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Alzheimer: la malattia che affligge sempre più persone

Post n°493 pubblicato il 21 Settembre 2018 da princesssweet

Oggi, 21 settembre, in occasione della Giornata Mondiale dell'Alzheimer volevo parlarvi proprio di questa patologia che affligge sempre più persone. La sintomatologia che genera più sofferenza nel malato e nei familiari è il fatto che le persone affette da tale patologia, cominciano a dimenticare alcune cose banali, per arrivare al punto in cui non riescono più a riconoscere nemmeno i familiari e hanno bisogno di aiuto anche per le attività quotidiane più semplici. La sindrome prende il nome da Alois Alzheimer, neurologo tedesco che per la prima volta nel 1907 ne descrisse i sintomi e gli aspetti neuropatologici. In Italia ad oggi si stimano circa 500mila ammalati e i numeri sono in aumento. Tutta la genesi, in parole povere è legata a una carenza dell’aceticolina a livello centrale. A livello fisico e concreto, la patologia si manifesta con la presenza di agglomerati, poi definiti placche amiloidi, e di fasci di fibre aggrovigliate, i viluppi neuro-fibrillari. Il decorso della malattia è lento e in media i pazienti possono vivere fino a 8-10 anni dopo la diagnosi della malattia. Non si muore per la patologia in se ma per problemi secondari. La rapidità con cui i sintomi si acutizzano varia da persona a persona. Nel corso della malattia i deficit cognitivi si acuiscono e possono portare il paziente a gravi perdite di memoria, a porre più volte le stesse domande, a perdersi in luoghi familiari, all’incapacità di seguire delle indicazioni precise, ad avere disorientamenti sul tempo, sulle persone e sui luoghi, ma anche a trascurare la propria sicurezza personale, l’igiene e la nutrizione. La diagnosi per questa malattia può essere solo “possibile” e “probabile” quando il paziente è in vita, poiché l’identificazione delle placche amiloidi nel tessuto cerebrale è possibile solo con l’autopsia. Oggi purtroppo non...Continua a leggere>>

 
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Oggi è la Giornata mondiale dell’Alzheimer

Post n°492 pubblicato il 21 Settembre 2018 da princesssweet

#AccaddeOggi   

Il 21 settembre è la Giornata mondiale dell’Alzheimer, la malattia degenerativa che colpisce 500 mila persone in Italia e 18 milioni di persone nel mondo. Un trend in continua crescita.  

Nel mondo sono 18 milioni, in Italia arrivano a 500 mila: sono questi i numeri impietosi di chi è affetto da Alzheimer, la malattia neurodegenerativa sempre più diffusa nei paesi sviluppati. Una forma di demenza ampiamente diffusa che ha portato gli enti di categoria a promuovere la Giornata Mondiale dell'Alzheimer. La Giornata ha come obiettivo la sensibilizzazione dell'opinione pubblica nei confronti di una malattia che, pur verificandosi soprattutto dai 65 anni in su, interessa tutti. Del resto, secondo il...Continua a leggere >>

 
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Viene introdotto l’uso dell’emoticon

Post n°491 pubblicato il 19 Settembre 2018 da princesssweet

#AccaddeOggi domenica 19 settembre 1982 In una discussione su come esprimere il proprio stato d’animo on line, il professor Scott Fahlman, ingegnere informatico della Carnegie Mellon University, posta un messaggio con un codice formato da "due punti", "trattino" e "parentesi tonda chiusa" da leggere ribaltato su un lato, per sottolineare il tono ironico di quello che si sta dicendo.

Nasce così l'emoticon nella sua versione classica che in meno di due settimane prenderà piede nel mondo accademico, per diventare poi un elemento universale del linguaggio utilizzato su internet e nella comunicazione tra dispositivi di telefonia mobile, arricchito nel corso degli anni fino alla creazione di un codice di simboli standard.  

