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riflessioni, meditazione, contemplazione e consapevolezza

 

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Jing: "forza essenziale"

Qi: "Energia interna"

 Shen: "energia mentale"

 

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SAVITRI

 Chi e' Savitri? 

Savitri  e' il nome sanscrito che si ispira all’omonima figura mitologica di una dea dell’India vedica, figlia del Sole che assume sembianze umane per portare, attraverso l’amore, luce e calore sulla Terra. Simboleggia la Parola Divina, la figlia del Sole, la dea della Suprema Verità che discende e nasce per salvare l'umanita', attraverso l'amore.

Concediti un momento di quiete da dedicare a te stesso...

 

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L'ATTESA inconsapevole

Post n°145 pubblicato il 01 Dicembre 2009 da zen_boy
 

binari

Una ragazza aspettava il treno in stazione...

mancava parecchio all'arrivo del suo,

decise di acquistare una rivista da leggere,

ed un pacchetto di biscotti da

sgranocchiare nell'attesa.

Andò a sedersi in sala d'aspetto..

iniziò a sfogliare la rivista..

accanto a lei un anziano signore leggeva

il giornale, lei sfogliando distrattamente

la rivista prese il primo biscotto...

e...anche il signore ne prese uno...

"ma guarda che sfacciato!

Se non fosse anziano ed io avessi

più coraggio gli direi il fatto suo!"

pensò piena di rabbia la fanciulla....

ed ogni volta che lei prendeva un biscotto

dalla scatola, anche l'anziano signore

ne prendeva uno...

finchè nella scatola rimase un solo biscottino..

"Voglio proprio vedere che farà adesso!"

pensò la ragazza...

Il signore prese l'ultimo biscotto dalla scatola,

lo divise a metà porgendo una delle metà

alla fanciulla, la quale indignata:"eh no pensò!!

Questo è troppo!!"

Quindi raccolse le sue cose e se ne andò..

Camminò rabbiosamente su e giù,

poi quando si fu un pò calmata aprì

la borsetta per riporvi la rivista e con

sgomento si accorse che il suo pacchetto

di biscotti era ancora intatto nella borsetta!!!

Quel signore aveva un pacchetto di

biscotti uguale al suo, e li aveva divisi

con lei tranquillamente, mentre lei si

era sentita offesa ed indignata..

 sorpresa
 Prima di giudicare male le persone,

riflettiamo  attentamente sulle circostanze,

spesso le cose e le persone non sono

mai come sembrano!!!!

consapevolezza

E tra le cose che non si possono più

recuperare nella vita ci sono:

una pietra dopo averla lanciata...

una parola dopo averla detta...

il tempo dopo che è trascorso...

l'Amore dopo che è stato rovinato...

 
 
 

vita consapevole

Post n°144 pubblicato il 29 Novembre 2009 da zen_boy
 

consapevolezza

I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza

 Il Primo Addestramento:

Apertura
Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall'intolleranza, siamo determinati a non idolatrare e a non vincolarci a nessuna dottrina, teoria o ideologia, neppure a quelle buddhiste. Gli insegnamenti buddhisti sono guide che ci aiutano a imparare il guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire.

Il Secondo Addestramento:

Non Attaccamento alle Opinioni
Consapevoli della sofferenza creata dall'attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Impareremo e praticheremo il non attaccamento alle opinioni, per essere aperti alla visione profonda e alle esperienze degli altri. Siamo consapevoli che la conoscenza del momento non è l'immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita dentro e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa.

Il Terzo Addestramento:

Libertà di Pensiero
Consapevoli della sofferenza che causiamo imponendo le nostre opinioni, ci impegniamo a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Rispetteremo il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia, con il dialogo compassionevole, aiuteremo gli altri a rinunciare al fanatismo e alla ristrettezza mentale.

