Edna St. Vincent Millay
O dolce amore, dolce spina, quandoda te fui punta al cuore, piano, e uccisa,per giacere nell’erba abbandonata,povera cosa fradicia di lacrimee di pioggia nel pianto della sera,dalle notturne brume al grigio giornoche disperde le nubi nella lucefra il canto degli uccelli al nuovo sole –se avessi, dolce amore, dolce spina,pensato allora quale acuta angoscia,anche se ti compensa il giuramento,l’ora felice può lasciare in seno,non sarei corsa così pronta al cennodi chi in fondo m’amava così poco.Traduzione di Silvio RaffoPoesia d’amore del Novecentoa cura di Angela UrbanoKylix 6Crocetti Editore 2006