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Un blog creato da carmen.bellaville il 03/07/2010

Psicologia Cristiana

psihologia crestina, religie, teolgie spirituale,Romania-Italia

 
 

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Texte foarte placute, pline de spirit in http://leggoerifletto.blogspot.com

"La negazione o la limitazione dei diritti umani - quali, ad esempio, il diritto alla libertà religiosa, il diritto di partecipare alla costruzione della società, la libertà di associarsi, o di costituire sindacati, o di prendere iniziative in materia economica - non impoveriscono forse la persona umana altrettanto, se non maggiormente della privazione dei beni materiali?".

(Giovanni Paolo II)

 

‎"Se vuoi diventare qualcuno, caro ragazzo, cara ragazza, genitore, sacerdote, vescovo, se vuoi diventare qualcuno, se vuoi raggiungere una certa maturità e la pienezza del tuo essere umano, ricordati: ciò deve costare. La croce è infissa al centro stesso dello sviluppo essenziale dell'uomo". (Giovanni Paolo II, in Omelia del 14 settembre 1975, da Cardinale)

“Grande uomo è colui che non smarrisce il suo cuore di Bambino.” Meng Tzu

 

 

 

Aprinderea sperantei in Duhul Sfant

Post n°223 pubblicato il 01 Agosto 2014 da carmen.bellaville
 

 

Alla pagina 73 del libro “Il Rosario di mia zia” di P. TIMOTEO IZZO Francescano

 

Lo Spirito Santo

 

… Lava ciò che è sporco,

sana ciò che sanguina,

scalda ciò che è gelido,

dona morte santa, dona gioia eterna.

Allora io aggiungo di riempire di sé me e la mia casa, la storia, le istituzioni, la libertà, la giustizia, la cultura, il progresso, le ricerche, ogni passo degli uomini, ogni tappa, ogni meta.

Allora io penso che i buoni siano più numerosi dei cattivi, che nel mondo ci sia più bene che male, che sono più coloro che non sanno di essere buoni che quelli che lo sanno.

E penso anche che un pizzico di bontà ci sia nel cuore di ogni uomo, solo che spesso rimane come brace sotto la cenere.

Tante volte non c’è chi, soffiandoci su, faccia divampare il fuoco. Dico ogni volta.

O Dio fa che tanti di noi soffino sulla cenere di chi dispera, di chi non crede, di chi ha cessato di rivelarsi perché la tua immagine coperta da strati di polvere riemerga, riacquisti la lucentezza  del battesimo e della fanciullezza e il mondo sia nostro e tuo, di ogni uomo, di ogni cultura, di ogni popolo. Madre nostra, sposa dello Spirito, il tuo amore generi presto un mondo più buono.

 

<<Chi prega non è diverso dagli altri, non è un illuminato, e neanche è più buono; la differenza è che chi prega è con Dio, è in Lui, è nei suoi disegni, lo possiede, lo dona, è suo collaboratore>>.

Santa Teresa di Avila diceva:  <>.

 

 
 
 

Corpus Domini

Post n°222 pubblicato il 22 Giugno 2014 da carmen.bellaville
 

adorazione

 
 
 

Le profezie di Maria Valtorta

Post n°221 pubblicato il 13 Aprile 2014 da carmen.bellaville
 

"I Quaderni del 1943", pag. 218 

http://www.scrittivaltorta.altervista.org/

.....

Vi sono i precursori di colui che ho detto potersi chiamare: ‘Negazione’, ‘Male fatto carne’, ‘Orrore’, ‘Sacrilegio’, ‘Figlio di Satana’, ‘Vendetta’, ‘Distruzione’, e potrei continuare a dargli nomi di chiara e paurosa indicazione.
Ma egli non vi è ancora.