Il Quarto Addestramento:

Consapevolezza della Sofferenza
Consapevoli che guardare in profondità la natura della sofferenza ci aiuta a sviluppare la compassione e a trovare modi per uscire dalla sofferenza, siamo determinati a non fuggire e a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza. Ci impegniamo a trovare modi, compresi contatti personali, immagini e suoni, per stare con coloro che soffrono, per capirne profondamente la situazione e aiutarli a trasformare la sofferenza in compassione, pace e gioia.

Il Quinto Addestramento:

Vita Semplice e Sana
Consapevoli che la vera felicità si fonda sulla pace, la stabilità, la libertà e la compassione, siamo determinati a non porci come scopo della vita la fama, il profitto, il benessere o il piacere sensuale, a non accumulare ricchezza, mentre ci sono milioni di esseri che hanno fame e muoiono. Ci impegniamo a vivere con semplicità e a condividere tempo, energia e risorse materiali con chi ne ha bisogno. Praticheremo il consumo consapevole, non usando alcol, droghe o altri prodotti che introducano tossine in noi stessi, così come nel corpo e nella coscienza collettivi.

Il Sesto Addestramento:

Prendersi Cura della Rabbia
Consapevoli che la rabbia blocca la comunicazione e crea sofferenza, siamo determinati a prenderci cura dell'energia della rabbia quando sorge e a riconoscerne e trasformarne i semi che giacciono nel profondo delle nostre coscienze. Quando sorge la rabbia, siamo determinati a non fare e a non dire nulla, praticando invece il respiro consapevole e la meditazione camminata, per riconoscere , abbracciare e guardare in profondità la rabbia. Impareremo a guardare con gli occhi della compassione coloro che pensiamo siano la causa della nostra rabbia.

Il Settimo Addestramento:

Dimorare Felicemente nel Momento Presente
Consapevoli che la vita è disponibile solo nel momento presente e che è possibile vivere felicemente qui e ora, ci impegniamo ad addestrarci per vivere profondamente ogni momento della nostra vita quotidiana. Non ci faremo trasportare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall'avidità, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Siamo determinati ad imparare l'arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi, e nutrendo i semi di gioia, pace, amore e comprensione in noi stessi, per facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della nostra coscienza.

L'Ottavo Addestramento:

Comunità e Comunicazione
Consapevoli che la mancanza di comunicazione porta sempre divisione e sofferenza, ci impegniamo ad addestrarci nella pratica dell'ascolto compassionevole e della parola amorevole. Impareremo ad ascoltare in profondità, senza giudicare o reagire, e ci asterremo dal pronunciare parole che possano causare discordia o divisioni nella comunità. Faremo ogni sforzo per mantenere aperta la comunicazione e per ricomporre e risolvere tutti i conflitti, per quanto piccoli.

Il Nono Addestramento:

Parola Veritiera e Amorevole
Consapevoli che le parole possono creare sofferenza o felicità, ci impegniamo a imparare a parlare in modo veritiero e costruttivo, usando solo parole che ispirino speranza e fiducia. Siamo determinati a non dire il falso per salvare interessi personali o per impressionare gli altri e a non pronunciare parole che causino divisione e odio. Non diffonderemo notizie di cui non siamo certi e non condanneremo cose di cui non siamo sicuri. Faremo del nostro meglio per denunciare situazioni di ingiustizia, anche quando ciò minacci la nostra incolumità.

Il Decimo Addestramento:

Proteggere il Sangha
Consapevoli che l'essenza e lo scopo di un Sangha è la pratica della comprensione e della compassione, ci impegniamo a non usare la comunità buddhista per profitto personale e a non trasformare la nostra comunità in uno strumento politico. Tuttavia, una comunità spirituale dovrebbe prendere una chiara posizione contro l'oppressione e l'ingiustizia e dovrebbe lottare per cambiare la situazione, senza impegnarsi in conflitti di parte.

