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Appunti di lettura 2022

Post n°2252 pubblicato il 04 Febbraio 2022 da ossimora


Breve storia del mio silenzio - Giuseppe Lupo - Libro - Marsilio - Romanzi  e racconti | IBS
n.9
Giuseppe Lupo
Breve storia del mio silenzio 
Marsilio romanzo

Un racconto d'infanzia ; un episodio speciale , raro e particolare è quello che ispira e da cui prende il via la narrazione  ( ed il titolo stesso del libro candidato al premio Strega nel 2020 ).
Un bimbo di quattro anni quando nasce "sorellina" perde completamente le parole, ammutolisce e si chiude in un silenzio totale. Le parole diventano nemiche , non vogliono e non riescono ad uscire , si bloccano in gola. 
La famiglia , attenta , cerca in tutti i modi di comprendere , si preoccupa, si rivolge agli  specialisti ; pian piano le parole tornano e saranno proprio le parole a segnare tutta l'esperienza successiva della vita dell'autore , perchè si tratta di un racconto certamente autobiografico. 
 Interessante il confine che segna il passaggio dalla fanciullezza in Lucania , l'Appennino profondo , contraddistinto sopratutto dalle figure dei genitori , entrambi maestri , cultori della letteratura, animatori culturali della propria famiglia ma del paese stesso attraverso un 'associazione che organizzava incontri con personalità della cultura e della scuola ed in cui nasce l'ammirazione per il poeta Sinisgalli . 
Alla gioventù ed eta adulta trascorsa in Lombardia , più precisamente a Milano "illuminista "come la raccontava sempre il padre. L'università  le passeggiate per Milano  e l'irrompere delle parole : un mondo nuovo, la letteratura  . 
Le parole di altri . L'America e gli scrittori americani  I tanti libri letti . Fino alle laurea ed  il primo romanzo pubblicato .
La forza di riprendersi in pieno le amate parole.

...se qualcuno mi avesse chiesto cosa li avesse fatti innamorare avrei risposto che era stata colpa degli abecedari appesi ai muri , dalla A di ape alla Z di zebra : detta così sembrerebbe una storia superficiale invece aveva una radice solida perchè fare scuola per entrambi era un modo per sostenere le impalcature del mondo...

.quando si lamentava con mio padre perchè riempiva lo studio di libri ,diceva :"E' questo il sugo che lasceremo ai figli ?"...Raffaele ripeteva una filosofia tutta sua ."I libri sono cibo " .Hai visto mia madre , avrei continuato a dire fra me e me , pure sta volta ci ha azzeccato!

...a dimostrazione che la memoria non è forza di accumulo ma selezione , anche solo di un'inezia , di una virgola , di un'ombra dentro una caos di ricordi destinati ...

Ripercorrevo passo dopo passo le linee di quella magnifica architettura della mente che è la fede nelle cose invisibili , divise da una questione di tempo oppure tangibili nel loro appartenere ai desideri di cui si nutre la memoria 

L'acqua continua ad attrarre i miei passi non soltanto quella su cui Milano poggiava i piedi ma anche quella che Leonardo da Vinci aveva cercato di imbrigliare nelle chiuse , immaginando una città di porti e canali , dondolante come gli orecchini di una donna.

Ricordare e dimenticare sono due esercizi per addomesticare il tempo ; questo credo volesse farmi intendere mia madre ...

Certo era la modernità la più grande favola a cui credeva...
vado allo scaffale , estraggo "Le città invisibili" , apro e leggo."  Le immagini della memoria , una volta fissate con le parole si cancellano . Scriviamo ciò che è destinato a essere cancellato , scriviamo per dimenticare . "


 
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Appunti di lettura 2022

Post n°2251 pubblicato il 30 Gennaio 2022 da ossimora

L' Allodola - Giovanna Ginex,Rosangela Percoco - copertina

N.8

 Giovanna Ginex -Rosangela Percoco
L'ALLODOLA
Salani 
Scritto in terza persona da una storica dell'arte che ha raccolto moltissima documentazione e da un'insegnate di "scrittura"questo è un "Romanzo biografico" .
La storia di Fernanda Wittgens , prima direttrice della pinacoteca di Brera nella Milano del novecento.
Una donna , una studiosa che attraversa le due guerre sempre attenta e determinatissima nella costruzione della sua cultura e della sua personalità ed alla vera , profonda dedizione all'arte ed alla bellezza. "L'allodola ", così l'aveva soprannominata Modigliani Ettore, suo mentore ed allora direttore di Brera , L'allodola per la sua grandezza discreta e riservata che diventa evidente solo quando si dispiegano le ali in azione. 
Una donna che pur compiendo imprese titaniche ha sempre rifuggito il clamore della cronaca e della notorietà messa in vetrina. 
Fernanda nacque nel 1903 da una famiglia Austro ungherese, studiosa e molto ligia ai suoi doveri si diploma e laurea con ottimi risultati ed inizia la sua carriera insegnando in un liceo ;  scrive articoli per diversi giornali e nel 1928 entra alla pinacoteca di Brera e grazie al suo impegno ed alla competenza  dimostrata  diventa assistente del suo direttore / mentore.
 Rileva l'incarico quando Modigliani viene allontanato dopo le fratricide , indegne leggi razziali fasciste .
Nel periodo buio ed atroce della guerra e dei bombardamenti su Milano ,Fernanda si adopera in tutti i m odi possibili per salvare i capolavori a lei affidati , anche girando per l'Italia dove furono nascosti. 
Laica ed antifascista dal profondo si adopera anche per mettere in salvo ebrei dalle persecuzioni .
L'arrestano per antifascismo , prima un carcere sul lago di Como  poi a S .Vittore ma nulla mette a tacere la sua battaglia per ciò che ritiene giusto. 
Al termine della guerra si adopera alacremente per la ricostruzione della sua  Brera , organizza  per una grande mostra su Picasso e riesce a portare a Brera "Guernica " ; si adopera per rendere Brera un "museo vivente " , nel quale l'arte si respiri e nel quale possano voler tornare le parsone , mette in essere corsi per bambini , visite guidate per la cittadinanza .
Una figura sorprendente di donna .
Vulcanica ed ammirevole .
Dal romanzo , non so se per scelta o per mancanza di materiale biografico ,traspare poco o niente sulla sua vita più intima e privata , forse per scelta , forse perchè una donna che ha vissuto con grande intensità il suo impegno nel sociale ha avuto poco tempo da dedicare alla sua vita privata. 

