Stasera ho visto al cinema “
Feisbum”,il film che nell’intento dei registi dovrebbe essere un “campionario” di storie nate ,promanate e vissute direttamente dalla partecipazione al fenomeno “Facebook”,il celeberrimo social network che in pochissimo tempo ha raccolto l’adesione entusiastica di milioni di persone. Non è un granchè ,si vede con un po’ di stanchezza ,soprattutto in alcuni degli otto episodi ,a volte strappa qualche risata ma in generale tende troppo al paradossale ,cadendo spesso nel luogo comune e nel deja vu,nella banalizzazione senza mai offrire nè chiavi di lettura ,nè aspetti poetici ,umani ,introspettivi,relazionali ,del fenomeno stesso .Non mi piace particolarmente
Facebook,ci vado pochissimo ,al massimo è una cosa fra colleghi ,mi annoiano i quizzettini scemi ,i “tinviouncuore””hairicevutounpoke “ed ancor meno le corse di molti all’accumulo di “amici”.E poi le "buone cause della mutua " che sembrano la versione soft e impegnata delle catene di sant’Antonio. Anche qui infatti aderisci e inviti altri a farlo e ancora mi devono spiegare chi acquista crediti per poter inviare caffè o birra o aperitivo (etc…) virtuali ?! E soprattutto perché ?Il film però è ancora peggio e veramente traccia delle storie iperboliche ;nessuno degli otto registi ha raccontato incontri e/o rincontri lineari e non c’è il minimo tentativo di coglierne l’aspetto positivo che forse c’è, come c’è in quasi tutte le cose degli uomini.