L'Undicesimo Addestramento:

Retti Mezzi di Sostentamento
Consapevoli che l'ambiente e la società hanno subìto grandi violenze e ingiustizie, ci impegniamo a non vivere di una professione dannosa per gli esseri umani e per la natura. Faremo del nostro meglio per scegliere un mezzo di sostentamento che aiuti a realizzare il nostro ideale di comprensione e di compassione. Consapevoli dell'economia globale e della realtà politica e sociale, ci comporteremo in modo responsabile come consumatori e come cittadini, non investendo in aziende che privino gli altri della possibilità di vivere.

Il Dodicesimo Addestramento:

Rispetto per la Vita
Consapevoli che molta sofferenza viene causata da guerre e conflitti, siamo determinati a coltivare la nonviolenza, la comprensione e la compassione nelle nostre vite quotidiane, per promuovere l'educazione alla pace, la mediazione consapevole e la riconciliazione nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni e nel mondo. Siamo determinati a non uccidere e a non permettere che altri uccidano. Con il nostro Sangha praticheremo diligentemente il guardare in profondità, per scoprire modi migliori per proteggere la vita e prevenire la guerra.

Il Tredicesimo Addestramento:

Generosità
Consapevoli della sofferenza causata da sfruttamento, ingiustizia sociale, furto e oppressione, ci impegniamo a coltivare la gentilezza amorevole e ad imparare modi per favorire il benessere di persone, animali, piante e minerali. Praticheremo la generosità, condividendo tempo, energie e risorse materiali con coloro che ne hanno bisogno. Siamo determinati a non rubare e a non possedere nulla che appartenga ad altri. Rispetteremo la proprietà altrui, ma cercheremo di impedire che altri traggano profitto dalla sofferenza umana e dalla sofferenza di altri esseri.

Il Quattordicesimo Addestramento:

Retta Condotta
Consapevoli che le relazioni sessuali motivate dall'avidità non riescono a dissipare il sentimento di solitudine, ma creano maggior sofferenza, frustrazione e isolamento, siamo determinati a non intraprendere relazioni sessuali senza reciproca comprensione, amore e impegno a lungo termine. Nelle relazioni sessuali dobbiamo essere consapevoli della sofferenza che potremmo causare in futuro. Sappiamo che, per proteggere la felicità nostra e degli altri, dobbiamo rispettare i diritti e gli impegni nostri e degli altri. Faremo tutto quanto è in nostro potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie dalle rotture dovute a una condotta sessuale scorretta. Tratteremo il nostro corpo con rispetto e conserveremo le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione del nostro ideale di bodhisattva. Saremo pienamente consapevoli della responsabilità di nuove vite e mediteremo sul mondo in cui intendiamo fare nascere nuovi esseri.

da: http://www.centrovitaconsapevole.org/index.htm

 
 
 

Con quale mente berrete?

Post n°143 pubblicato il 14 Novembre 2009 da zen_boy
 

La mente del passato, non può essere afferrata.
La mente del presente, non può essere afferrata.
La mente del futuro, neppure può essere afferrata.

Con quale mente berrete questo te?

(La locandiera al Venerabile Te Shan)

te verde

Chi non vede le cose così come sono non capirà mai lo Zen.

 
 
 

FRASI DELLA SETTIMANA

Post n°142 pubblicato il 31 Ottobre 2009 da zen_boy
 

La vera emancipazione consiste nel liberarsi dai limiti mentali;

pensieri

Occorre aiutare se stessi prima di poter aiutare gli altri;

crescita personale

I veri miracoli sono i cambiamenti della mente in modo positivo.

ottimismo

 
 
 

