non trovo un centro

MACERIE


intanto le feste s'avvicinano,a me,che non sono mai piaciute,per me che sono finite ormai decenni fa,anche se,ogni tanto capitava di trovare qualcosa o qualcuno con cui festeggiare.così torno a un'anno fa,quando il sapore delle giornate era diverso,l'aria che respiravo era così fresca di piacevoli novità,quando qualcuno era per me ossigeno,regalandomi momenti così piacevoli,unici....così distanti a guardarmi adesso.c'è chi riesce ad andare avanti,chiude un libro e inizia a scrivere altre pagine della sua vita,pagine chiare o scure,ma le scrive,mentre io riesco solo a guardare indietro,restando ancorato a ricordi,volti,emozioni che ora ki sembrano così impossibili da rivivere.ed ecco che le giornate sono tutte desolatamente uguali,l'eria sembra mancare,non riesco a sognare,a camminare,a rincorrere quei sogni che tanto mi riempivano il cuore,la mente,sogni che riuscivano a ragginugere un'anima che ora sembra persa.mi manchi,mancano tutte quelle cose,certe persone,alcune in particolare,che sono ormai solo dentro a ricordi che a volte cerco,altre che faccio così fatica a trovare anche dentro di me.è una ferita che da molto tempo è aperta,ogni tanto riesco a chiuderla,così da diventare cicatrici,ma poi basta poco e scorre ancora il sangue della sofferenza,così che lo posso solo guardar scendere e invadere questo corpo.poi entro qua,scrivo,lascio brandelli di me,grida inascoltate,così che questi pensieri mettono paura,allontanano chi distrattamente legge,ma è questo che sono oggi,così è questa vita a cui resto aggrappato,il tempo che scorre così lento e così veloce,dove stringendo un pugno dalla rabbia non resta chiuso nulla,o forse sono io che resto chiuso dentro,prigioniero di un me stesso che non riconosco,che fa paura.lascio briciole di me,sparse in una strada buia e desolata,dove solo la speranza resta viva,anche se pure lei  i guarda seduta in un angolo buio che non riesco a vedere.e non trovo pace,ovunque,anima irrequieta,vagabonda,come un'onda che ripete all'infinito quel suo infrangersi negli scogli affilati,lei si disperde,si ritrae per infrangersi ancora e ancora,mentre i,infrango un corpo che ora è pieno di ferite,o forse è sempre la solita.si,c'è chi riesce a guardare avanti,sa chiudere libri e inizia a pagine nuove,chiare o scure,mentre c'è chi come me,ha paura o proprio non riesce a continuare a respirare,non ha la forza di prendere quella penna e di iniziare a scrivere qualcosa,così è fermo e guarda solo indietro,lasciando tutto quello che di bello potrebbe ancora esserci,lasciando chiusa in un angolo quella che tutti chiamano speranza,forse perchè anche quella,oggi è diventata solo illusione.sento la vita scivolare via,l'anima opressa e prigioniera,la strada buia e confusa mentre cammino sul bordo di una scogliera,lo sguardo fisso,paura di cadere,voglia di volare,ma non ho ali ne coraggio,guardo dentro a me stesso,ma vedo solo macerie di vite spezzate.