ho conosciuto chi eri e non chi seiil tempo è stato come l'acqua che scorre nel fiume della vita,mentre qualcuno resta fermo in una riva,altri venno verso destini lontani.ricordi,di parole che il vento porta via,restano solo gli echi,almeno fino a quando una folata più forte di altre,spazza via anche quell'ultimo ricordo,mentre ciò che resta scivola sempre più in fondo ai ricordi,depositandosi nel fondo di un'anima diventata buia.si continua,ancora,su strade diverse,destini persi,parole che non si dicono più,promesse figlie del momento,come liberarsi la coscienza per codardia.due parentesi con qualche punto in mezzo,sorrisi che restano sospesi e ritornano in vita solo certe notti che sembrano non pasare mai,a volte,anche certi giorni,magari quando distrattamente ti ritrovi in poticosì maledettamente lontani.non maledici qual giorno,ma poco ci manca,mentre la lama piantata sulla schiena la vedi e senti ancora,un dolore lancinante,ma niente sangue o lacrime o imprecazioni,un sogno che rischia di ripetersi all'infinito,sempre in cerca di due occhi nuovi,ma è ancora troppo buio,l'alba deve ancora arrivare mentre ciò che ricordi sempre è quel tramonto,il mare in burrasca e il vento che fischiava,ma eri girato dalla parte sbagliata.no,nessuna elemosina,nessuna preghiera,chi ha deciso di andare se nè vada,la catena è stata spezzata tempo fa,libera sei arrivata,libera te nè sei andata,resti un ricordo dipinto nel buio,un libro scritto,delle foto nascoste,un nome da evitare con fatica.c'era il sole quel giorno,mani che si cercavano,perse in sguardi timorosi,l'acqua placida lambiva la riva,mentre camminando lasciavamo orme stampate su bianca sabbia,ma il vento è stato troppo forte,il mare s'è ingrossato,quelle orme ormai cancellate si sono perse.e perso comincia ad essere anche il ricordo,no,non guardo indietro,nessuna mano tesa a chi fa di tutto per evitarla,nessuna preghiera,nessuna elemosina,no,troppo facile pensare e dire che il tempo fa cambiare,sono solo alibi...
ALIBI
ho conosciuto chi eri e non chi seiil tempo è stato come l'acqua che scorre nel fiume della vita,mentre qualcuno resta fermo in una riva,altri venno verso destini lontani.ricordi,di parole che il vento porta via,restano solo gli echi,almeno fino a quando una folata più forte di altre,spazza via anche quell'ultimo ricordo,mentre ciò che resta scivola sempre più in fondo ai ricordi,depositandosi nel fondo di un'anima diventata buia.si continua,ancora,su strade diverse,destini persi,parole che non si dicono più,promesse figlie del momento,come liberarsi la coscienza per codardia.due parentesi con qualche punto in mezzo,sorrisi che restano sospesi e ritornano in vita solo certe notti che sembrano non pasare mai,a volte,anche certi giorni,magari quando distrattamente ti ritrovi in poticosì maledettamente lontani.non maledici qual giorno,ma poco ci manca,mentre la lama piantata sulla schiena la vedi e senti ancora,un dolore lancinante,ma niente sangue o lacrime o imprecazioni,un sogno che rischia di ripetersi all'infinito,sempre in cerca di due occhi nuovi,ma è ancora troppo buio,l'alba deve ancora arrivare mentre ciò che ricordi sempre è quel tramonto,il mare in burrasca e il vento che fischiava,ma eri girato dalla parte sbagliata.no,nessuna elemosina,nessuna preghiera,chi ha deciso di andare se nè vada,la catena è stata spezzata tempo fa,libera sei arrivata,libera te nè sei andata,resti un ricordo dipinto nel buio,un libro scritto,delle foto nascoste,un nome da evitare con fatica.c'era il sole quel giorno,mani che si cercavano,perse in sguardi timorosi,l'acqua placida lambiva la riva,mentre camminando lasciavamo orme stampate su bianca sabbia,ma il vento è stato troppo forte,il mare s'è ingrossato,quelle orme ormai cancellate si sono perse.e perso comincia ad essere anche il ricordo,no,non guardo indietro,nessuna mano tesa a chi fa di tutto per evitarla,nessuna preghiera,nessuna elemosina,no,troppo facile pensare e dire che il tempo fa cambiare,sono solo alibi...