IL PESCATORE

Post n°141 pubblicato il 08 Ottobre 2009 da zen_boy
 

Favole e cacciatori di fortune

PESCATORE

 Un uomo d’affari statunitense, su ordine del medico, si concesse una vacanza in un piccolo villaggio costiero messicano. Incapace di prendere sonno dopo avere ricevuto una telefonata urgente dall’ufficio, si avviò verso il molo per schiarirsi le idee. Lì era attraccata una minuscola imbarcazione con un solo pescatore, carica di tonni pinna gialla. L’americano si complimentò con il messicano per la pesca. “Quanto ci ha messo a pescarli?” domandò l’americano. “Pochissimo tempo” rispose il messicano in un inglese sorprendentemente buono. “Perché non sta fuori di più e prende più pesce?” domandò allora l’americano. “E’ sufficiente per sostenere la mia famiglia e regalarne un po’ agli amici” disse il messicano mentre li scaricava in una cesta . “Ma… Che cosa fa il resto del tempo?”. Il messicano alzò lo sguardo e sorrise. “Dormo fino a tardi, pesco un po’, gioco con i miei figli, faccio una siesta insieme a mia moglie Julia, e giro per il villaggio ogni sera, dove bevo vino e suono la chitarra con i miei amigos. Ho una vita piena e impegnata, señor.” L’americano rise e si allungò in tutta la sua statura. “Signore, mi sono laureato a Harvard con un Master in Business Administration e posso darle una mano. Dovrebbe dedicare più tempo alla pesca e in questo modo potrebbe acquistare una barca più grande. In un attimo, con l’aumento dei profitti, potrebbe comperare numerose barche. Alla fine avrebbe una flotta di pescherecci.” Proseguì. “Invece di vendere quello che pesca a un intermediario, potrebbe vendere direttamente ai clienti, e alla fine potrebbe aprire un conservificio. Controllerebbe il prodotto, la lavorazione e la distribuzione. Naturalmente dovrebbe lasciare questo piccolo villaggio costiero di pescatori e trasferirsi a Città del Messico, poi a Los Angeles e infine a New York, dove potrebbe gestire la sua impresa in espansione con un management appropriato.” Il pescatore messicano domandò: “Ma, señor, quanto ci vorrà per tutto questo?”. Al che l’americano rispose: “Quindici, vent’anni. Massimo venticinque”. “E poi, señor?” L’americano rise e disse: “Questa è la parte migliore. Al momento giusto, lancerebbe un IPO e venderebbe le azioni della sua società al pubblico diventando veramente ricco. Farebbe i milioni”. “Milioni, señor? E poi?” “A quel punto potrebbe ritirarsi e trasferirsi in un piccolo villaggio costiero di pescatori, dove potrebbe dormire fino a tardi, pescare un po’, giocare con i figli, fare una siesta insieme a sua moglie e girare per il villaggio la sera, per bere vino e suonare la chitarra insieme ai suoi amigos…” -

 
 
 

SEMPLICITA'

Post n°140 pubblicato il 06 Ottobre 2009 da zen_boy
 

FIORI

Il semplice non s'interessa abbastanza a sé per giudicarsi.

Tira dritto per la sua strada, il cuore leggero, l'anima in pace, senza meta, senza nostalgia, senza impazienza.

Il mondo è il suo regno, e gli basta.

Il presente è la sua eternità, e lo colma.

Non deve dimostrare niente, poiché non vuole sembrare niente.

Non deve cercare alcunché, perché ha tutto a portata di mano".

(www.lameditazionecomevia.it)

 
 
 

La strada fangosa

Post n°139 pubblicato il 25 Settembre 2009 da zen_boy
 

torrente in montagna

Una volta, due monaci, Tanzan e Ekido, stavano attraversando un torrente fangoso quando scorsero una bella ragazza in kimono e sciarpa di seta che cercava, senza riuscirci di fare altrettanto.

Tanzan, senza pensarci, la prese in braccio e la portò dall'altra parte.

Ekido non disse nulla finché quella sera non ebbero raggiunto un tempio dove passare la notte.

Allora non poté più trattenersi. "Noi monaci non avviciniamo le donne" disse a Tanzan " e meno che meno quelle giovani e carine.

E' pericoloso. Perché l'hai fatto?". Lo rimproverò.

"Io quella ragazza l'ho lasciata laggiù sulla riva" disse Tanzan. "Tu invece la stai ancora portando con te?".

