per me l'umore è come un'altalena,fa parte del mio carattere,posso vedere un raggio di sole e provare a rincorrerlo,farlo mio fino a quando questo si esaurisce altre volte guardare una nuvola e aspettare che piova e magari spesso non scende manco una goccia.scrivo qua,in questo mio spazio,i miei umori,la mia malinconia a volte anche le gioie o alcuni sogni rincorsi,fin'anche a raggiungerli,mentre altre volte vederli trasformarsi in illusioni che lentamente si disolvono,lasciando in me amarezza,a volte rabbia.mi rendo conto che questo mio raccontarmi non è un bel "biglietto da visita",non mi rende piacevole,tante volte,dopo qualche scambio di messaggi,mi viene detto che sono triste,confuso,pessimista. incasso,tutto questo,sapendo che un fondo di vertià c'è,anzi,molto più che un fondo,ma sono io,me stesso,non vendo fumo,sogni o illusioni,a dire il vero non vendo proprio nulla,dono,al caso,me stesso.a quelle persone che giudicano un libro dalla copertina,che potreri dire se non buona fortuna,forse queste persone cercano effetti speciali,parole ambigue,facili illusioni che qua,in questo mio angolo di mondo,certo non troveranno mai.qua racconto e mi racconto per ciò che sono,nel bene o nel male,può piacere come no e spesso non piace,ma non è certo questo che non mi fa dormire la notte.non sono certo quello che ti dice le cose per far piacere,come preferico trovare persone che fanno esattamente lo stesso con me,perchè detesto l'ipocrisia,non voglio sentirmi dire le cose per far piacere,ma le cose che fanno piacere dire,che non è la stesssa cosa,anzi.molte volte si guarda una casa da fuori,magari messa male,l'intonaco che cade,le mura piene di muffa e subito si pensa che ci vuole coraggio per viverci dentro,così meglio tirare diritti,andare oltre.poi capita di ritornare ancora in quella strada,ma questa volta,davanti a quella casa così mal messa,c'è una porta aperta,si vede dentro e la curiosità ti fa fermare,così scopri che c'è un bel giardino curato,molto luminoso e anche se titubante decidi di entrare dentro,vedi una persona che girandosi ti fa un soriso e ti invita a sederti su un bel tavolo dove c'è da bere e da mangiare e se neppure ti conosce ti fa accomodare,ha un'aspetto semplice,un bel sorriso e le rughe del tempo che lo hanno segnato,le mani callose,ma è quel sorriso che ti coinvolge,e così ti siedi,a tua volta sorridi e si inizia a parlare,di tante cose,e non t'accorgi che la notte ha preso il posto del giorno,le ore passano ma sei ancora la,a scambiare parole con quella persona che man mano che lo ascolti ti da piacere,ti fa sentire a tuo agio.e così parlando,ti dimentichi cosa eri venuto a fare in quella strada,fino a quando è lui che ti domanda come mai eri la e te che non riesci a rispondere,quasi te lo sei dimenticato,lui sorride,forse capendo il tuo imbarazzo,l'asseconda e ti invita a passare ogni volta che ne avrai piacere,ogni volta che decidi di perderti ancora,mentre velatamente ti fa capire che quella porta potrebbe essere sempre aperta.e te sorridi,lo slauti e vai,ma una volta fuori,ancora sei a pensare a tutte quelle ore passate la,a cosa effettivamente eri andato a fare,a come avevi tirato diritto la volta precedente,quando quella porta era chiusa e te guardavi solo quelle mura e quell'intonaco cadente.
tra l'altalena e una porta aperta
per me l'umore è come un'altalena,fa parte del mio carattere,posso vedere un raggio di sole e provare a rincorrerlo,farlo mio fino a quando questo si esaurisce altre volte guardare una nuvola e aspettare che piova e magari spesso non scende manco una goccia.scrivo qua,in questo mio spazio,i miei umori,la mia malinconia a volte anche le gioie o alcuni sogni rincorsi,fin'anche a raggiungerli,mentre altre volte vederli trasformarsi in illusioni che lentamente si disolvono,lasciando in me amarezza,a volte rabbia.mi rendo conto che questo mio raccontarmi non è un bel "biglietto da visita",non mi rende piacevole,tante volte,dopo qualche scambio di messaggi,mi viene detto che sono triste,confuso,pessimista. incasso,tutto questo,sapendo che un fondo di vertià c'è,anzi,molto più che un fondo,ma sono io,me stesso,non vendo fumo,sogni o illusioni,a dire il vero non vendo proprio nulla,dono,al caso,me stesso.a quelle persone che giudicano un libro dalla copertina,che potreri dire se non buona fortuna,forse queste persone cercano effetti speciali,parole ambigue,facili illusioni che qua,in questo mio angolo di mondo,certo non troveranno mai.qua racconto e mi racconto per ciò che sono,nel bene o nel male,può piacere come no e spesso non piace,ma non è certo questo che non mi fa dormire la notte.non sono certo quello che ti dice le cose per far piacere,come preferico trovare persone che fanno esattamente lo stesso con me,perchè detesto l'ipocrisia,non voglio sentirmi dire le cose per far piacere,ma le cose che fanno piacere dire,che non è la stesssa cosa,anzi.molte volte si guarda una casa da fuori,magari messa male,l'intonaco che cade,le mura piene di muffa e subito si pensa che ci vuole coraggio per viverci dentro,così meglio tirare diritti,andare oltre.poi capita di ritornare ancora in quella strada,ma questa volta,davanti a quella casa così mal messa,c'è una porta aperta,si vede dentro e la curiosità ti fa fermare,così scopri che c'è un bel giardino curato,molto luminoso e anche se titubante decidi di entrare dentro,vedi una persona che girandosi ti fa un soriso e ti invita a sederti su un bel tavolo dove c'è da bere e da mangiare e se neppure ti conosce ti fa accomodare,ha un'aspetto semplice,un bel sorriso e le rughe del tempo che lo hanno segnato,le mani callose,ma è quel sorriso che ti coinvolge,e così ti siedi,a tua volta sorridi e si inizia a parlare,di tante cose,e non t'accorgi che la notte ha preso il posto del giorno,le ore passano ma sei ancora la,a scambiare parole con quella persona che man mano che lo ascolti ti da piacere,ti fa sentire a tuo agio.e così parlando,ti dimentichi cosa eri venuto a fare in quella strada,fino a quando è lui che ti domanda come mai eri la e te che non riesci a rispondere,quasi te lo sei dimenticato,lui sorride,forse capendo il tuo imbarazzo,l'asseconda e ti invita a passare ogni volta che ne avrai piacere,ogni volta che decidi di perderti ancora,mentre velatamente ti fa capire che quella porta potrebbe essere sempre aperta.e te sorridi,lo slauti e vai,ma una volta fuori,ancora sei a pensare a tutte quelle ore passate la,a cosa effettivamente eri andato a fare,a come avevi tirato diritto la volta precedente,quando quella porta era chiusa e te guardavi solo quelle mura e quell'intonaco cadente.