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Il Matrimonio - 1° parte


 L'innamorata pensa al matrimonio ma nell'anticoEgitto esso non costituiva un atto obbligatorio.Nessuna legge, infatti, costringeva una donnaa vivere con un uomo: la donna nubile avevapiena autonomia giuridica e beni propri che gestiva da sola e nessuno la giudicava irresponsabile. Quest'indipendenza scandalizzòmoltissimo i greci che la giudicarono quasiimmorale. Il matrimonio tuttavia allettavala maggior parte delle innamorate che nondovevano aspettare la maggior età perrealizzare questo sogno. A quindici anni, senon prima, un'egizia poteva essere donna esposa; secondo i saggi, infatti, per mettere almondo dei figli è meglio essere giovani.Se l'innamorata decide di sposarsi nessunopuò impedirglielo. Forse dovrà discutere coni genitori, ma il padre non ha il diritto diimporre un pretendente alla figlia e, in casodi dissidio, prevarrà il parere della fanciulla.Nella maggior parte dei casi, tuttavia, l'intesa regnava nelle famiglie, tanto più che al padresi raccomandava di giudicare il futurogenero in base alle sue qualità e nonall'eventuale ricchezza. 
 Contrariamente a molte società antiche emoderne, che le attribuiscono una grandeimportanza, l'Egitto faraonico non fece dellaverginità della sposa una questione d'onoree un motivo di preoccupazione. Niente impediva alla ragazza di avere rapportisessuali prima del matrimonio.Dal momento che una delle basi diquest'ultimo è la fedeltà si riteneva cheflirt e relazioni passeggere fosseroda vivere prima di prendere un simile impegno che si considerava definitivo evalido per tutta la vita. Alcuni documentitardi menzionano un "regalo della vergine",cioè alcuni beni materiali offerti dal maritoalla moglie in cambio del dono della suaverginità. La cosa ancora più sorprendente,e conferma di un liberalismo sconosciuto aigiorni nostri, è che nell'antico Egitto esistevanocontratti di matrimonio temporanei, per unperiodo determinato, di collaudo. In alcune circostanze si riteneva preferibile metterealla prova i sentimenti.