Sarà persona molto in alto, in alto come un astro umano che brilli in un cielo umano. Ma un astro di sfera soprannaturale, il quale, cedendo alla lusinga del Nemico, conoscerà la superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.
Meno pauroso il vedere piombare una stella dal firmamento che non vedere precipitare nelle spire di Satana questa creatura già eletta, la quale del suo padre di elezione copierà il peccato.
Lucifero, per superbia, divenne il Maledetto e l’Oscuro.
L’Anticristo, per superbia di un‘ora, diverrà il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito.
A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipitare, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalanchi del tutto perché ne escano gli strumenti d’orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro stessi invochino Satana Re, e corrano al seguito dell’Anticristo, l’unico che potrà spalancare le porte d’abisso per farne uscire il Re dell’abisso, così come il Cristo ha aperto le porte dei Cieli per farne uscire la grazia e il perdono, che fanno degli uomini dei simili a Dio e re di un Regno eterno in cui il Re dei re sono Io.
Come il Padre ha dato a Me ogni potere, così Satana ha dato ad esso ogni potere, e specie ogni potere di seduzione, per trascinare al suo seguito i deboli e i corrosi dalle febbri delle ambizioni come lo è esso, loro capo. Ma nella sua sfrenata ambizione troverà ancora troppo scarsi gli aiuti soprannaturali di Satana e cercherà altri aiuti nei nemici del Cristo, i quali, armati di armi sempre più micidiali, quali la loro libidine verso il Male li poteva indurre a creare per seminare disperazione nelle folle, lo aiuteranno sinchè Dio non dirà il suo ‘Basta’ e li incenerirà col fulgore del suo aspetto.
Molto, troppo – e non per sete buona e per onesto desiderio di porre riparo al male incalzante, ma sibbene soltanto per curiosità inutile – molto, troppo si è arzigogolato, nei secoli, su quanto Giovanni dice nel Cap. 10 dell’Apocalisse. Ma sappi, Maria, che Io permetto si sappia quanto può essere utile sapere e velo quanto trovo utile che voi non sappiate.
Troppo deboli siete, poveri figli miei, per conoscere il nome d’onore dei ‘sette tuoni’ apocalittici.
Il mio Angelo ha detto a Giovanni: “Sigilla quello che han detto i sette tuoni e non lo scrivere”.
Io dico che ciò che è sigillato non è ancora ora che sia aperto e se Giovanni non lo ha scritto Io non lo dirò.
Del resto non tocca a voi gustare quell’orrore e perciò…
Non vi resta che pregare per coloro che lo dovranno subire, perché la forza non naufraghi in essi e non passino a far parte della turba di coloro che sotto la sferza del flagello non conosceranno penitenza e bestemmieranno Iddio in luogo di chiamarlo in loro aiuto.
Molti di questi sono già sulla terra e il loro seme sette volte sette più demoniaco di essi.
Io, non il mio angelo, Io stesso giuro che quando sarà finito il tuono della settima tromba e compito l’orrore del settimo flagello, senza che la razza di Adamo riconosca il Cristo Re, Signore, Redentore e Dio, e invocata la sua Misericordia, il suo Nome nel quale è la salvezza, Io, per il mio Nome e per la mia Natura, giuro che fermerò l’attimo dell’eternità. Cesserà il tempo e comincerà il Giudizio. Il Giudizio che divide in eterno il Bene dal Male dopo millenni di convivenza sulla terra.
Il Bene tornerà alla sorgente da cui è venuto. Il Male precipiterà dove è già stato precipitato dal momento della ribellione di Lucifero e da dove è uscito per turbare la debolezza di Adamo nella seduzione del senso e dell’orgoglio.
Allora il Mistero di Dio si compirà. Allora conoscerete Iddio. Tutti, tutti gli uomini della terra, da Adamo all’ultimo nato, radunati come granelli di rena sulla duna del lido eterno, vedranno Iddio Signore, Creatore, Giudice, Re.

 
 
 

San Giuseppe

Post n°220 pubblicato il 18 Marzo 2014 da carmen.bellaville
 


 

Dal sito http://www.preghiereagesuemaria.it 

Nell’intimità della Santa Famiglia di Serva di Dio Maria Costanza Zauli “Ancelle Adoratrici del SS Sacramento”

 

Dopo l'adorazione di Maria santissima, il Signore non potrà più ricevere dalla terra adorazioni più perfette di quelle di San Giuseppe, tanto che lo si potrebbe considera­re a ragione come padre e suscitatore della schiera degli adoratori.

Questa luce sul caro santo non è stata una fredda speculazione, ma quasi il risultato del­l'esperienza che mi ha comunicato di quella sua adorazione. Chi mai potrà esprimerne l'al­tezza? Il divin Padre, a quel suo vero adoratore in spirito e verità, comunicò di sé una conoscenza ineffabile. Era conveniente che se lo rendesse tanto intimo, dovendolo rendere atto a tenere le sue veci presso il suo Figlio divino.

A San Giuseppe venne conferita un'inve­stitura unica della divina paternità, e se Gesù fanciullo mostrerà a lui le sue predilezioni, era perché vedeva tanto bene impressa in lui la somiglianza al Padre celeste.

