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Creato da ossimora il 20/10/2004
Juliet Berto: "Bisogna tenere a mente il colore della propria ferita per farlo risplendere al sole"
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Messaggi di Luglio 2010

Oggi ascoltavo un telegiornale qualsiasi (la melma è uniforme ed indifferenziata o quasi , un brusio monocorde).
Una giornalista concitata si affannava ad inseguire chiunque ; familiari ,amici ,conoscenti , si avviasse verso la casa della ragazza morta in quella spaventosa calca della "festa" tedesca a Duisberg , domandando ad ognuno che tipo di ragazza fosse , che ricordo ne avessero e via rompiscatolando con la commemorazione di strada .
Tutti coloro che rispondevano si sono lasciati andare a lodi sperticate ..."era ironica ,intelligente,creativa,simpatica ,gentile ...studiava al Politecnico, al liceo ..era brava."
Certamente lo era.
Comprendo la necessità più o meno inconscia di onorare la famiglia e la giovane vita ,di celebrare ed esorcizzare la morte soprattutto così assurda .
Non riesco a sopportare invece quell'eco,udibilissimo , di perbenismo e di sottile paraculaggine che sottende
il fatto che la morte ,la disgrazia ,la jattura ,la sfiga siano assurdi soprattutto per chi fila dritto è bravo e
generalmente ben protetto invece molto più comprensibili ed accettabili per chi dannato lo è già ,per la pur casuale collocazione geografica di nascita o per l'assoluta mancanza di qualsivoglia opportunità .
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Ghiannis Ritsos
Rinascita
Da anni più nessuno si è occupato del giardino.
Eppure
quest'anno - maggio, giugno - è rifiorito da solo,
è divampato tutto fino all'inferriata, - mille rose,
mille garofani, mille gerani, mille piselli odorosi -
viola, arancione, verde, rosso e giallo,
colori - colori-ali; - tanto che la donna uscì
di nuovo
a dare l'acqua col suo vecchio annaffiatoio -
di nuovo bella,
serena, con una convinzione indefinibile.
E il giardino
la nascose fino alle spalle, l'abbracciò,
la conquistò tutta;
la sollevò tra le sue braccia. E allora, a mezzogiorno
in punto, vedemmo
il giardino e la donna con l'annaffiatoio
ascendere al cielo -
e mentre guardavamo in alto, alcune gocce
dell'annaffiatoio
ci caddero dolcemente sulle guance, sul mento,
sulle labbra.
3 giugno 1969
Karlòvasi- Samo
Traduzione di Nicola Crocetti
Ghiannis Ritsos
Pietre Ripetizioni Sbarre
a cura di Nicola Crocetti
prefazione di Louis Aragon
Crocetti Editore 2004
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Godermi le notti estive ,quando il fresco aumenta pian piano ma mai così tanto da infastidire è un lusso che mi permetto da sempre .Sto rilassata anche a casa fra letture e brevi rare incursioni nelle ormai azzerate estati in città strapiene di gruppi musicali locali e teatro dialettale (bleath) , le nozze coi fichi sono buone solo se scelte singolarmente.
Due settimane di mare sono però davvero troppo poche ;insignificanti;non fai in tempo a sentirti bene ,la pelle non brucia più e diventa liscia e setosa ,l'arrossamento è un calore benevolo che la sera ritempri incremandoti con soddisfazione ;cominci a fare qualche bracciata in più ,le passeggiate in acqua anche alle due del pomeriggio fanno scorrere qualche godurievole brividino sulla schiena.
Non li capirò mai i patiti del mordi e fuggi ,i forzati del fine settimana ,gli adepti della settimanella all inclusive .L'estate è mare ,il mare è materno ,avvolgente ,profumato ,evocatore di sogni e mentre dissolve i pensieri cancella il tempo e ricarica le pile.
Io ho bisogno di una residenza estiva .Soggiorno lungo . Tempi distesi .Come il papa.
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