(Racconto Zen tratto da: 101 storie zen)

 
 
 

DIVERSITA'

Post n°138 pubblicato il 23 Settembre 2009 da zen_boy
 

multicultura

Razza, religione, convinzioni, esperienze di vita, lingua, cultura, età... semplicemente il fatto di essere uomini o donne, il lavoro che abbiamo scelto o che non abbiamo potuto scegliere, i gusti... è assolutamente impossibile anche solo tentare di contarle.
E' vero, gestire la diversità richiede impegno, ma la vita è cambiamento, evoluzione, confronto e delirante varietà di forme:
ed è anche i colori (tutti!) !!!
Nello zen siamo dell'idea che il confronto con chi è diverso, la capacità di apprezzare un altro punto di vista ed un diverso modo di essere possano dare non solo la gioia della scoperta, ma farci crescere davvero aumentando la nostra capacità di adattamento e facendoci sviluppare un "colpo d'occhio" che ci permette di vedere più lontano... Non è soltanto bello cogliere il buono (e il cattivo) di ogni cosa, è vitale per la nostra capacità di sintesi, per trovare nuove soluzioni a nuovi e vecchi problemi.

 
 
 

IL CICLO DELLA NATURA

Post n°137 pubblicato il 16 Settembre 2009 da zen_boy
 

 

AUTUNNO

La natura è un ciclo continuo, e con questi giorni volge al termine la calda stagione estiva per far spazio alla stagione autunnale.

la pioggia persiste e nutre la terra della cospirata acqua... questa è la natura...

Auguro a voi una serena stagione autunnale, tempo di riposo e relax per ricaricare la nostra energia, lasciar andare il passato per prepararci ad una nuova rinascita nella prossima primavera.

Un caloroso abbraccio nutra tutti Voi dell'energia dell'amore e gioia e pace vi accompagnino in questo periodo in cui, come la natura, anche Noi stessi, saremo rigenerati.

 
 
 

IL VENTO DELLA VITA

Post n°136 pubblicato il 05 Settembre 2009 da zen_boy
 

barca a vela

La felicità ti rende gentile.
Le prove ti rendono forte.
I dolori ti rendono umano.
I fallimenti ti rendono umile.
Ma solo la tua volontà ti fa andare avanti.
Tu sei speciale!

 
 
 

non temere

Post n°135 pubblicato il 30 Agosto 2009 da zen_boy
 
Tag: amore, vita

tramonto

"Temere l’amore  è temere la vita, e coloro che temono la vita sono già praticamente morti."
( Bertrand Russell )

 
 
 

CAMBIAMENTO

Post n°134 pubblicato il 18 Agosto 2009 da zen_boy
 

arcobaleno

Sii il cambiamento che
vorresti vedere nel mondo!

(Mahatma Gandhi)

 
 
 

nella PACE

Post n°133 pubblicato il 10 Agosto 2009 da zen_boy
 

uccello

Se abbiamo freddo, troviamo il modo di scaldarci; non ci sottoponiamo a ulteriore freddo;

Se abbiamo fame, mangiamo; non ci priviamo ancora di più di cibo;

Se siamo arrabbiati, non combattiamo la rabbia con ira, ma cerchiamo di essere gentili con questo essere che sta soffrendo;

Se siamo testimoni di una cattiva azione, generiamo sincera bontà e freniamo l’impulso a rifiutare con un mero giudizio la persona che la commette;

Con chi è falso, parliamo in modo vero. Può non essere facile. Questa è la via della trasformazione;

Bhikkhu Munindo

logo pace

La pace non è soltanto il contrario di guerra: pace è di più.
Pace è la legge della vita umana.
Pace è quando noi agiamo in modo giusto
e quando tra ogni singolo essere umano regna la giustizia.