Se etichettare il diverso è frutto di ignoranza , il riconoscersi diverso è fonte di ricchezza .

Le donne erano state staffette e combattenti .
Avevano sostenuto chi agiva in prima persona , avevano deciso su questioni organizzative e logistiche :erano state presenti ovunque :Non c'era stata attività ,lotta, organizzazione a cui esse non avessero preso parte : costruivano e tessevano  insieme , instancabili il tessuto sotterraneo della lotta partigiana. Ciò nonostante , però trentacinquemila a fronte di centocinquantamila uomini fu riconosciuta la qualifica di partigiane combattenti .Solo 18 hanno ricevuto la medaglia la valore. Molte non hanno ricevuto i riconoscimento ed a tante è stato ingiustamente negato 

 
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Appunti di lettura 2022

Post n°2250 pubblicato il 28 Gennaio 2022 da ossimora

Qualcosa di vero
N.7 
Barbara Fiorio
Qualcosa di vero
Feltrinelli
Questo è il secondo libro che leggo di Barbara Fiorio. 
Il primo "Buona fortuna ", fra Genova e cartomanti  improvvisate  non mi era piaciuto molto anche se già appariva evidente la sua capacità di scrittura brillante , fluida ed  ironica .
Questo mi è piaciuto di più ; i personaggi sono accattivanti , le storia fila con un intreccio interessante ; i dialoghi  sono realisti e ben riusciti .
Giulia,  la protagonista e voce narrante delle fiabe raccontate a Rebecca ( una bambina di nove anni che resta sola la sera perchè la madre va al lavoro ) è una pubblicitaria , impegnata e contenta della sua vita , delle  sue amicizie .
Quando , in maniera particolare ( inciampandoci sul pianerottolo ) incontra la bambina inizia un rapporto di amicizia che diventerà importante ed anche di aiuto  ed appoggio quando si scoprirà che c'è anche una situazione di violenza familiare da risolvere. 
La relazione nasce e si basa sulla narrazione delle fiabe che la protagonista racconta alla bambina nella versione da lei drammatizzata in maniera attualizzata e restituita alle vere versioni bel più truculente di quelle raccontate solitamente ai bambini .
Il racconto delle fiabe spigliato ed accattivante è la parte più divertente : la storia è essa stessa una favola ma "la signora della buonanotte " ha un modo tutto suo di raccontare anche gli aspetti più truculenti e di sfatare i miti delle "principesse brave e belle " o dei principi che con una bacio le risvegliano.
 Le storie della pubblicitaria con la sua quotidianità ed i suoi amori sono ben intrecciate anche in maniera leggera .
Certo non parliamo di un grande romanzo ma si lascia leggere .

 
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Appunti di lettura 2022

Post n°2249 pubblicato il 21 Gennaio 2022 da ossimora

 

galgut damon - la promessa

 

N.6

Damon Galgut
La promessa 
edizioni e/o
Non posso negare di sentirmi sollevata nell'aver finito questo libro .
Un senso di morte e di inquietudine lo attraversa tutto , producendo un sottile stato d'ansia.
 Si vive l'attesa che qualcosa possa accadere ad alleggerire la piattezza dell'infelicità che pervade il tutto , insiste sulla morte , la preparazione dei cadaveri , il lavoro dei becchini in un modo quasi maniacale , eccessivo .
La scrittura a tratti è molto intensa ; sopratutto nelle descrizioni di luoghi o momenti della giornata ed in certi guizzi nella descrizione degli stati d'animo dei personaggi ma questo continuo, sistematico  indulgere nelle descrizioni dei riti macabri dei funerali mi ha decisamente soffocato. 
Si tratta di una saga familiare , siamo in Sudafrica , la famiglia Swart si dissolve progressivamente , prima la madre per malattia quando ancora tutti i figli erano molto giovani , poi il padre morso da un serpente del rettilario nel quale lavorava . 
A distanza di anni la figlia maggior Astrid , diventata moglie di un uomo potente , viene uccisa da chi le ruba il Bmw . 
Il fratello Anton si suicida , sparandosi un colpo in testa ,dopo una vita dalla quale avrebbe dovuto avere grandi soddisfazioni visto che era intelligente , talentuoso, bello. 
Resta Amor , la più piccola della famiglia che era stata colpita da un fulmine da bambina e che conserva nel cuore la "promessa" fatta alla governante Simon ,dalla madre sul letto di morte, promessa che persegue per tutta la vita  e che infine riesce , in qualche modo a soddisfare . 
Questo romanzo ha ottenuto il Booker Prize 2021 e qualcuno ne ha parlato come una grande metafora della storia del Sudafrica dagli anni dell'apartheid a  quelli delle periferie violente,  fino alla liberazione ed alla nuova condizione multietnica  . 
Io ho letto solo molto in trasparenza , superficialmente questo richiamo alla storia , mi è mancato l'intreccio , i diversi piani di lettura , l' "intensità" dei personaggi e la loro presenza attenta alle questioni sociali e politiche .  
 
