Carcere e società

GLOSSARIO 2


 ·        Omertà: atteggiamento di chi rifiuta od omette di fornire indicazioni su colpa o atti illeciti altrui, per paura, solidarietà, difesa di interessi personali, e altro ( lo Zingarelli, vocabolario della lingua italiana, 2005);·        Ora d’aria: termine che si usa per indicare il tempo riservato all’aria aperta, anche se è più di un’ora;·        Ora di socialità: tempo riservato ai detenuti per socializzare. Di solito avviene in una saletta all’interno della sezione di appartenenza;·        Pentito: detenuto disposto a collaborare con la giustizia ottenendo attenuanti, benefici e riduzioni di pena; è un “deviante per eccellenza” ed è ubicato in sezioni differenziate (vedi anche infame);·        Piangere: verbo che si usa per scherzare o per schernire un proprio compagno quando questi si apparta per scrivere una lettera o quando è steso sul letto assorto nei propri pensieri. Pensare al mondo esterno o scrivere ai familiari;·        Picciotto: nella gerarchia della mafia è il grado più basso, ma in carcere è poco usato. Si preferisce “ragazzo” o “vaglione” accompagnato da un aggettivo possessivo Per es.: questo è un mio ragazzo o mio vaglione, quello è un ragazzo di Tizio;·        Pivello: detenuto inesperto;·        Prepotenza: sopruso perpetrato nei confronti dei più deboli, soprattutto verso i pivelli oppure i “boni vaglioni”;·        Protezione: opera protettrice di tutela nei confronti di detenuti inesperti, ma ha anche il significato di favoreggiamento, sinonimo di “avere le spalle coperte” da qualcuno;·        Quacquaracquà: detenuto che parla troppo e agisce poco;·        Radio carcere: canale di comunicazione informale che permette la diffusione di informazioni diverse da quelle che diffonde il canale di comunicazione ufficiale.·        Responsabile: detenuto che è posto sul grado più alto della scala gerarchica nella comunità carceraria. Di solito è un boss o un affiliato, ma può esserlo anche un “esperto” non affiliato o un anziano. Fino alla metà degli anni novanta (ma ancora oggi nel Sud italiano) esisteva il responsabile del carcere, il responsabile di sezione e il responsabile di cella (capocella). Naturalmente il responsabile del carcere è anche il responsabile della sezione e della cella in cui egli è ubicato;·        Rispettare il cane per il padrone: stimare qualcuno non meritevole di stima soltanto perché il suo protettore è un uomo di rispetto;·        Rispetto: atteggiamento di stima verso una persona ritenuta superiore. Sostantivo usato spesso per indicare un uomo d’onore: uomo di rispetto;·        Saletta: luogo in cui si svolge l’ora di socialità nell’ambito di una sezione;·        Saltare il secchio: espressione che indica il passare dall’altra parte della barricata. Pentirsi;·        Sbirro: solitamente è riferito agli agenti di pubblica sicurezza, ma spesso viene usato per indicare un infame, un indegno o una guardia;·        Sbagliare: commettere un’azione infamante. È tassativamente vietato usare questo termine se il detenuto a cui si riferisce è “integro” nel modo di comportarsi, secondo l’assioma che soltanto gli sbirri o gli infami sbagliano;·        Scaldare il letto: espressione usata in senso negativo che indica la poca esperienza di galera di un determinato detenuto. (Per es.: Tizio non ha ancora scaldato il letto che pretende di…);·        Scoppiare: andare fuori di testa, non sopportare più l’ambiente carcerario dopo una lunga carcerazione; in senso positivo, stancarsi del carcere;·        Scoppiato: nella sua accezione particolare è usato anche per indicare in senso negativo il tossicodipendente cronico o il malato mentale;·        Sfoglia: informazione che si passa tra detenuti di sezioni diverse; solitamente è scritta su biglietti, ma può anche essere orale se il detenuto che funge da tramite è un uomo fidato;·        Tragedia: zizzania, contrasto, grave discordia, sinonimo di bicicletta;·        Tragicatore: colui che pone in essere una tragedia, sinonimo di biciclettaro;·        Uomo d’azione: colui che alle parole fa seguire i fatti, contrario di quacquaracquà. È usato anche per indicare colui che non si tira indietro a compiere atti punitivi;·        Vaglione: indica generalmente il picciotto, ma accompagnato dall’aggettivo “buono” indica il bravo ragazzo non affiliato ma rispettoso;·        Vecchio di galera: colui che ha trascorso molti anni in carcere, anche se non in modo continuativo, sinonimo di esperto;