Uno dei medici più antichi della storia egizia fuHesira, vissuto intorno al 2650 a.C. durante laIII dinastia, "capo degli scribi reali" ma anche insigne "capo dei dentisti".
Hesira - Primo ponte denti Altrettanto importante fu la dottoressa Peseshet,vissuta tra la V e la VI dinastia e che fu "direttrice osupervisore dei medici" titolo con cui è menzionata nellamastaba (tomba) di suo figlio a Giza. Per scoprire le conoscenze mediche degli Egiziesistono tre strade: i segni lasciati dalle malattiesui cadaveri, le rappresentazioni nell'artedelle anomalie fisiche e la lettura di alcuni papiri. Grazie a quest'ultimi sappiamo che per laprima volta nella storia i medici egizi sepperosfuggire ai limiti del magico e del religiosofacendo riflessioni sul malato e sulla malattia.Nel papiro Ebers (1550 a.C.) già si descrivonoi sintomi dei disturbi.
Papiro Ebers In essi sono contenuti rimedi di vario generee le loro modalità d'uso. Per esempio sisuggeriva di curare le infezioni con del paneammuffito e cioè con lo stesso principiopoi sfruttato da Alexander Fleming nelXX secolo per creare il primo antibiotico,la penicillina. O le ferite con il miele: un suoenzima infatti sviluppa acqua ossigenata.Di particolare interesse è il capitolo del"Trattato sul cuore" dove si descrive lacorrispondenza tra frequenza cardiaca epulsazioni. Ma è il Papiro Edwin-Smith asegnare il passaggio alla modernità.
Papiro Edwin-Smith Scritto intorno al XVI secolo a.C., ma connozioni ancora più antiche, riporta, propriocome un vero trattato di chirurgia, una serie dicasi clinici, a partire dalla testa e scendendocon ordine fino alle lesioni che riguardano lacolonna vertebrale, punto in cui il testosi interrompe.