§Mentre fuori un vento mai visto in queste contrade schiaffeggia alberi e suppellettili poco protette ,leggo di scuola nei siti canonici ed in quelli più specificatamente di mio riferimento. (Non nascondo una certa soddisfazione per il ritorno del
Tempo pieno annunciato dal ministro. Finalmente.!)Mi sono imbattuta in giro nel dibattito che si è intrecciato sulla pericolosità presunta delle
Winxs.Eh eh .Mi interessa eccome . Ne parlano
Wittgenstein,
Mantellini,
Zoro,
Moroni,
Adinolfi e sicuramente molti altri. Qualcuno le ritiene il “male assoluto”,rendendole responsabili persino degli atteggiamenti più cinici intravisti sullo scenario giovanile italico dell’estate mediatica.Altri ironizzano e ne minimizzano la pericolosità.Io ritengo che non ha più senso gridare allo scandalo se un prodotto commerciale rivolto all’infanzia diventa un affare colossale facendo proliferare tutta una gadgetteria che spazia dal cappellino,agli occhiali fino allo zainetto ed alla suoneria del cellulare (perché le Winxs sono anche un gruppo musicale e di discreto successo fra le over 12) non serve a nulla nemmeno se si crede di avere la consapevolezza della negatività del modello di donna che mutuano le fatine in questione.Intanto perché ho imparato sul campo che demonizzare e il metodo migliore per chiudere la comunicazione coi bambini e render loro ancora più affascinante un giocattolo o una situazione che si ritiene brutta esteticamente o diseducativa (niente di nuovo)ma soprattutto perché credo che l’unica possibilità di contrastare la forza di certe immagini e di certe suggestioni sia soltanto quella di offrire tante altre alternative ludiche e gradevoli ,possibilità ,percorsi,opportunità ;capacità di decidere fra varie cose da fare ,valorizzazione di percorsi desueti. Questo in primis lo deve fare certamente la famiglia ma anche la scuola soprattutto quella primaria e secondaria inferiore se attenta ed attrezzata ha davvero moltissime possibilità di smontaggio,elaborazione dei modelli offerti da cartoni animati ed industria ,offerta di diversi punti di vista e percorsi di fruizione del tempo libero.Di sicuro ,vietare non serve.