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Appunti di lettura 2022

Post n°2248 pubblicato il 19 Gennaio 2022 da ossimora

alharthi jokha - corpi celesti

N.5 

Jokha Alharthi
Corpi celesti
Bompiani

"Corpi celesti" è un romanzo "corale "che attraverso i vari punti di vista racconta la storia di una famiglia omanita ed in parte della storia stessa dell'Oman .
Il romanzo prende il via negi anni 80 ma i pensieri ed i continui salti indietro dei vari personaggi si sviluppano come tanti racconti indipendenti . Alcuni personaggi sono molto affascinanti.
Padroneggiano la scena sopratutto le donne , con i sogni , le delusioni , le aspirazioni dai periodi nei quali erano destinate unicamente alla gestione della casa e dei figli fino alla loro affermazione e determinazione nella società. 
Un Oman che abbandonata la presenza ingombrante degli inglesi si riappropria pienamente della propria ricchezza sia materiale che culturale .
Utilizzando la rete è interessante cercare abiti , vestiti, cose , nominate in arabo nel romanzo , scoprendole come in un piccolo viaggio di scoperta.

Mayya: "tacere secondo lei era l'azione più grandiosa che un essere umano possa compiere .Tacendo ascoltava bene cosa dicevano gli altri e quando i loro discorsi l'annoiavano ascoltava se stesso .Non dicendo niente : niente gli si ritorceva contro. 

" l'artista , suo marito , doveva accettare che anche lei era un corpo celeste a sè stante "

"Si era arresa al suo abbraccio .Non era cieca London .I segnali li vedeva tutti , ma non lasciava che arrivassero al cervello" 

 
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Appunti di lettura 2022

Post n°2247 pubblicato il 16 Gennaio 2022 da ossimora

 

Léon 

N.4

Carlo Lucarelli
Leon
Einaudi /big

Il mio primo giallo  di Lucarelli.
L'ho ritrovato sopratutto in certi accenti , certe pause ed intercalare che caratterizzano il Lucarelli affabulatore  orale , quello televisivo , quando drammatizzava e narrava i reali casi di cronaca nera o delle stragi di stato .
So che in questo " Leon" ritornano alcuni personaggi già presenti in altri suoi  gialli come Almost blue ; comunque  la poliziotta Grazia Negro ( che esordisce in sala parto dopo aver dato alla luce due gemelle) e Simon , suo ex compagno , non vedente e votato ai pesi ed alla forma fisica "interna " come la definisce lui , sono immediatamente caratterizzati anche ad una prima lettura .
La storia scivola bene , scritta con maestria ; bastano un paio d'ore per leggerlo .
Una narrazione limpida ed una struttura solida seppur non scevra di colpi di scena ; devo dire che si intuiva però abbastanza facilmente chi fosse il ricercatissimo serial killer .
Divertente per staccare totalmente la spina per un pò. 
 
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Appunti di lettura 2022

Post n°2246 pubblicato il 15 Gennaio 2022 da ossimora

Ascoltate le nostre sconfitte - Laurent Gaudé

N.3
Laurent Gaudè (premio Goncourt) 
Ascoltate le nostre sconfitte
Edizioni e/o 
Questo libro era finito in un mucchietto di non letti ; l'ho ripreso a distanza di un bel pò di tempo e ne sono contenta. In realtà si tratta di un libro straordinario.
 Il romanzo incrocia la storia di "amore" tra un archeologa irachena ,Mariam che lavora per l'Unesco e si occupa di ritrovare le opere d'arte rubate o disperse sopratutto nei martoriati paesi del medio oriente ; (c'è infatti una descrizione della distruzione dei musei iracheni che lascia storditi.) e di Assem , un misterioso uomo che lavora per i servizi segreti francesi .
I due trascorrono una notte assieme a Zurigo , mentre attendono di ripartire per le loro missioni e restano legati da una affinità profonda  .
Un libro straordinario che ci interroga tutti sul senso della storia mondiale , sulla ragione delle sconfitte e delle vittorie Una attenta , colta analisi di cosa ha significato la guerra nel corso della storia , l'inutilità dei conflitti , l'orrore della disfatta , il coinvolgimento di migliaia di uomini stremati .L'angoscia dei superstiti , il senso di colpa . La sconfitta dei vincenti..."ascoltate le nostre sconfitte"...
Gaudè fa appello alla nostra sensibilità per segnalarci che le imprese dei grandi uomini sono o possono essere alla fine cocenti sconfitte .
Si serve  per far questo della storia diacronica di grandi condottieri che hanno affascinato e coinvolto i loro popoli , mescolandola alla vita di Mariam e Assem che non a caso operano entrambi in un medio oriente attraversato da decenni da conflitti, tanto che grande attenzione viene posta sui due uomini che hanno provato a mettere in scacco l'Occidente : Bin Laden e Gheddafi. .
Ecco quindi Annibale deciso nell'impresa impossibile di sconfiggere Roma , nonostante l'esaltazione delle battaglie vinte sul Metauro , a Canne , sul Trasimeno ; Hailè Sellasiè imperatore d'Etiopia a cui i fascisti italiani e la società delle nazioni hanno tolto la dignità : Ulysses Grant , il generale nordista che portò l'esercito nordista ad annientare e sconfiggere il Sud . 
Un continuo , pressante , abile intreccio fra la storia presente ed il passato , una scrittura sofisticata ed in crescendo emozionale .
Insomma una bella scoperta che mi fatto venire voglia di leggere altro di questo autore. 

