FUORI SERIE

Un bel silenzio...


Il Molleggiato cigola un po'. Il personaggio che per anni ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso con i suoi interminabili silenzi questa volta fa rumore. Anzi, fa un baccano infernale. Non tanto con la sua voce, ma con i retroscena della sua prossima comparsata a Sanremo. E' iniziato immediatamente il balletto delle cifre riguardanti l'ammontare dei compensi e il numero delle apparizioni. Si parla di un contratto con varie opzioni. Celentano si presenterà all'Ariston una, due o tre volte, magari canterà anche oppure si lancerà in uno di quei monologhi soporiferi capaci di stendere un nervosetto come Alex Britti nonostante i suoi 7 mila caffè. Insomma è tutto ancora in alto mare (e con molti scogli). Anche sul compenso si favoleggia: le cifre oscillano dai 350 mila ai 700 mila euro o giù di lì. Non voglio ora lanciarmi nella classica filippica contro i compensi stratosferici tipici del mondo dello showbiz, che stridono con le difficoltà in cui versano molti italiani, e di altre amenità buoniste da far schizzare in alto glicemie troppo politicamente corrette. In questo bailamme di non-decisioni, di incontri, di mezze notizie apparse sui giornali, ne spunta una che, se confermata, suscita perplessità. Pare che Adriano Celentano sia una persona generosa, una di quelle che mia nonna avrebbe descritto come "uno-con-un-cuore-grande-così". Il cantante avrebbe deciso di devolvere il suo cachet in beneficenza. Ancora una volta mia nonna interverrebbe: la beneficenza si fa in silenzio, non la si annuncia in conferenza stampa. E soprattutto: non si discutono i compensi per poi, vedendo che l'accordo non è possibile, ripiegare sulla beneficenza, come se fosse una seconda scelta. La generosità non fa mai parte di un piano B. Per favore, Adriano, sii meno Lento e un po' più Rock. Come ci avevi insegnato a fare tu.