vorrei andare lontano,da questa città,da questa casa,da questa camera che sa di gelo,mette dei brividi che tormentano le notti,tendomi sveglio e fando diventare una notte infinitaprendere la macchina e correre,quando certe notti,certi pensieri tormentano la mente e le cicatrici dell'animo fanno ancora male,mentre ti guardi a uno specchio e non vedi nullaquel sorriso che mostri a tutti,quanto sa di falso,se solo guardassero meglio,se solo riuscissero a guardarti dentro,dove è buio,dove brandelli di cuore sembrano non battere piùed è il grigio il colore predominante dentro di me,mentre sognavo spiagge bianche e isole nascoste trovo solo pochi scogli e un mare agitato,dove la mia anima a stento riesce a galleggiare,dove a tratti manca il respiro,sove la vita diventa un soffio leggeroancora una volta mi guardo dentro,come vorrei riuscire di nuovo a parlare a me stesso,a gridare,ma è silenzio e incertezza,la mia anima non c'è o io non la riesco più a sentireperennemente in bilico,in un equilibrio precario,cammino ad occhi chiusi sfidando il destino,corro senza un faro,la mente vuota mentre attorno a me i miei pensieri mi guardanomente cuore e anima,ognuna per la propria strda,mentre questo corpo viene straziato,quasi smembrato da direzione oppostee si riaprono ferite,il cuore sanguina mentre ancor una volta quella lacrima che vuole scendere su un viso che con conosco più,resta sospesa come il mio respiro in questa gornata grigia,dove anche il sole sembra essere tristecerto ovunque quella speranza,ma la sento scivolare via,lontana e vorrei provare a raggiungerla,ma sono fermo,seduto con l'ennesiama sigaretta e i miei fantasmi che sorridono sbeffeggiandomistringo ancora una volta rabbioso quel pugno che sa di niente,mentre cerco di fermare l'emorragia dei miei pensieri,raccogliendo le poche certezze che ancora rimangono appena fuori mee ancora provo a soridere,un raggio di sole beffardo vuole venire fuori,accendendo una piccola luce,ma subito dopo scompare inghiottito nuovamente dalla realtà di questo presente,figlio del passatoguardo il disordine di questa stanza,come se volesse ricordarmi quello che è stato,seduto su una sedia scomoda,dove un tempo riponevo la mia speranza,un freddo monitor a tenermi compagnia e una tastiera su cui lasciare tracce di meancora tutto la dentro a un cassetto aperto,dove lo sguardo sembra cadere ogni volta che sono quafogli che sanno ancora di un sogno finito troppo presto,lasciando il posto a illusioni che rincorro ancorae a volte penso che basta solo provare,ma è come avere tessere di un puzzle che conosci,ma ogni volta scopri che ne manca una diferente dalla volta precedente e non capisci il perchè o forse lo so ma faccio finta di nienteprovo a chiudere questo libro,ma non trovo le parole per un degno finale,ma so che finchè resta così,quei fantasmi continueranno a sbeffeggiarmi,questa scrivania a farmi soffrire,queta stanza a non essere più miae resto ancora una volta sospeso nel vuoto,solo il flebile battito di un cuore stanco riesce ancora a tenermi legato a quel filo chiamata vitamentre resto ancora legato a ricordi di sorrisi spensierati,persi nel passato e sono la,sulla riva di questo mare a guardare la barca della mia vita allontanarsi mentre la mia anima mi guarda ancora una volta stipita
una nave che va
vorrei andare lontano,da questa città,da questa casa,da questa camera che sa di gelo,mette dei brividi che tormentano le notti,tendomi sveglio e fando diventare una notte infinitaprendere la macchina e correre,quando certe notti,certi pensieri tormentano la mente e le cicatrici dell'animo fanno ancora male,mentre ti guardi a uno specchio e non vedi nullaquel sorriso che mostri a tutti,quanto sa di falso,se solo guardassero meglio,se solo riuscissero a guardarti dentro,dove è buio,dove brandelli di cuore sembrano non battere piùed è il grigio il colore predominante dentro di me,mentre sognavo spiagge bianche e isole nascoste trovo solo pochi scogli e un mare agitato,dove la mia anima a stento riesce a galleggiare,dove a tratti manca il respiro,sove la vita diventa un soffio leggeroancora una volta mi guardo dentro,come vorrei riuscire di nuovo a parlare a me stesso,a gridare,ma è silenzio e incertezza,la mia anima non c'è o io non la riesco più a sentireperennemente in bilico,in un equilibrio precario,cammino ad occhi chiusi sfidando il destino,corro senza un faro,la mente vuota mentre attorno a me i miei pensieri mi guardanomente cuore e anima,ognuna per la propria strda,mentre questo corpo viene straziato,quasi smembrato da direzione oppostee si riaprono ferite,il cuore sanguina mentre ancor una volta quella lacrima che vuole scendere su un viso che con conosco più,resta sospesa come il mio respiro in questa gornata grigia,dove anche il sole sembra essere tristecerto ovunque quella speranza,ma la sento scivolare via,lontana e vorrei provare a raggiungerla,ma sono fermo,seduto con l'ennesiama sigaretta e i miei fantasmi che sorridono sbeffeggiandomistringo ancora una volta rabbioso quel pugno che sa di niente,mentre cerco di fermare l'emorragia dei miei pensieri,raccogliendo le poche certezze che ancora rimangono appena fuori mee ancora provo a soridere,un raggio di sole beffardo vuole venire fuori,accendendo una piccola luce,ma subito dopo scompare inghiottito nuovamente dalla realtà di questo presente,figlio del passatoguardo il disordine di questa stanza,come se volesse ricordarmi quello che è stato,seduto su una sedia scomoda,dove un tempo riponevo la mia speranza,un freddo monitor a tenermi compagnia e una tastiera su cui lasciare tracce di meancora tutto la dentro a un cassetto aperto,dove lo sguardo sembra cadere ogni volta che sono quafogli che sanno ancora di un sogno finito troppo presto,lasciando il posto a illusioni che rincorro ancorae a volte penso che basta solo provare,ma è come avere tessere di un puzzle che conosci,ma ogni volta scopri che ne manca una diferente dalla volta precedente e non capisci il perchè o forse lo so ma faccio finta di nienteprovo a chiudere questo libro,ma non trovo le parole per un degno finale,ma so che finchè resta così,quei fantasmi continueranno a sbeffeggiarmi,questa scrivania a farmi soffrire,queta stanza a non essere più miae resto ancora una volta sospeso nel vuoto,solo il flebile battito di un cuore stanco riesce ancora a tenermi legato a quel filo chiamata vitamentre resto ancora legato a ricordi di sorrisi spensierati,persi nel passato e sono la,sulla riva di questo mare a guardare la barca della mia vita allontanarsi mentre la mia anima mi guarda ancora una volta stipita