3. CONTEMPLAZIONE

SPIRITO DI FEDE NELLE PROVE DELLA VITA

 

La Madonna, per confortarmi a sostenere le prove di questo momento, mi ha fatto riflettere come, mentre prima della nascita di Gesù, niente era mancato a Giuseppe e a lei del necessario, col venire alla luce del divin Figlio, incominciassero le angustie per le pri­vazioni più crude. Freddo, insufficienza di nutrimento e tante altre privazioni.

"Quanto sentivo questo dolore! Mi sentivo disposta a tutto pur di alleviare e risparmiare al mio Gesù ogni sofferenza.

Avrei voluto circondarlo delle cure più delicate e non potevo nutrirlo che del mio dolore.

Vedevo come il mio fedele custode, forse più di me, soffrisse per lo stesso motivo, e mi guardavo bene dal parlarne con lui.

La responsabilità di dover provvedere al mantenimento della famiglia ricadeva tutta su Giuseppe, ed era ben comprensibile il suo tormento.

Su ciò non parlavamo, rispettando l'uno il riserbo dell'altro, e con spirito di fede, ci si sollevava insieme fino ad adorare le alte ed oscure permissioni di Dio.

In una circostanza, il Bambino mi fece capire come quel nostro dolore fosse necessa­rio per preparare la via alle anime che, per libera elezione, avrebbero abbracciato una vita povera, tutta somigliante alla loro e che entrava nei disegni della redenzione per fini di riparazione, dovendo gli uomini venire sanati dal loro smodato attacco ai beni e alle comodità della vita".

1 ottobre 1942

4. CONTEMPLAZIONE

MARIA E GIUSEPPE PERFETTI ADORATORI

 

Mentre, durante l'ora di adorazione (che potevo soltanto seguire in spirito dalla mia cella) me ne stavo nel mio annientamento, si manifestò uno splendore nuovo.

Vedevo (...) intorno a Gesù sacramentato innumerevoli e bellissime schiere di angeli in atto di rendere i loro omaggi al Dio annienta­to sotto le specie eucaristiche. Ma ecco allar­garsi il cerchio ed apparire al centro, vicinissi­mi a Gesù Ostia, le due creature elette dall'Altissimo a continuare al diletto Figlio sacramentato, la missione loro affidata fin dal­l'incarnazione: la Vergine santissima e San Giuseppe.

La Madonna è come avvolta da uno splen­dore riportante tutte le luci dei suoi privilegi eccelsi, e il fedele custode rimane nel riflesso emanante da Maria ed entrambi, vicinissimi al Santissimo Sacramento, gli rendono un omag­gio di adorazione che supplisce a tutte le nostre deficienze.

……

Il piccolo Gesù era un bambino di perfe­zione unica e somma. Per lui lo stato d'infan­zia non era meno meritorio di quello che lo sarà la passione. Quanto dovrebbero conqui­starci questi eccessi del divino amore... Spesso il bimbo divino veniva sorpreso dalla Madre sua in preghiera e in contempla­zione, e la Madonna, quasi volendomi a testi­monio di uno di questi momenti di elevazio­ne, ha voluto farmi sentire, proprio col suono della sua voce, la prima preghiera espressa con parole umane dal piccolo Gesù:

"Padre, Padre santo! Ti ringrazio di avermi permesso di venire a compiere l'opera per la quale sono stato mandato e ti prego di non rispar­miarmi purché le anime siano salve e possano godere con me del tuo amore e della tua gra­zia".

 

 

 
 
 

Sant 'Antonio abate_3

Post n°219 pubblicato il 18 Gennaio 2014 da carmen.bellaville
 
Foto di carmen.bellaville

22. <<Innanzitutto dobbiamo sapere che quelli che noi chiamiamo demoni non furono creati tali: Dio non ha fatto nulla di male. Anch’essi sono stati creati buoni, ma si staccarono dalla sapienza celeste, caddero poi sulla terra e ingannarono i pagani con le loro immagini. Sono invidiosi di noi cristiani e cercano con ogni mezzo di impedire la nostra ascesa verso il cielo da dove essi sono precipitati. Necessita quindi la continua preghiera, occorre la pratica ascetica perché chi riceve attraverso lo Spirito Santo la grazia di distinguere gli spiriti possa conoscere le cose che riguardano i demoni: quali sono meno malvagi, quali più malvagi, quali le loro consuetudini e attività, come possono essere respinti e cacciati via. Molti sono infatti i loro inganni e molti anche i loro movimenti per tendere insidie. Perciò il santo Apostolo e quelli che con lui conoscevano i demoni dicevano:

“ Non ignoriamo le macchinazioni” ( 2Cor 2,11). E noi che ne abbiamo fatto esperienza, dobbiamo a vicenda ammonirci. Io che poi ne ho fatta una certa esperienza, parlo a voi come a dei figli>>.



