cambia continuamente.

Non è che non mi sforzi di cambiare.
E' solo che il mondo fuori di me rimane sempre lo stesso.

Milano, 22 aprile 2008

 
 
 

Frenesia

Post n°203 pubblicato il 30 Marzo 2008 da mari27_

Scarpe. Scarpe nere, rosse, blu. Migliaia di scarpe.

O meglio, piedi. Piedi con scarpe nere, rosse, blu. Migliaia. Con tacchi, senza tacchi, con mezzo tacco, con alzatacco per sembrare più alti. Una frenesia altisonante, che ti immerge in un turbinio di sensazioni visive e uditive. Non ce la fai più, senti che non ce la fai se non ti regali un attimo di pace, tranquillità e pulizia dallo smog, dalle parole incessanti che ti circondano quasi a circumnavigarti.

Sei in ostaggio, sei circondata, alza quelle maledettissime mani, non hai scampo.

C'è tutto il mondo intorno a te, tutto il mondo che vive, ma non solo. Tutto il mondo che piange, scalpita, uccide, muore, sta male, mangia, beve, si dà allo shopping ammorbando il tuo stato di tranquillità da fobia da acquisto. Insomma...vale la prima: tutto il mondo che vive.

Perchè vivere è tutto questo, e tanto altro. E allora? Cosa aspetti? Cosa ci fai rintanata in te stessa come nulla fosse?

Osservi. Osservi vivere, osservi gli altri vivere, osservi gli altri acquistare, morire, scalpitare, lavorare, ambire, uccidere, bere. Ma tu stessa piangi, stai male, a volte sorridi, autoironizzi...

Ecco, ecco, sì. Tu vivi soltanto a metà. Non è vero che non vivi.

E' come se volessi risparmiare sulla vita. Sei avara.

Non spendi per acquistare briciole di esistenza che potrebbero farti star meglio, non ti metti in gioco per adorare un dono che ti è stato fatto 33 anni fa e che vorresti spesso non aver mai ricevuto. 

E' solo che vorresti scappare. Via da tutto quel rumore, via!

Vorresti pace e decidi di andare dove c'è caos, vorresti silenzio e ti rechi dove tutti strillano, vorresti...

Vorresti...non prenderti in giro, perchè non sai neppure tu cosa vorresti. Questa è la più amara delle tue verità.

Milano, 30 marzo 2008

 
 
 

status

Post n°202 pubblicato il 05 Marzo 2008 da mari27_

E' l'arsura che scorre nelle vene
inondate di sudore putrido

Quando la città ti vuole
e il sangue ti molla.


Milano, 5 marzo 2008


 
 
 

per ricordare a me stessa a cosa servo

Post n°200 pubblicato il 19 Febbraio 2008 da mari27_

 



 



"Molte professioni possono farsi col cervello e
non col cuore. Ma l'avvocato no.



L'avvocato non può essere un puro logico né un
ironico scettico, l'avvocato deve essere prima di tutto un cuore: un altruista,
uno che sappia comprendere gli altri uomini e farli vivere in sé, assumere su
di sé i loro dolori e sentire come sue le loro ambasce.



L'avvocatura è una professione di comprensione, di
dedizione e di carità.



Non credete agli avvocati quando, nei momenti di
sconforto, vi dicono che al mondo non c'è giustizia. In fondo al loro cuore
essi sono convinti che è vero il contrario, che deve per forza essere vero il
contrario: perché sanno dalla loro quotidiana esperienza delle miserie umane, che
tutti gli afflitti sperano nella giustizia, che tutti ne sono assetati: e che
tutti vedono nella toga il vigile simbolo di questa speranza...



Per questo amiamo la nostra toga, per questo
vorremmo che, quando il giorno verrà, sulla nostra bara sia posto questo cencio
nero, al quale siamo affezionati perché sappiamo che esso é servito a
riasciugare qualche lacrima, a risollevare qualche fronte, a reprimere qualche sopruso:
e soprattutto a ravvivare nei cuori umani la fede, senza la quale la vita non
merita di essere vissuta, nella vincente giustizia.



Beati coloro che soffrono per causa di
giustizia...ma guai a coloro che fanno soffrire con atto di ingiustizia!



E, notate, di qualunque specie e grado di
ingiustizia... perché accogliere una raccomandazione, favorire particolarmente
un amico a danno di un estraneo o di uno sconosciuto, usare un metro diverso
nella valutazione del comportamento, o delle attitudini, o delle necessità
degli uomini, é pur questo ingiustizia, é pur questo offesa al prossimo, é pur questo
ribellione al comando divino."



 



Piero Calamandrei



(da "Elogio dei giudici, scritto da un avvocato")

 
 
 

thinking of...

Post n°199 pubblicato il 21 Gennaio 2008 da mari27_

E quando ci si sente piccoli pur essendo cresciuti

ci si accorge di quanto sia bello che le piccole cose entrino nella nostra vita

prepotentemente

 
 
 

a papà

Post n°198 pubblicato il 05 Gennaio 2008 da mari27_

Distanze, lunghe come canali pieni di gente in fila per la vita.

Vita, corta come rabbia sopita di canali frustrati dalle distanze.

Tua, Maria

5 gennaio 2008

 
 
 

Amour

Post n°197 pubblicato il 04 Gennaio 2008 da mari27_

Cosa è Amore

che quando ti volti scompare

per poi attaccarti da fuori

soffocarti dentro

e riapparire come ombra fedele.

Cosa è Amore

anelito, soffio graffiante

vampiro indulgente

che, ahimè, non teme la luce del giorno.

 
 
 

inside

Post n°196 pubblicato il 20 Dicembre 2007 da mari27_

C'è stato un tempo in cui ho immaginato di essere altro.
Questo è il tempo di immaginare di non esserlo, poichè se così fosse avrei paura di me stessa.



 
 
 

apparire o trasparire...

Post n°195 pubblicato il 11 Dicembre 2007 da mari27_

L'apparenza dona un inganno raro a dimenticarsi. Essa rifugge ogni classificazione ed al contempo pretende di classificare. Per me, che sono assai timorosa al riguardo, il suo spettro si affianca al fantasma delle tante persone incrociate lungo un cammino tortuoso, delle quali i miei sogni non possono fare a meno e delle quali mi rendo conto, ahimè, di non avere mai avuto conoscenza.

Sarebbe più facile il palesarsi  di ciò che pretende di rimanere nascosto, se solo l'apparenza non fosse così ricercata da divenire ormai la regola e non l'eccezione.

 
 
 

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