 
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Appunti di lettura 2022

Post n°2245 pubblicato il 12 Gennaio 2022 da ossimora

 nevo eshkol - nostalgia 

 

N : 2

Eskol Nevo
Nostalgia 
Beat 
Ero incuriosita da Eskol Nevo da qualche racconto breve letto in qualche rivista e dal fatto che Nanni Moretti abbia utilizzato il suo libro "Tre piani " come soggetto per il suo ultimo film .
Il romanzo è suddiviso in "stanze" .
 Amin , studente di psicologia a Tel Aviv e Noa , studentessa di arte fotografica a Gerusalemme hanno preso casa assieme a Castel , un tempo campo di transito per i nuovi immigrati dal Kurdistan , diventato un insieme indistinto di baracche , villette e cantieri .
Dietro di loro abita il proprietario della casa con la moglie ed i figli (Moshe Zakian e Sima ) .
Nella casa vicina abita il bambino Yotam che si sente trascurato da quando il fratello Ghidi è morto in Libano , in quanto i genitori sono completamente avvolti nel loro estremo dolore  ed intesse una bella amicizia salvifica  con la giovane coppia . 
Nei paraggi lavora il muratore arabo Saadiq che vuole rientrare in quella che fu la casa della sua famiglia per cercare una catenina lasciata sotto un mattone da sua madre e che quando realmente lo fa viene arrestato .
Voce fuori zona , quella dell'amico Modi  che scrive al suo amico Amir dal  suo viaggio in Sudamerica .
Tutte le persone protagoniste vivono in maniera struggente la nostalgia ed il bisogno di trovare il loro posto nel mondo ; le storie sfilano come tante istantanee ; la nostalgia è un sottile filo conduttore che passa anche per la  tesi fotografica di Noa  composta da una serie di imagini che la rappresentano.
C'è Israele con la infinite anime che lo compongono narrata nel periodo in cui  tutto è sconvolta dall'assassinio di Rabin.
Alla fine un bel libro , lo stile asciutto , il coraggio di affrontare da israeliano un tabù come quello della vita nei territori occupati , analizzando e lasciando trasparire le differenze e le specificità  delle  varie anime e delle contraddizioni palesi o sotterranee di dominati e dominanti. 
Uno scrittore   certamente lontano dai classici israeliani  ma anche  per questo interessante .
 
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Appunti di lettura 2022

Post n°2244 pubblicato il 06 Gennaio 2022 da ossimora

Flora  - Alessandro Robecchi Libro - Libraccio.it
N.1

Alessandro Robecchi
Flora
Sellerio editore Palermo

Un romanzo dal ritmo incalzante che prende il via sulla tomba di Robert Doisneau , poeta francese trasgressivo e surreale.
Uno sguardo sulla nostra società  ,in una sorta di catarsi che due persone cercano di attuare imponendo uno spettacolo su di lui attraverso un sequestro .
Viene sequestrata "Flora de Pisis , una vestale del trash più spinto ,  (credo che a tutti coloro che lo hanno letto sia venuta in mente una persona)la regina del gossip strappalacrime ed osceno della peggior televisione possibile e ammaestrata per recitare poesie e ricordi del poeta francese.
Robecchi mescola per questo "noir"incalzante  un pò sui generis , la critica alla società contemporanea .
Un vero inno alla libertà della poesia e del pensiero , cantata da Desnos perseguitato e turpemente ucciso dai nazisti.
La duplice ambientazione , quella dei nostri giorni opprimenti e tristi e quella parigina dei glorioso anni venti , fra arte e passione in cui dilagava tutta la rivoluzione surrealista , rende la narrazione originale e suggestiva , contrapponendo gli aneliti di libertà della vera espressione artistica alla censura falsificatoria e posticcia ed al marciume della nostra società manipolata mediaticamente nei modi più abietti ed inauditi  dalla fabbrica della merda espressa dalla tv commerciale ( adesso nell'attuale momento storico ancora più efferata ) infine , 
Flora , la sequestrata , nonostante si immedesimi nel ruolo di interprete partecipe infine ...torna a se stessa, perdendo l'occasione per cambiare .Lettura piacevole  divertente che  lascia spazio anche alla riflessione .

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2243 pubblicato il 31 Dicembre 2021 da ossimora



N.51

Mario Rigoni Stern
Alboreto Salvatico
Einaudi 
Un piccolo libro , uno splendido regalo .
Paolo Cognetti 
Un libro poetico e misterioso .
Dal larice albero cosmico lungo il quale scendono il sole e la luna , la quercia con la sua forza araldica , il faggio , il tasso simbolo della morte e dell'eternità .
Rigoni Stern sceglie venti alberi che pianta nel suo "Alboreto Salvatico" , venti alberi a lui cari e li "racconta" , illustrandone storie e ricchezze , spiegando gli influssi che hanno avuto nella cultura popolare , nella letteratura  e nella mitologia ; svelando conoscenze scientifiche  ( ha ricevuto anche una laurea honoris causa in scienze forestali ed antropologiche per questo testo ).
 Animando il suo alboreto con la esperienze personali ! 
 " Quando gli  uomini vivevano con la natura".
Descrizioni accurate che si intrecciano con emozioni e riflessioni personali .
Il racconto mediato dalla natura della parabola eterna di nascita , vita e morte ; gioia e sofferenza .
Tutti noi destinati anche se a viviamo a lungo ad essere sostituiti.
 Bello ! 

