antonia nella notte

VERGOGNOSO:la questione della cacca


Oggi Il pastore tedesco ha fatto 5 nuovo santi fra cui un "povero" fraticello siculo,per festeggiare l'evento i porporati si sono pappati ....filetto e barolo...In Vaticano, dove le battute salaci circolano più di quanto si creda, la chiamano «la questione della cacca». E’ una questione decennale, che si è risolta nel 2004. Si riferisce al pagamento del dovuto per il servizio idrico e di smaltimento fognario (oggi uniti in un'unica tariffa) che la Santa Sede non ha pagato, da sempre, al Comune di Roma, ritenendosi esentata dai Patti Lateranensi. L'Acea, l'azienda che svolge il servizio, privatizzata nel 1998, chiedeva di essere pagata a prescindere da patti che non potevano riguardarla. Vantava un credito di una ventina di milioni di euro. L'anno scorso, finalmente, li ha ottenuti. Il Vaticano si è redento? Affatto. Li abbiamo pagati noi tutti, con un provvedimento inserito nella Finanziaria 2004 che ha messo in carico al ministero delle lnfrastrutture il credito dell'Acea. Dunque per la «cacca» e per l'acqua vaticane hanno pagato gli italiani, anche atei o di religione valdese, ebraica, musulmana. Nei giorni scorsi, invece, l'ennesimo blitz concordato con gli «amici» in Parlamento, ha registrato un temporaneo fallimento: il decreto sull'esenzione dell'Ici per le attività commerciali religiose (scuole private, cliniche, alberghi, università) è decaduto. Ma la norma sarà riproposta, dicono i fautori, nella legge Finanziaria. La vicenda inizia nel '92 con l'introduzione dell'Ici, che esenta gli istituti ecclesiastici non commerciali. Dunque, non pagano l'imposta le Chiese nè le loro «pertinenze», non paga il. curato per la sua abitazione, non pagano gli istituti di beneficenza o che svolgano attività religiose o benefiche. Ma il Vaticano contesta e non paga neppure per le attività commerciali. La faccenda sì trascina fino a che la Cassazione non chiarisce che hanno ragione i Comuni. A questo punto gli enti religiosi, che hanno milioni di arretrati da pagare e sono molto preoccupati, si rivolgono alla politica. Così, pochi mesi fa, viene preparato un provvedimento che estende l'esenzione anche alle attività religioso-conimerciali. Il Comune di Roma, da solo creditore di 12 milioni di euro all'anno per l’Ici da enti religiosi, cerca una linea di dialogo. Raccnlta l’assessore al Bilancio Marco Causi: “Abbiamo avviato con tutti gli evasori dell'imposta una linea di ragionevolezza prevedendo un ”ravvedimento operoso” che non è un condono, ma un trattamento di favore, su multe e interessi, per chi spontaneamente decide di pagare. Credo che alla Chiesa converrebbe perseguire una strada come questa, piuttosto che anni di contenzioso e di spese legali”. La storia dei privilegi della Chiesa di Roma è antica. Si pensi ai Patti Lateranensi e al Concordato dell'84 che, firmato da Craxi, mise in moto il meccanismo dell’8 per mille. Il governo Berlusconi ha brillato per il rilancio del fìnanziamento pubblico alla Chiesa. Ricorda l’onorevole ds Alba Sasso: "Il ministro Moratti in tre anni, ha stanziato 30 miliardi di euro. Poi, però, i privati si sono lamentati: erano pochi. Quest’estate, quindi, ne sono stati aggiunti altri 20. In Lombardia e Piemonte, con il centrodestra sono stati creati buoni scuola per le famiglie che frequentano le private, senza distinzione dì reddito. Questo mentre le scuole pubbliche si sono viste ridurre del 44 per cento i fondi". C’è poi l’inserimento in ruolo di 18 mila insegnanti di religione (materia facoltativa), oggi statali a tutti gli effetti. I quali. tuttasia, non vengono reclutati dallo Stato, ma dalla Curia, che ne accerta I 'idoneità e la può «revocare» a piacimento. Rilevanti anche gli aiuti alla ricerca “cattolica": come i 40 milioni al San Raffaele di Milano o i 30 al Campus dell’Opus Dei a Trigoria, vicino a Roma. O l'accordo "internazionale” Italia-Vaticano per finanziare (1,5 milioni l’anno) l'istituto di astrofisica di Pescara (Icranet, a guida cattolica). Il dato generale non lascia dubbi: negli ultimi due anni la ricerca privata ha avuto i 7 milioni di euro in più, la pubblica in meno. Ici, scuole, ricerca e persino fogne: il catalogo degli sconti al Vaticano Le esenzioni, i contributi e una vecchia vertenza che scorre sotterranea