non solo parole

BRUTTI SPORCHI E CATTIVI


Recentemente mi è capitato di rivedere questo film non recentissimo di Ettore Scola.Un po' di trama. Il film racconta le vicende quotidiane di una famiglia di una baraccopoli romana degli anni 60, una vera e propria tribù di circa venti persone tra genitori, figli, consorti, amanti, nipoti e nonna. A capo di tutti c'è Giacinto Mazzatella (Nino Manfredi), un vecchio alcolizzato, orbo che pretende di avere il pieno controllo della sua scalcinata e odiata famiglia, fino ad esigere che la moglie condivida il letto con lui e una prostituta raccattata in mezzo alla strada. D'altra parte la bramosia della famiglia nei confronti di un gruzzoletto di denaro gelosamente custodito e nascosto dal patriarca, nonchè l'odio maturato per quel vecchio padre-padrone, portano allo scellerato patto tra i familiari per avvelenare l'odiato Giacinto. Il tentativo non riesce e Giacinto per vendetta dà alle fiamme la baracca con tutti i familiari dentro che tuttavia riescono a salvarsi. Non contento il vecchio vende la baracca ad una famiglia calabrese altrettanto scalcinata. Le scene finali vedono una mega zuffa tra le due famiglie-tribù per il possesso dell'abitazione che alla fine decidono in buon ordine di condividere!Le varie vicende del film hanno come sfondo la vita quotidiana di quelsottoproletariato che si rabatta come può per sopravvivere tra piccoli espedienti e lavoretti umili. Il film mescola momenti di umorismo (talvolta grottesco) con momenti di patetismo per la triste condizione dei personaggi. Eccellente è l'interpretazione di Nino Manfredi nelle vesti di padre-padrone, detentore della "roba" che con le unghie e con i denti (e con la minaccia del fucile) riesce a dinfendere dai tentativi maldestri dei familiari di impadronirsene. Il resto degli interpreti è una serie di personaggi, tra tragicità e comicità, come la vecchia nonna che trascorre la sua vita su una carrozzella davanti alla TV, incurante delle scene talvolta cruente che si svolgono intorno a lei, oppure come il figlio travestito che sbarca il lunario prostituendosi tranne poi avere "impulsi maschili" e accoppiarsi con la moglie del fratello. Il tutto rigorosamente negli stessi pochi metri quadrati, in una promiscuità morale oltre che materiale. Insomma, un film piacevole ma che fa anche riflettere se si considera che è una testimonianza visiva di quello spaccato di sottoproletariato che Pasolini aveva già illustrato bene nei suoi romanzi, in particolare in "Ragazzi di strada" e "Una vita violenta", ovvero la triste realtà delle baraccopoli romane che sorgevano alla periferia della capitale (ma oggi sono diventati quartieri residenziali), dove la miseria materiale e morale erano i presupposti della vita di tutti giorni. Forse la storia di allora si sta ripetendo nei campi nomadi seminati nelle periferie delle nostre città, quindi nonostante il film fotografi all'apparenza una realtà distante qualche decennio da noi, è sempre utile vederlo e fare delle riflessioni.
Brutti sporchi e cattiviAnno: 1976Nazione: ItaliaDurata: 115'Genere: commediaRegia: Ettore Scola