non trovo un centro

IL VICINO parte 2^


intanto i giorni passavano,quella giovane non la vide più,così si era fatta convinta che fosse stata una amica o un'incontro occasionale,almeno era quello che la sua mente si sforzava a pensare,quasi a volersi convincere,mentre quella sensazione di gelosia non l'abbandonava.le giornate si stavano allungando,la primavera e un tepore ritrovato stavano prendendo il posto dell'inverno,mentre il rapporto con quel marito perso restava sempre glaciale,anzi,se possibile peggiorava,infatti,ricevuto un avanzamento di carriera,le aveva detto che ora poteva capitare di dover andare a fare dei viaggi di lavoro all'estero,restando via di casa anche per dei giorni. la cosa,di per se,non l'aveva colpita,tanto,si diceva tra se e se,non è che quando lui è a casa le cose siano poi così diverse,anzi,dentro di lei iniziava a maturare un'idea folle,spregiudicata,aveva preso questa novità come un chiaro segno di un destino che fino ad ora sembrava averla abbandonata o dimenticata di lei.i pomeriggi ormai era sempre là,lo aspettava,a volte capitava che i due,si guardarsero negli occhi,senza parlare,anche se quei sguardi che si lanciavano sembravano dire molto,così si fece sempre più audace e intraprendente,ora anche lei era sempre nuda di fronte a lui e la cosa sembrava incuriosire il suo vicino.quella notte andò a dormire eccitata,il giorno dopo suo marito sarebbe partito per una settimana in germania,così mentre l'uomo dormiva i suoi sogni tranquilli,lei fantasticava sul suo vicino,senza quasi rendersi conto che le sue dita stavano sfiorando sempre più convintamente la sua fessura bagnata,tanto da ansimare e svegliare quell'uomo dai sensi ormai defunti da anni,ma lui,seppe dire solo,dai dormi che domani devo svegliarmi presto,rigirandosi nel letto e continuando a dormire. dentro di lei un sorriso amaro,ormai di rassegnazione,a sua volta si rigirò,le dita continuarono quell'opera e godè in silenzio,con il corpo che s'irrigidì dal piacere,il ventre tremava mentre gambe e piedi s'irrigidirono dal piacere e dall'eccitazione.poi,però,come un treno,un pensiero l'investì prepotente,e se il suo vicino non fosse interessato,se quello che stava vivendo era solo frutto della sua fantasia,le si gelò il sangue,poi riuscì a scacciare quel cattivo pensiero e finalmente prese sonno.il mattino si svegliò verso le nove,un pò più tardi del solito,le mutandine erano ancora umide e la stanza aveva un intenso odore di sesso,suo marito era partito senza neppure provare a svegliarla,non che la cosa le avesse dato particolare fastidio,ormai era proprio rassegnata,così iniziò a pensare che forse erano giunti a un punto di non ritorno,o semplicemente nè stava prendendo coscienza,visto che erano anni che la loro relazione era così piatta e scialba,senza emozioni degne di ricordo,infatti mentre veniva su il caffè,seduta sul tavolo della cucina,si fermò a pensare all'ultima volta che avevano fatto l'amore. dovette star qualche minuto a ricordare,andando indietro di molti mesi,era un dopo cena,complice un paio di bicchieri in più che li fece finire a letto,solo pochi minuti,lui venne praticamente subito,lei lo sentì dentro ma non venne,neppure lontanamente,intanto quello che venne su era il caffè,un fischio intenso e quel gorgoglio che salendò usci dalla moka,anche in quello vide un'assonanza sessuale,.ormai era una corda di violino,aveva un desiderio dentro di lei di farsi una scopata che riusciva a vedere in molte cose,anche banali,qualcosa che richiamava al sesso. addirittura,ultimamente,bastava solo sfiorarsi,come quando faceva la doccia,per farla eccitare, si,aveva proprio bisogno di sesso.quel giorno si decise,così,appena dopo pranzo,con una scusa banale come la mancanza di zucchero,decise di andare a suonare il campanello del suo eccitante vicino. suonò un paio di volte,ma niente,tornò sconsolata a casa. si mise a leggere un libro per far passare il tempo,ma era poco concentrata,abbandonò la lettura dopo poche pagine,mise un cd e si tuffò sotto la doccia,iniziando a masturbarsi,era eccitata,poi nel lettone che sapeva ancora di sesso lo fece un'altra volta,sentiva che stava per esplodere,che ormai l'autoerotismo era più un pagliativo che non la cura. intanto la sua mente volava,fantasticando,poi guardò per l'ennesima volta l'orologio,scattando come una molla vedendo l'ora,si precipitò alla finestra,la finestra era chiusa ma tenda e persiana erano aperte,così si mise comoda e aspettò.ma si vede che il destino,ancora una volta pareva essersi messo di traverso,rivide ancora quella giovane donna,ancora una volta nuda nella stanza di lui.abbe un gesto di stizza,poi dentro di se,imprecò e non poco,subito dopo entrò lui,già eccitato,si mise in piedi,ai margini del letto,di fianco,sapeva che lei stava guardando,così prese la giovane amica,l'avvicinò,sussurrandole qualcosa all'orecchio,poi anche lei si girò verso la finestra,sorrise,si chinò e iniziò a succhiare abilmente la verga,andando avanti per qualche minuto.mentre lui fissava la finestra di lei che intanto s'era alzata,guardando a sua volta,eccitata,anche se erano molteplici le emozioni che aveva dentro,per un attimo e forse anche più,desiderava essere la,con loro due,a dividere quella verga che ormai era dentro alla sua mente,purtroppo solo nella sua mente.non restò che guardare quello spettacolo che ancora una volta non la vide protagonista. dentro di lei era un turbinio di emozioni diverse,iniziava persino a pensare di poter condividere anche con un'altra donna quell'uomo,mentre ancora una volta erano solo le sue dita,la sua mano a sfiorare le sue grazie,questa volta ci mise di più a godere,probabilmente per via dei 4 o 5 orgasmi che aveva già raggiunto,poi anche perchè si era quasi immedesimata in loro,in quel modo che aveva di scopare quella ragazza,come se voleva prolungare il suo piacere e anche quello di lei,portandoloa a venire e poi fermarsi qualche secondo prima,con la giovane che supplicava,lo vedeva chiaramente,di continuare.una volta che ebbero terminato,l'uomo andò verso la finestra,la ragazza era andata in bagno a lavarsi,così lei si alzò in piedi,facendoli vedere le sue mani dov'erano ancora,lui sorrise,mosse le labbra,come a volergli dire qualcosa,o almeno questo le sembrava,poi lui chiuse la persiana,anche per oggi lo spetacolo era terminato,anche se nella testa di lei,restavano alcune curiosità,molta eccitazione e delle fantasie,delle quali,solo poco tempo prima,si sarebbe vergognata e non poco a pensarle,mentre ora,darebbe chissà cosa per viverle.ma il destino è bizzarro ed imprevedibile,a volte fa capitare delle cose che mai si sarebbero pensate.lei ancora non lo sapeva,ma quel destino a cui poco prima aveva imprecato contro,le stava riservando qualcosa di inaspettato.