TORINO FILM FESTIVAL SPAZIO TORINO EVENTI SPECIALI: RETROSPETTIVA JEAN - PIERRE MELVILLE«Il più americano dei registi francesi». Così lo chiamavano in Francia nei primi anni 60, quando la Nouvelle Vague dettava le regole in antitesi al “cinema di papà”. Jean-Pierre Melville (già ultraquarantenne) faceva film sospesi in un limbo che non si identificava completamente né con il cinema dell’innovazione né con quello della tradizione. Franco-alsaziano, nato Jean-Pierre Grumbach, era stato un appassionato amante del cinema fin da quando era molto piccolo, al punto che il padre gli aveva regalato la sua prima cinepresa (una Pathé Baby) il giorno del suo sesto compleanno, seguita da una 8 millimetri e, a dodici anni, da una 16 millimetri. Ma il cinema Melville l’aveva imparato (e continuò sempre a impararlo, come diceva lui) non solo facendolo, ma soprattutto vedendolo: ore e ore di visioni a ripetizione fin dall’infanzia, a ogni possibile occasione (durante la guerra, a Londra, vide 27 film in una settimana). La sua predilezione andava, da sempre, al cinema americano classico, del quale era profondo conoscitore. Come i registi, erano americani i suoi tre scrittori preferiti: Jack London, Edgar Allan Poe e Herbert Melville, del quale prese il nome ai tempi della Resistenza. Colto, lettore raffinato, precorreva i tempi e apprezzava, fin dagli anni ’40, autori “di genere” come Dashiell Hammett e W.R. Burnett. Del cinema americano amava soprattutto il perfezionismo, che tentò di riprodurre nella libertà e nei mezzi spesso limitati della produzione indipendente. Finita la guerra, per riuscire a diventare regista, fondò la propria casa di produzione e a trent’anni, nel 1947 (dopo il cortometraggio Vingt-quatre heures de la vie d’un clown, dedicato al suo altro grande amore giovanile, il music hall), realizzò in ventisette giorni Le silence de la mer, tratto dal romanzo di Vercors, molto apprezzato dai giovani critici dei «Cahiers du cinéma», per i quali Melville fu durante gli anni ’50 una sorta di fratello maggiore. Le parentele tra il suo primo noir, Bob le Flambeur (1956), e À bout de souffle (1959) di Godard (nel quale Melville interpreta la parte dello scrittore Parvulesco) sono evidenti. Autore delle proprie sceneggiature, sicuro di sé e sbrigativo, malvisto negli anni ’60 perché di simpatie gaulliste, Jean-Pierre Melville andò ostinato per la sua strada: dopo l’esordio e dopo l’adattamento di Les enfants terribles di Cocteau e un film “bressoniano”, Léon Morin, prêtre, che gli valse grandi riconoscimenti critici, si dedicò soprattutto al suo genere preferito, il gangster film, riletto in chiave noir e adattato all’ambientazione e allo spirito francesi. Pessimisti, malinconici, disillusi, i suoi eroi (che avevano il volto di Jean-Paul Belmondo, Alain Delon, Lino Ventura, Serge Reggiani, Yves Montand, Simone Signoret e di tutti i grandi caratteristi che componevano le sue “bande”, di malviventi, poliziotti e uomini della Resistenza) hanno fatto scuola. Non solo il polar francese contemporaneo, letterario e cinematografico, ma anche autori come Walter Hill, John Woo e Quentin Tarantino hanno esplicitamente ammesso il loro debito verso di lui. Jean-Pierre Melville morì a cinquantasei anni, nel 1973, dopo aver diretto tredici film.La retrospettiva presenterà, insieme ai suoi film, Sous le nom de Melville, il ritratto di Melville realizzato da Olivier Bohler. Inoltre, la proiezione ufficiale di alcuni dei suoi film sarà introdotta dagli scrittori noir italiani che hanno partecipato con i loro saggi al libro che il festival gli ha dedicato (edito da Editrice Il Castoro).VINGT-QUATRE HEURES DE LA VIE D'UN CLOWN (Francia, 1945, 18’)LE SILENCE DE LA MER (Il silenzio del mare, Francia, 1949, 88’)LES ENFANTS TERRIBLES (I ragazzi terribili, Francia, 1950, 105’)QUAND TU LIRAS CETTE LETTRE (Labbra proibite, Francia, 1953, 104’)BOB LE FLAMBEUR (Bob il giocatore, Francia, 1956, 98’)DEUX HOMMES DANS MANHATTAN (Le jene del quarto potere, Francia, 1959, 84’)LEON MORIN, PRETRE (Leon Morin, prete – la carne e l’anima, Francia, 1961, 115’)LE DOULOS (Lo spione, Francia, 1962, 108’)L'AINE DES FERCHAUX (Lo sciacallo, Francia, 1963, 102’)LE DEUXIEME SOUFFLE (Tutte le ore feriscono, l’ultima uccide!, Francia, 1966, 144’)L'ARMEE DES OMBRES (L’armata degli eroi, Francia, 1969, 145’)LE CERCLE ROUGE (I senza nome, Francia, 1970, 150’)UN FLIC (Notte sulla città, Francia, 1972, 98’)SOUS LE NOM DE MELVILLE / CODE NAME: MELVILLE di Bohler Olivier (Francia, 2008, 77’)
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