  Un'invenzione destinata a cambiare per sempre le nostre abitudini. Non esisterà email o sms che non si concluda con una faccina (o smiley) rivelatrice del contesto emotivo di una conversazione: dall'allegro ":-)" al triste ":-(", passando per lo stupito "o_o".    

 Prima di questo momento sono attestati altri tentativi in tal senso, tra cui il più celebre è dello scrittore russo...Continua a leggere>>

 
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Fondata la General Motors

Post n°490 pubblicato il 16 Settembre 2018 da princesssweet

#AccaddeOggi mercoledì 16 settembre 1908 Marchio mondiale dell'industria automobilistica, dalle mitiche Chevrolet alle lussuose Cadillac, le sue auto hanno scritto un pezzo importante di storia dell'America del Novecento.  

La società vide la luce nello stesso anno in cui la Ford, destinata a recitare il ruolo di storica rivale, annunciò il modello T: il 1908! Il 16 settembre di quell'anno, William Crapo Durant, astuto venditore di auto con un passato da operaio, riunì nella General Motors Company tutte le piccole fabbriche d'auto, acquisite sul territorio USA, dislocando la Continua a leggere>>

 
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11 settembre 2001, l’attacco alle Torri Gemelle: «Ho visto decine di persone lanciarsi nel vuoto dalle finestre»

Post n°489 pubblicato il 11 Settembre 2018 da princesssweet

#Accaddeoggi 11 Settembre 2001   «Un boato, decine di persone cadevano nel vuoto»   È quando la torre è crollata che tutti insieme, come impazziti, abbiamo cominciato a correre verso nord. Io ho preso mia figlia Francesca per mano, l’ho stretta forte come non avevo mai fatto. Correre, scappare via per non essere travolti dai detriti: solo quello contava. Ma mentre scappavamo lontano dalla sua scuola — che è solo a 500 metri dalle Torri gemelle — insieme a quella marea di gente senza controllo continuavo a pensare che doveva esserci un errore, che quello che stavamo vivendo non poteva essere vero. In neanche mezz’ora, dalle 10.05 alle 10.28, sono crollate tutte e due le Torri, simbolo del centro finanziario di New York e sede di lavoro per 40 mila persone. Altri 345 mila vengono quaggiù tutte le mattine e si aggiungono alle decine di migliaia di newyorkesi che, come noi, hanno scelto di abitare in questa zona, fra il fiume Hudson (a ovest) e l’East River. La prima Torre, quella più a sud, l’ho vista incendiarsi mentre stavo ancora nel cortile di casa, il Gateway Plaza, a due passi. Ero scesa per strada poco dopo le 9 perché avevo sentito un botto assordante. Stavo leggendo il giornale nel mio appartamento, che è anche il mio ufficio. Sono corsa giù, dal quindicesimo piano, insieme a mio marito Glauco Maggi, giornalista della Stampa. E la scena che ci si è parata davanti ci ha tolto il respiro: c’era un buco in ciascuna delle due Torri.   Quella a Nord aveva la cima in fiamme e quella a Sud — dove c’è l’osservatorio, meta dei turisti e dei miei familiari quando passano per un saluto — sprigionava fumo nero. Ma era solo l’inizio. Lo spettacolo atroce, spaventoso al di là di ogni immaginazione, è iniziato alle 9.11, quando ho visto la prima persona buttarsi giù dai piani più alti della torre Nord, seguita da altre decine di poveri corpi, che precipitavano insieme ai detriti. Lungo la passeggiata di Battery Park —fino a ieri uno dei punti più belli per godersi la vista delle torri gemelle — la gente era pietrificata. Immobile. Qualcuno diceva di avere colleghi e parenti che lavoravano là, dove c’è pure il quartier generale down town della banca d’affari Morgan Stanley. Quando si è alzata l’enorme nuvola di polvere scura per il crollo della torre, la paura di essere colpiti dai detriti, di essere soffocati dalla polvere, di finire intrappolati ci ha come risvegliati ed è allora che abbiamo cominciato a correre. Tutti, verso...Continua a leggere >>

 
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