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2242 pubblicato il 29 Dicembre 2021 da ossimora


muller herta - cuoreanimale
N.50
Herta Muller 
Cuore animale 
Feltrinelli

Ovviamente si sta traducendo tutto di questa scrittrice insignita del premio Nobel per la letteratura nel 2009. 
Mi sono fatta prendere anche se avevo già letto altro e non mi fosse piaciuto. 
E' proprio la lingua di questo libro ( non lo definirei un romanzo ) che trovo strana .
E' un libro molto triste e persino un pò angosciante. 
A parte la storia di Lola trovata impiccata dentro il suo armadio all'università e del gruppo di amici che cercano di dimostrare che il suo non è stato un suicidio ma un assassinio del regime , tanto che la  stessa Lola viene a posteriori discreditata e radiata dal "partito" .
Il gruppo di amici ripercorre a ritroso il cammino di Lola in un incedere di sofferenze, umiliazioni e sopraffazioni .
Non è un libro di facile accesso ,un modo particolare di espedienti e procedere. 
Non c'è un ordine cronologico, e non c'è una struttura narrativa .
Ci si trova immersi in una serie di episodi scoordinati e distaccati nel tentativo di produrre una sorta di puzzle narrativo.L'inizio è un "dopo" Kurt Geoorge ed Edgar e l'io narrante ( Herta?) cercano assieme di resistere all' oppressione anni 80 della Romania del dittatore. 
Il suicidio di Lola spinge fortemente i quattro amici verso l'opposizione al regime , si dividono , affrontano percorsi diversi descrivendo squallore , abbruttimento e morte ovunque: il pensiero costante di tutti è la fuga :La speranza , la morte del dittatore.
Vari personaggi si incontrano , abbastanza indistinti, tutti disperati , consumati da una vita meschina raccontata con voce distaccata e partecipe allo stesso tempo.
La definirei una lettura scheletrica.

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2241 pubblicato il 27 Dicembre 2021 da ossimora

Immagine prodotto

n.49
Margaret Atwood 
Il racconto dell'ancella
Ponte alle grazie 

Ci ho messo molto a leggere questo acclamato (credo molto di più per l a serie tv)  e strano romanzo , more solito ,quando fatico a finire , dopo la mia decisione di non abbandonare libri iniziati significa che non mi sono piaciuti tanto...senno li bevo !
 "Distopico" viene definito  "IL racconto dell'ancella"  , ambientato in uno strano regime totalitario e teocratico che suddivide le donne in "caste"e le priva di ogni libertà e potere.
Il mondo è devastato da radiazioni atomiche .
Gli stati uniti sono ormai uno stato totalitario .
Le "ancelle" sono le uniche donne che possono procreare .
Ma anche le peggiori repressioni non riescono fino infondo a scacciare i desideri e la ricerca della felicità possibile .
Mito, metafora e storia si intrecciano e sferrano un attacco forte ai regimi totalitari , con una certa ironia anche verso il puritanesimo e l'intreccio di politica , sesso anche nelle nostre società. 
Il romanzo  utilizzato anche per una serie di successo si presta alla costruzione di un mondo evocativo mentre nella lettura ha delle lungaggini di troppo :non nego che il tema , l'idea di fondo avrebbe potuto essere anche interessante ma la scrittura della Atwood un pò frammentaria , poco descrittiva lo penalizzano . 
Un romanzo piuttosto claustrofobico, un estremizzazione angusta .Non risulta ben chiaro il perchè sia avvenuto il collasso della società se non per brevi accenni .
Ci sono tutte le "distonie ": Il regime oscurantista, una parte oppressa ( le donne ) una sostanziale assuefazione ai riti della sopraffazione, alcune forme di tentativo di fuga e ribellione .
Già pensavo che il "cosidetto "distopico " al pari della fantascienza non fosse nelle mie corde , questa lettura me lo ha confermato , avevo voglia di farmelo piacere ma...

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2240 pubblicato il 11 Dicembre 2021 da ossimora

 Il metodo del dottor Fonseca 

n.48

Andrea Vitali 
Il metodo del dottor Fonseca 
Einaudi
Credo di aver letto anni fa solo un altro libro del pur prolificissimo Andrea Vitali .
Sfogliando la sua produzione mi meraviglia molto la sua enorme vena creativa.
Questo suo ultimo "Il metodo del dottor Fonseca " è un pò cupo , strano , non privo di esoterismi , casualità spiazzanti e situazioni un pò straneanti .
Già l'ambientazione : un paesino fuori dal mondo , Spatz, situato fra le alte montagne al confine con una "zona franca" nella quale opera una strana ed inquietante clinica che dovrebbe risolvere casi limite .
Il protagonista /voce narrante è un ispettore che finalmente dopo mesi di segregazione in ufficio torna in pista per indagare sulla morte di una ragazza che viveva fra le montagne.
Il caso sembra solo una proforma, una pratica da evadere , infatti in tutto il paese , autorità comprese l'assassino viene identificato nel suo fratello minore , ragazzo menomato che però viene trovato morto a sua volta in un dirupo.L'ispettore alloggia in un piccolo albergo gestito da un solo uomo, conosce quindi ,lui , il postino che aveva trovato il cadavere della ragazza e il responsabile dell'ordine pubblico del paese. In albergo inoltre c'è un altro cliente che deve portare suo fratello alle cure terminali della clinica sui monti ; Ermini , che diventerà importantissimo per la soluzione del caso e la stessa sopravvivenza dell'ispettore.
Tutto sembrava chiaro...se non fosse che qualcosa non torna e l'investigatore scopre il diario della ragazza e pian piano si apre uno scenario incredibile ed insospettabile nel quale tutto l paese è in qualche modo coinvolto.

