L'Olimpia di Jay

ASFALTO


Caldo e fumante, una colata che travolge quel che resta di Napoli, una squadra di pochezza imbarazzante tritata in ogni settore del campo dalla convalescente Olimpia post Siena. C’è da interrogarsi seriamente sulla consistenza tecnica di questo Campionato se la Eldo è la quinta forza, venuta al Forum per provare a mettersi in scia a Milano: il risultato finale, che non ammette repliche, è ancor più validato dalle statistiche: 142 a 35 la valutazione, 36 a 25 il conto dei rimbalzi e 19 a 6 quello degli assist. Djordjevic ha ben chiaro il piano partita: bisogna andare dai lunghi, reparto nel quale Napoli soffre da inizio stagione, ancor più dopo l’eclissi di Cittadini, finito a Rieti, e l’inserimento dello scialbo Marmarinos. Bastano pochi minuti e il colpo sferrato è quello che suona l’avversario: tutta la partita si srotola sul binario che porta la palla sotto, al punto che Blair-Watson dicono, insieme, 35 punti e 15 rimbalzi, con un 14/15 dal campo che la dice lunga sulla qualità dell’opposizione trovata. Prova incoraggiante anche della cabina di regia, con Garris e Bulleri a menare danze non particolarmente movimentate e creative, ma estremamente redditizie. A dimostrazione che, a volte, la semplicità è la più tagliente delle armi: 10 assist in coppia e 5 palle recuperate a fronte di 5 palle perse significano probabilmente la migliore partita dell’anno in termini numerici, nonostante il cecinese sia stato ben più convincente di Kiwi. Adesso c’è da capire se nella casella fosforo questa squadra dovrà inserire il QI cestistico di Gianmarco Pozzecco, stromabazzato più o meno velatamente come il nuovo arrivo nella galleria degli orrori di Gino Natali. Il buon Poz ha sentito il richiamo di casa ed è stato fulminato sulla via di Milano dalla voglia di riconquistare l’Italia? Molto più semplicemente vuole un garantito per continuare la sua carriera almeno un’altra stagione e dato che i russi del Khimky non gli offrono questa opzione, l’ex play di Varese ha capito che il baffo è il polpaccio migliore cui una sanguisuga può attaccarsi. Asfalto, asfalto a chili su questa società, su questo GM che aspetta maggio per dare un bel colpo del KO a tutte le avversarie. Adesso a Siena tremeranno le vene dei polsi, tanto che, già terrorizzata, si è buttata a pesce sul mercato pescando il ben conosciuto Vrbica Stefanov. Eh si signori, il nostro amatissimo General Manager ha deciso con una strategia abile e raffinata di svoltarci la stagione, forse pungolato dalle 2000 firme che ne chiedono la scacciata. Ma, nel caso Pozzecco arrivasse veramente e non si trattasse di uno scherzo da vecchio burlone, quale forma prende questa Olimpia? Probabilmente Kiwane Garris verrà tagliato, per fare spazio alle oculate doti di playmaking del triestino e, contemporaneamente, lasciare il posto libero per l’integrazione di Bennett Davison. Ora, io sono sicuramente uno sciocco, ma mi domando intimamente: andremmo veramente a giocarci i playoff con la coppia Bulleri-Pozzecco? Ci abbiamo messo un anno a capire che Bulleri il play titolare non lo può fare, ci sono quintali di statistiche che ci insegnano quale sia il ruolo in cui Bullo può rendere al meglio. E ora? Colpo di spugna? Marcia indietro? Ci richiudiamo le palle nel cassetto con questa nonchalanche? Non so, forse io non ci arrivo, forse non sono in grado di capire. Il caro Gianmarco (caro in ogni senso), se arrivasse, lo farebbe ovviamente a fronte di un garantito per la prossima stagione. Iniziamo così a spendere il budget di rilievo che ci aspetta? Vogliamo veramente approcciare la prossima stagione con una decisione così condizionante? Ripeto, io non capisco. Ma qualcuno spiegherà. E magari verrà anche confermato alla guida manageriale della squadra. Ah, Gino, gli striscioni puoi farli rimuovere quando e quanto ti pare, ma la voce sarà sempre quella. Quella di 2000 persone che ti stanno urlando di andartene. Una volta per sempre e senza rimpianto alcuno.