Per questo pezzo, avevo sempre qualche pensiero, ma Antonio mi ha chiarito: 

38. <<Non bisogna vantarsi di scacciare i demoni, né esaltarsi per il dono di guarire le malattie; non bisogna neppure ammirare chi allontana i demoni o disprezzare chi non li respinge. Bisogna considerare la pratica ascetica di ognuno, imitarla con zelo e correggersi. Fare dei miracoli non è opera nostra, ma del Salvatore che diceva ai discepoli: “Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli” (Lc 10,20). Il fatto che i nostri nomi siano scritti nei cieli è testimonianza della nostra virtù e della nostra vita. Scacciare i demoni, invece, è del Salvatore che ci ha donato la grazia. Perciò a quelli che si vantano non della virtù, ma dei miracoli e che dicevano: “Signore, Signore, non abbiamo noi cacciato demoni nel tuo nome e compiuto questi miracoli nel tuo nome?” (Mt 7,22) il Signore rispondeva: “In verità vi dico, non vi conosco” (Mt 25,12). Il Signore infatti non conosce le vie degli empi. Come ho detto prima, dobbiamo pregare per avere la grazia di distinguere gli spiriti in modo da non credere a ogni spirito, come è scritto>>(1 Gv 4,1).

 

39. <<Volevo tacere e non dire altro, ritenendo sufficienti le cose fin qui dette. Ma perché voi non pensiate che io parli da ingenuo e senza esperienza e perché invece crediate che io dica cose vere, allora aggiungerò altre cose. Anche se apparirò stolto, il Signore che ascolta conosce la purezza della mia mente e sa che parlo per amor vostro, per incoraggiarvi. Vi parlerò dunque delle attività dei demoni. Quante volte mi hanno chiamato beato e io gli ho maledetti nel nome del Signore. Quante volte mi hanno predetto la piena del fiume e io rispondevo loro: “Cosa ve ne importa?”. Una volta si presentarono a me con minacce e mi riempirono la casa di cavalli, di belve e di serpenti e io cantavo il salmo: “Chi si vanta dei carri e chi di cavalli, noi siamo forti nel nome del Signore nostro Dio” (Sal 19,8). Vennero un’altra volta, quando era buio, e portando l’immagine della luce dicevano: “Siamo venuti, Antonio, a farti luce” e io pregai con gli occhi chiusi e subito la luce degli empi si dileguò. Vennero dopo pochi mesi cantando salmi e recitando le Scritture ma “io, come un sordo, non ascoltavo” (Sal 37,14). Un’altra volta scossero la mia dimora, ma io, fermo nei miei pensieri pregavo. E ancora vennero, facendo rumori, sibilando, danzando: io pregavo, stando per terra, e cantavo salmi. Subito quelli cominciarono a lamentarsi e a piangere, come se avessero perso la forza. Io magnificai il Signore che espose al dileggio e annientò la loro audacia e stoltezza>>.

 

40. <<Una volta mi apparve un demone molto alto che osò dirmi: “Io sono la potenza di Dio, io sono la Provvidenza. Cosa vuoi che io ti doni?”. Io allora soffiai contro di lui pronunciando il nome di Cristo e tentai di colpirlo, e mi sembrò di averlo veramente colpito, e subito quello, così grande, insieme con tutti i suoi demoni, scomparve nel nome di Cristo. Un’altra volta, mentre digiunavo, venne da me con le sembianze di un monaco, portando l’immagine di un pane e tentava di darmi consigli, dicendo. “Mangia, abbandona tutte le fatiche; tu sei uomo e corri pericolo di indebolirti”. Ma io capii la sua astuzia e mi alzai per pregare. Il demonio non sopportò e cedette e, attraverso la porta, si dileguò come un fumo. Quante volte nel deserto mi mostrò l’immagine dell’oro perché io toccassi e vedessi! Ma io cantavo i salmi e lui scompariva. Quante volte mi hanno percosso con colpi e io dicevo: “Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo?” (Rm 8,35). Allora quelli si colpivano a vicenda. Non ero io che li frenavo e li allontanavo, ma il Signore che diceva: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore” (Lc 10,18). Io, o figli, ricordando le parole dell’Apostolo (1 Cor 4,6), ho riferito a me queste cose perché voi impariate a non scoraggiarvi nella pratica ascetica, a non temere le apparizioni del diavolo e dei suoi demoni>>.

 

 
 
 
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