"Mi ero formato un'idea su di lui .Apparteneva ad una categoria di esseri umani di cui conoscevo bene i meccanismi mentali. Individui semplici, prevedibili , spesso incoscienti della cattiveria che sono in grado di esprimere , convinti di essere onnipotenti perchè investiti di un incarico ufficiale ;invincibili quando pascolano nel loro territorio.Il tipo di persona che va blandita "

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2239 pubblicato il 09 Dicembre 2021 da ossimora


La casa di Fripp Island - Rebecca Kauffman - Libro - Sur - BigSur | IBS

N.47
Rebecca Kauffman
La casa di Fripp island
Big sur 
La storia si svolge in un'isola della Carolina del sud , una piccola isola turistica d'elite collegata alla terra ferma da un ponte .
Qui , in una casa di lusso convergono per una breve vacanza due famiglie : Scott e Lisa con le figlie Rae e Kimmy ed i loro ospiti Jhon e Poppy Ford con il figlio Ryan e la figla Alex.
Lisa e Poppy sono amiche da sempre ma la distanza geografica  e le differenze di classe ( i Daly sono alto borghesi mentre i Ford sono impoveriti ) .
Questa vacanza è anche l'occasione per recuperare un rapporto fra le due donne :pian piano si disvelano i segreti delle due coppie  dei figlia adolescenti , sospesi fra l'infanzia innocente e le pulsioni e e trasgressioni della prima giovinezza ,le pulsioni erotiche  e la naturale ricerca di identità ; la vacanza assume così toni sempre più tesi e misteriosi .A complicare le cose la presenza sull'isola di un presunto molestatore di minori che mette in allarme le famiglia .
Per uno dei protagonisti questa vacanza segnerà il confine fra la vita e la morte . 
Un lutto che cambierà le relazioni fra le coppie e gli stessi protagonisti allora adolescenti .
Ho letto l'altro libro della Kaffmann "La casa dei Gunner " ( sempre di casa si parla) dove però la casa era un incontro fra amici che nel tempo si connotavano per carattere e scelte e si caratterizzavano fortemente. 
Direi che si tratta di una lettura molto semplice , un passatempo  che lascia pensare a qualche filmetto noir americano .
 Direi che non è  stata proprio una lettura essenziale...

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2238 pubblicato il 06 Dicembre 2021 da ossimora




abdolah kader - la casa della moschea

N.46

Kader Abdolah
La casa della moschea 
Iperborea

Il libro  è scritto da un esule , Kader Abdolah , perseguitato prima dallo scià poi da Khomeini, rifugiato politico in Olanda dall'88 e diventato un degli scrittori più importanti del paese.
Questo romanzo è la storia di Aga Jan , un ricco mercante e capo del bazaar di Senjan e della sua famiglia che vive da secoli nella prestigosa casa della moschea . 
Si sviluppa nel periodo compreso tra in governo dello scià Reza Pahlavi , la rivoluzione islamista di Khomeini ed il periodo immediatamente successivo . 
Dalla dolcezza  all'ombra dei minareti dove regna secolare l'armonia delle antiche tradizioni la storia irrompe trascinando i figli della moschea in vicende drammatiche . Le nonne che gestivano la casa si lasciano morire beate durante il viaggio sacro alla Mecca. 
Il nipote Ghalghal diventa addirittura il braccio destro di Khomeini . Tutti affrontano la situazione :chi partecipando alla rivoluzione , chi dissidendo e chi con la video camera registra gli avvenimenti . 
Solo Aga Jan che assume le caratteristiche del saggio custode del passato non si lascia scalfire dagli eventi e pur nel dolore mantiene la sua mite religiosità che lascia intravedere un Islam moderato , ben radicato ed intrecciato alle tradizioni , alla ritualità della preghiera ,come i fili dei suoi tappeti colorati.
C'è proprio una cesura forte  nel romanzo che ho percepito molto forte e che va ad alterare anche la prosa che scorre comunque fluida e lineare ma nella prima parte si sente la serenità, sembrano scorrere immagini di una quotidianità quasi fiabesca fin quando irrompe la durezza della storia di questo grande paese dove non mancano nè sono mancati eventi drammatici.  

"Il dolore avvolgeva la casa come un chador nero .Nessuno parlava , nessuno piangeva , nessuno rompeva il silenzio ma c'era qualcuno che salmodiava incessantemente"

"Avevano studiato tutto alla perfezione e i loro computer superintelligenti avevano calcolato tutto ma di una cosa non avevano tenuto conto nei loro calcoli :del Corano !"