 

 
 
 

IL LUPO DI GUBBIO

Post n°132 pubblicato il 26 Luglio 2009 da zen_boy
 

Come ogni essere, anche il lupo di Gubbio si comportò allo stesso modo in cui gli altri facevano con lui... riceveva violenza e cattiveria dal popolo impaurito,  e ricambiava con la stessa moneta... se il popolo avesse saputo che aveva semplicemente bisogno di affetto e nutrimento, donando questo affetto avrebbe potuto ricevere protezione, fiducia ed amore anche dal lupo.

Alla nascita in ogni essere è presente questo amore, il nostro cuore è pieno di bontà... non lasciamoci trascinare dalle emozioni negative e manifestiamo la nostra vera natura, tutto ciò verrà ricambiato (non solo dai lupi).

Ora vi lascio al racconto.

Un sorriso.

zen

lupo

Il Lupo di Gubbio

Un giorno Francesco si recò in vista nella città di Gubbio. Ma come entrò nella città vide che non c’era nessuno nè animali nè persone.

Tutti i cittadini di Gubbio erano chiusi nelle loro case per paura di un Lupo veramente  pericoloso e grande .

Tutti  conoscevano Francesco e chiesero a lui se poteva aiutarli. Francesco accettò e andò a parlare con il Lupo.

Si reco alla foresta, e vide arrivare da lui lentamente questo grosso cane.

Francesco lo chiamò:”Fratello Lupo , in nome di Dio ti ordino di non farmi male a me e a tutti gl’uomini”.

Quando furono vicini Francesco fece il segno della Croce in bocca al Lupo.

Poi Francesco gli disse: “Fratello Lupo perchè hai fatto del male ai  tuoi fratelli uomini? Tutti ti odiano Fratello Lupo, hanno paura di te, devi smetterla.

Ma io sono tuo fratello e voglio che ci sia pace fra te e gli uomini, cosi sarete tutti tranquilli in questa città”.

Quando il Lupo capì il suo errore scrollò la testa, fu allora che Francesco disse agli abitanti di Gubbio: “Il Lupo vuole vivere in pace con voi, lo desidera veramente.

L’importante che mi promettete che voi darete  da mangiare al vostro nuovo Fratello lupo”.

Da quel giorno grazie a Francesco e alla buona volontà sia del Lupo che dai cittadini di Gubbio, era tornata la pace e il Lupo passava a trovare gli abitanti, che gli davano da mangiare, come promesso.

Il Lupo era diventato il cane di tutti , ed era diventato l’amico di tutti i bambini.

Quando morì, alcuni anni dopo tutti gli abitanti piansero perché avevano perso il loro caro amico Fratello Lupo.

 
 
 

OTTIMISMO

Post n°131 pubblicato il 24 Luglio 2009 da zen_boy
 

sole

L’ottimismo e lo stress

Ama le novità e l’avventura, non spaventarti per i cambiamenti ma prendili come stimoli per migliorare;

L’ottimismo è una risorsa preziosa e infonde la fiducia necessaria per arrivare alla meta;

Possiedi la forza della speranza, un istinto che ti spinge ad andare oltre l’ostacolo; è l’energia stessa della vita, che è più forte della morte, che non si rassegna;

Sii padrone della tua vita, controlla gli eventi quotidiani e decidi che cosa ti fa bene e che cosa ti fa male;

Non prenderti troppo sul serio: il senso dell’umorismo e l’ironia sono le migliori difese dell’ansia, perché permettono di vedere il lato comico anche nelle situazioni più difficili;

Possiedi un forte senso d’identità e non lasciarti contagiare troppo dai problemi degli altri.

(grazie Mariangela)

 
 
 

FORSE

Post n°130 pubblicato il 13 Luglio 2009 da zen_boy
 


CAVALLO

C'era una volta un contadino cinese il cui cavallo era scappato;

tutti i vicini quella sera stessa si recarono da lui per esprimergli
il loro dispiacere.
"Siamo così addolorati di sentire che il tuo cavallo è fuggito.
E' una cosa terribile"

Il contadino rispose:
 "Forse."

