ancora in questo mondo,mio,dove ormai tengo fuori tutto,riotrno prigioniero di quel me stesso che a fatica avevo liberato.rincorro sogni conditi da piacevoli illusioni,ferito nel mio io più profono,colpevole senza appello,m'incateno a qualcosa che sento così tremendamente distante da me.la carezza della felicità che n'aveva travolto per pochi attimi,quella semplicità che aveva scardinato porte e buttato giù mura alte.ricorstruisco tutto ancora un'altra volta,repiro stantio di ricordi ritrovati impietosamente,di nuovo quel vecchio me stesso,seduto dentro,al centro di questa prigione che sento così mia,senza voglia,senza meta ascolto il mondo che intanto lascio fuori,sfioro la mia anima che avevo aperto,per un attimo che sembrava così infinito,tradito da me stesso,riprendo le catene che conosco bene,gettando in pasto ai lupi pezzi di cuore sanguinanti.luce e buio ormai si confondono,nessuna differenza,tutto di nuovo sopeso,come quel fiato trattenuto a fatica,respiro profondo che espelle pensieri,anche lo specchio s'è rotto o l'ho gettato via,non ricordo.seduto,si,al centro del mio mondo che inizio a non capire neppure più,tutto è così diverso,cambiato,io ostinato essere che cammina mentre tutto corre e non ho più più fiato per raggiungerlo.altre scatole riempite con parti di me,chiuse un'altra volta nell'ombra oscura,ricordo per un giorno che verrà ma ancora troppo lontano,o forse già passato senza lasciare traccia di se.sorrisi che non vedo,mentre una lacrima scende sul viso,rigato dal tempo,immagine sfocata di un me stesso irriconoscibile,ancora una volta deluso da questo fato costruito da mani crudeli.eppure ero riuscito,o forse era solo quell'illusione con cui spesso mi fermo a giocare,a vincere il destino,confondendolo,mentre era girato a preoccuparsi di altre ombre.una notte infinita con luci in lontananza,ecco la mia vita servita e vissuta dentro a questa stanza.
gira l'illusione
ancora in questo mondo,mio,dove ormai tengo fuori tutto,riotrno prigioniero di quel me stesso che a fatica avevo liberato.rincorro sogni conditi da piacevoli illusioni,ferito nel mio io più profono,colpevole senza appello,m'incateno a qualcosa che sento così tremendamente distante da me.la carezza della felicità che n'aveva travolto per pochi attimi,quella semplicità che aveva scardinato porte e buttato giù mura alte.ricorstruisco tutto ancora un'altra volta,repiro stantio di ricordi ritrovati impietosamente,di nuovo quel vecchio me stesso,seduto dentro,al centro di questa prigione che sento così mia,senza voglia,senza meta ascolto il mondo che intanto lascio fuori,sfioro la mia anima che avevo aperto,per un attimo che sembrava così infinito,tradito da me stesso,riprendo le catene che conosco bene,gettando in pasto ai lupi pezzi di cuore sanguinanti.luce e buio ormai si confondono,nessuna differenza,tutto di nuovo sopeso,come quel fiato trattenuto a fatica,respiro profondo che espelle pensieri,anche lo specchio s'è rotto o l'ho gettato via,non ricordo.seduto,si,al centro del mio mondo che inizio a non capire neppure più,tutto è così diverso,cambiato,io ostinato essere che cammina mentre tutto corre e non ho più più fiato per raggiungerlo.altre scatole riempite con parti di me,chiuse un'altra volta nell'ombra oscura,ricordo per un giorno che verrà ma ancora troppo lontano,o forse già passato senza lasciare traccia di se.sorrisi che non vedo,mentre una lacrima scende sul viso,rigato dal tempo,immagine sfocata di un me stesso irriconoscibile,ancora una volta deluso da questo fato costruito da mani crudeli.eppure ero riuscito,o forse era solo quell'illusione con cui spesso mi fermo a giocare,a vincere il destino,confondendolo,mentre era girato a preoccuparsi di altre ombre.una notte infinita con luci in lontananza,ecco la mia vita servita e vissuta dentro a questa stanza.