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2237 pubblicato il 22 Novembre 2021 da ossimora


N.45

Andrea Donaera
Lei che non tocca mai terra 
NNE

Scelto col gruppo di lettura "Una tigre all'ora del the"

Iniziato e finito in un uggioso pomeriggio novembrino.La delicatezza del titolo e dell'immagine nulla hanno a che vedere con la pesantezza del romanzo . Un narrato denso di ansia e di infelicità , di intrecci di vite sfortunate o percepite tali ; privo di introspezione si parla di male e di amore ma nè l'uno nè l'altro sentimento traspaiono da nessuna pagina. 
Un Salento certo ben distante dalle immagini patinate del giovane turismo di massa della California d'Italia.
Gallipoli , dove il racconto è ambientato è definito "paesedimerda", la tetraggine dei muri scrostati , del panorama delle campagne e persino del mare...grigio... ne fanno un set tetro .
La spiritualità è degradata a riti esorcistici e ad un dio a volte evocato in qualche modo.
.La storia è semplice , la protagonista è Miriam , una giovane ragazza figlia di una donna del nord Italia ,arrabbiata col mondo e del sindaco del paese.
Viene investita in superstrada di notte;  strafatta  e di ritorno da una serata di bevute , sniffate e di un fugace incontro erotico con Andrea .
 Andrea importante io narrante , costantemente  al suo capezzale nel coma , si innamora perdutamente di lei  .
E' dal coma e  dal suo letto che Miriam diventa il centro di un drammone dark , un luogo oscuro attorno al quale il padre , la madre , lo zio esorcista di Miriam si esprimono in codici anche stilisticamente molto diversi l'uno dall'altro ( in uno strano dialetto salentino il padre, in un astioso turpiloquio la madre , Andrea invece contrito e devotamente innamorato , carico del buio e del male del suo passato familiare con un padre suicida ed una madre da dieci anni attonita dalla morte violenta del marito è quello più "centrato".)

"la stessa voglia di strattonarla con mia madre , quando proprio non ce la faccio più ad accettare che se ne stia lì sul divano seduta sempre sullo stesso posto con gli occhi fermi e mangiata da tutte le "robe "dolorose che c'ha nella testa"

Poi c'è questo zio "papa Nanni ", con tanto di barba e tunica da santone col tamburello che evoca forse la pizzica salentina che col tamburello e riti tribali individua in Miriam ( in tutte le donne?) segni del demonio .Poi si aggiunge a questo gruppo di persone anche Gabry amica/ amore  adolescenziale del cuore , trapiantata a Bologna che  im possibilitata ad esserci le manda accorati messaggi in video.
Una scrittura frammentata che cambia registro a seconda del personaggio , dal dialetto , dalla rabbia , si avvale anche del cambio di "font" .Comprendo  pure il cambio/assenza  di molti congiuntivi , è ovvio che si tratta di una scelta stilistica anche se  ogni volta mi bloccavo ! 

Mah! Ho letto recensioni mirabolanti su questo libro e devo dire che ne sono ampiamente meravigliata . 
Non mi è piaciuto , lettura inutile. 
Aspetto con ansia di ascoltare le amiche del gruppo per sentire anche i loro pareri e le loro note .
Magari mi apriranno orizzonti che non ho saputo vedere .Ci spero.

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2236 pubblicato il 21 Novembre 2021 da ossimora

Il talento del cappellano - Cristina Cassar Scalia - copertina
N.44
Cristina Cassar Scalia
Il talento del cappellano
Einaudi big
Ancora un giallo /poliziesco , ancora una talentuosa ispettrice .Immagino che vedremo prima o poi Vanina Guarrazzi ,vice questore a Catania , palermitana di cuore e di origine , trapiantata per questioni di incompatibilità , in qualche serie tv .Ci sono tutte le caratteristiche perchè questo accada !
E' il secondo libro che leggo dell'autrice siciliana e i suoi libri hanno tutte le caratteristiche per diventare una più che tipica fiction .
Intanto il gruppo di protagonisti è studiato perchè il pubblico si affezioni  a loro .
C'è la trama interna che corre parallela alle indagini ( amori , idiosincrasie , piccole manie , quotidianità spicciola della Guarrazzi e del gruppo dei colleghi con le varie specificità caratteriali ed esistenziali ).Il vecchio commissario in pensione che ritorna ad elargire i consigli dettati dall'esperienza . 
Qualche nota etnica riguardante il dialetto e la cucina siciliana , qualche attenzione all'Etna "a montagna" . 
Il caso del "curato " parte da due omicidi che seppur fatti ritrovare assieme sembrano  ad una prima indagine non avere legami di sorta. Un'indagine difficile che in primis sembra ricondurre alla malavita organizzata ma che grazie alla bravura ed alle intuizioni del gruppo si risolve in maniera quanto mai imprevista .
Piacevole lettura. Rilassante passatempo. 

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2235 pubblicato il 14 Novembre 2021 da ossimora


