La principessa Sathathor-Iunet, la "figlia di Hathordi Dendera" viveva a Illahun, ai confini della provinciadel Fayum, in un palazzo del Medio Regno. Possedevaun magnifico specchio nel quale si contemplava tuttele mattine per accertarsi della propria bellezza.L'oggetto era ritenuto molto prezioso il manico erauno stelo di papiro sormontato dalla testa della deaHathor con orecchie di vacca, e questa colonnavegetale sorreggeva la volta celeste. Lo specchiovero e proprio aveva la forma di disco levigato eargentato. Nella fabbricazione degli specchi, che sarebberostati maneggiati dalle iniziate durante lacelebrazione dei riti segreti del tempio, venivanoutilizzati argento, oro, quarzo, cristallo di rocca elapislazzuli. Il nome dello specchio è ankh, sinonimo della parola che significa "la vita"; guardarsi allospecchio, per un'egizia, è non solo un atto estetico, ma l'espressione del desiderio di identificarsi con Hathor, di partecipare alla vitadel cielo e a quella del Sole, evocata daldisco di metallo levigato.