CESARE PAVESE - DOPO -La collina è distesa e la pioggia l'impregna in silenzio.Piove sopra le case: la breve finestra s'è riempita di un verde più fresco e più nudo. La campagna era stesa con me: la finestra era vuota, nessuno guardava, eravamo nudi. Il suo corpo segreto cammina a quell'ora per strada col suo passo, ma il ritmo è più molle; la pioggia scende come quel passo, leggera e spossata. La compagna non vede la nuda collina assopita nell'umidità: passa in strada e la gente che l'urta non sa.Verso sera la collina è percorsa da brani di nebbia, la finestra ne accoglie anche il fiato. La strada a quest'ora è deserta; la sola collina ha una vita remota nel corpo più cupo. Giacevamo spossati nell'umidità dei due corpi, ciascuno assopito sull'altro.Una sera più dolce, di tiepido sole e di freschi colori, la strada sarebbe una gioia. E' una gioia passare per strada, godendo un ricordo del corpo, ma tutto diffuso d'intorno.Nelle foglie dei viali, nel passo indolente delle donne, nelle voci di tutti, c'è un po' della vita che i due corpi han scordato ma è pure un miracolo, E scoprire giù in fondo a una via la collina tra le case, e guardarla e pensare che insieme la compagna la guardi, dalla breve finestra. Dentro il buio è affondata la nuda collina e la pioggia bisbiglia. Non c'è la compagna che ha portato con sé il corpo dolce e il sorriso. Ma domani nel cielo lavato dall'alba la compagna uscirà per le strade, leggera del suo passo. Potremo incontrarci, volendo. Versi da Poesie, Mondadori Editore, pagine 61 e 62 FRANCO BATTIATOIL SENTIMENTO NUEVO - 1981
il coraggio della gioia
CESARE PAVESE - DOPO -La collina è distesa e la pioggia l'impregna in silenzio.Piove sopra le case: la breve finestra s'è riempita di un verde più fresco e più nudo. La campagna era stesa con me: la finestra era vuota, nessuno guardava, eravamo nudi. Il suo corpo segreto cammina a quell'ora per strada col suo passo, ma il ritmo è più molle; la pioggia scende come quel passo, leggera e spossata. La compagna non vede la nuda collina assopita nell'umidità: passa in strada e la gente che l'urta non sa.Verso sera la collina è percorsa da brani di nebbia, la finestra ne accoglie anche il fiato. La strada a quest'ora è deserta; la sola collina ha una vita remota nel corpo più cupo. Giacevamo spossati nell'umidità dei due corpi, ciascuno assopito sull'altro.Una sera più dolce, di tiepido sole e di freschi colori, la strada sarebbe una gioia. E' una gioia passare per strada, godendo un ricordo del corpo, ma tutto diffuso d'intorno.Nelle foglie dei viali, nel passo indolente delle donne, nelle voci di tutti, c'è un po' della vita che i due corpi han scordato ma è pure un miracolo, E scoprire giù in fondo a una via la collina tra le case, e guardarla e pensare che insieme la compagna la guardi, dalla breve finestra. Dentro il buio è affondata la nuda collina e la pioggia bisbiglia. Non c'è la compagna che ha portato con sé il corpo dolce e il sorriso. Ma domani nel cielo lavato dall'alba la compagna uscirà per le strade, leggera del suo passo. Potremo incontrarci, volendo. Versi da Poesie, Mondadori Editore, pagine 61 e 62 FRANCO BATTIATOIL SENTIMENTO NUEVO - 1981