N.43
Maurizio De Giovanni 
Angeli ( per i bastardi di Pizzofalcone)
Einaudi

De Giovanni si legge sempre molto bene . 
Un soffio. 
Mi ci vogliono in questo periodo i gialli / polizieschi che mi catturano e mi conducono , alleggerendo la greve atmosfera che permea la realtà .
Mi mancano un pò nelle sue storie le parti più immaginifiche ed introspettive della serie del Commissario Ricciardi .
Il gruppo dei bastardi di Pizzofalcone si va connotando sempre di più nelle singole persone e nelle loro storie private e di poliziotti .
Devo dire che leggerlo dopo aver visto la serie televisiva piega ineluttabilmente la propria immaginazione orientandola verso i personaggi della fiction.
Compaiono gli attori alla mente , lo stesso De Giovanni sembra scriver di loro pensando agli interpreti , affina le caratterizzazioni , li plasma su di loro. 
De Giovanni è abile a trovare un filo logico e fantastico ( in questo caso gli ANGELI ) sia nel definire i personaggi che la storia. 
Il caso  in questione prende il via dal ritrovamento del cadavere di un meccanico  ( Iaccarino ) ucciso nel quartiere , in maniera strana che non lascia pensare nè alla malavita nè a questioni personali essendo l'uomo benvoluto da tutti .
Lui è un esperto e ricercato  manutentore di auto e moto d'epoca con una officina pulita come una clinica .
Un uomo solo , con una figlia che è diventata una importante manager e si  sta per sposare con un famoso industriale del quale lo stesso Iaccarino era stato un dipendente nella sfarzosa villa di famiglia . 
Ci sono di mezzo degli usurai e l' indagine fatica a prendere il via per mancanza di appigli reali. 
Ma i "bastardi" , fra ricerche , informazioni acchiappate  nella "Napoli profonda "riescono a venire a capo del bandolo ed arrestano il/la responsabile .
Un epilogo imprevisto certamente , almeno fino  quasi alle ultime pagine .
Piacevole . Rilassante.

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2234 pubblicato il 10 Novembre 2021 da ossimora

Stream 📚 Michele Mari:
N.42
Michele Mari 
Le maestose rovine di Sferopoli
Einaudi

25 racconti brevi e brevissimi , 13 inediti e gli altri già pubblicati su  vari giornali e riviste letterarie. 

Ogni opera di Michele Mari mi sembra una grande prova di intelligenza  ,acume e reale autonomia  di pensiero , passione per la lingua ( Io sono totalmente sedotta dall'uso che delle  parole della  lingua italiana fa  Mari) e quasi sempre  , sfida ai  cosidetti "generi "e alle convenzioni letterarie più o meno modaiole . 
 Racconti da centellinare , ed alla fine di alcuni racconti  capita  di essere  estremamente compiaciuti e di volerli rileggere. 
Quasi subito alcuni... a me è capitato con "oniroschediasmi " sul sogno ,"Il buio",  "Strada provinciale 921" "scarpe fatidiche" "Il falcone  "boletus edulis "...
Certo non  sempre è una lettura facile! 
Ma  è proprio questo ospitare tanti doppifondi o il gusto per lo spiazzamento finale a far nascere il desiderio di tornare e vagare fra  le pagine, di riguardarle, con la sensazione  di aver perso qualcosa, la voglia di rileggere viene proprio dalla percezione non sempre limpida che i piani di lettura siano innumerevoli e che sfuggano. 
In tutto il mondo di Sferopoli, tempo e spazio diventano fluidi, valicabili, così come il confine tra realtà e immaginazione è labile. 
La letteratura stessa si fa chiave di lettura del mondo, fonte per giochi letterari più o meno arditi, riscritture parziali di capolavori, tra divertissement e manifestazioni di acuta ironia.
Per leggere con piacere Mari  ci vuole , credo 
nnanzitutto la predisposizione a sospendere l'incredulità , un bel dizionario a  portata di mano (che serve , eccome...ah che bravura anche nel costuire ed assemblare neologismi !!!), una certa capacità nel cogliere citazioni e richiami letterari, almeno alcuni dei tanti riferimenti culturali intertestuali e una sana capacità di divertirsi con le trovate geniali e particolari  che il nostro sa certamente regalare. 

 

 
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Appunti di lettura 2021

Post n°2233 pubblicato il 02 Novembre 2021 da ossimora

Non avevo capito niente - Diego De Silva - copertina
N.41

Diego De Silva 
Non avevo capito niente 
Einaudi

Proprio in un momento di stallo. 
Non voglio più preoccuparmi , passerà .
Quasi un mese per leggere un libro come questo scorrevolissimo e con storie e riflessioni piacevoli  ed interessanti .
E' il secondo libro che leggo di Diego de Silva . 
Lo trovo simpatico , intelligente e decisamente virtuoso nel cambiare registro con naturalezza passando dal parlare di lepidezze della vita quotidiana a tratti filosofici o a riflessioni etiche sulla camorra e sullo stato della giustizia.
Il suo personaggio è l'avvocato Vincenzo Malinconico ( nome omen) che vive ed osserva la sua vita e quella delle persone che gli stanno accanto con ironia .De Silva è complesso in maniera semplice ; concreto ma idealista .La trama narra di lui , avvocato in crisi di opportunità lavorative , separato da una moglie che prima cerca di riconquistare ; due figli con i quali ha i rapporti altalenanti e complicati seppur gratificanti. 
Si trova casualmente ad essere interpellato come avvocato d'ufficio e lavorare per un "becchino " di camorra ; naturalmente lui non vuole farlo e cerca di districarsi alla meno peggio finchè viene licenziato dagli stessi camorristi.  Intanto nella sua vita entra una donna, un nuovo amore agli albori che lo rende inaspettatamente felice...

"non puoi fare l'impeccabile con i figli .Perchè è noto che i figli son fatti per contraddire i principi .E se tu usi tuo figlio per sostenere un principio vuol dire che non hai capito una bella nerchia"

"...mi sono convinto che "il principio" in quanto motivo concettuale su cui si fonda una dottrina o una scienza o anche semplicemente un ragionamento fosse un espediente di bassa retorica fatto per le persone che non hanno argomenti .E lo penso ancora così non fosse altro perchè l'idea del "principio " piaceva tanto a quell'imbecille di mio zio ."

 
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