Il giorno successivo il cavallo tornò portandosi dietro sette cavalli selvaggi,
e quella sera tutti i vicini tornarono e dissero:
"Ma che fortuna! Guarda come sono cambiate le cose.
Ora hai otto cavalli!"

Il contadino disse:
"Forse."

Il giorno dopo suo figlio cercò di domare uno di quei cavalli per cavalcarlo,
ma venne disarcionato e si ruppe una gamba, al che tutti esclamarono:
"Oh, poveraccio. Questa e' una vera disdetta"

ma ancora una volta il contadino commentò:
"Forse."

Il giorno seguente il consiglio di leva si presentò per arruolare gli uomini nell'esercito, 
e il figlio venne lasciato a casa per via della gamba rotta.

Ancora una volta i vicini si fecero intorno per commentare: 
"Non è fantastico?"

ma di nuovo il contadino disse:
 "Forse."



Il contadino si è mantenuto nel rifiuto di guadagno o di perdita,
di vantaggio o di  svantaggio

nello Zen possiamo chiamarlo
 "non-scegliere"

perchè, se ben si pensa non vi è nulla che possieda una caratteristica
che sia sempre positiva o sempre negativa!

 
 
 

giardino zen

Post n°129 pubblicato il 09 Luglio 2009 da zen_boy
 

GIARDINO ZEN

Il giardino zen crea un senso di tranquillita', immobilita' e calma;
la mente può espandersi e liberare l' immaginazione

GIARDINO ZEN

Il giardino Zen

Il giardino karesansui, meglio conosciuto in occidente come giardino zen, rappresenta la fusione tra l'arte del giardino giapponese e la filosofia zen. L'estremo simbolismo, talvolta criptico ed inaccessibile ai profani, dello zen, trova la sua espressione all'interno del giardino giapponese con l'assegnazione di un grande valore sia a pochi singoli elementi che al grande protagonista estetico, il vuoto.

La pietra, presente in pochi esemplari accuratamente scelti, non solo sta a rappresentare, come nella tradizione, montagne e piante, ma è simbolo di tutte le cose del mondo naturale. Essa si erge a icona dell'esistenza stessa delle cose come le percepiamo, rappresenta la materia in contrapposizione con gli spazi vuoti.  

 GIARDINO ZEN

Simboli e cenni di Zen

La disposizione apparentemente casuale delle pietre, talvolta lontane e solitarie, talvolta vicine e affastellate, richiama non solo la solitudine e l'incapacità dell'uomo di relazionarsi armoniosamente con l'ambiente naturale, ma vuole trasmetterci un messaggio chiaro e distinto: Concepire gli oggetti e gli esseri di questo mondo come entità singole a se stanti significa riconoscere all'esistenza stessa del nostro universo un carattere di tragica solitudine e incomunicabilità. Al contrario, pace ed armoina vengono raggiunte quando si individuano gli spazi vuoti e i rapporti tra gli oggetti materiali come protagonisti e leganti della realtà in continua trasformazione. Il seguace dello zen è un'osservatore, ed è parte della natura. Egli non cerca di comprendere, il suo campo d'azione è l'interazione pacifica con il naturale divenire del mondo materiale

PIETRA ZEN

Il giardiniere Zen

Il curatore del giardino zen, alla luce di quanto detto, si trova davanti ad uno scenario che è bello per la sua semplicità e per la sua naturalità. Quali sono i suoi compiti ? Lo zen dice che di fronte al giardino di roccia c'è solo una cosa da fare: quello che naturalmente deve essere fatto, fare le righe con il rastrello e fondersi con lo spirito intimo della pietra. Raccogliere le foglie, i rami secchi, senza ragione, semplicemente perchè è nell'ordine delle cose che venga fatto. Accettare che non vi sia un motivo e un fine, farsi parte della pietra, farsi parte del vuoto.

(Andrea Zabiello)

GIARDINO ZEN

 

Le origini

Il giardino "Karesansui", detto anche giardino giapponese in stile "paesaggio secco" esiste da molti secoli.
E' nel sesto secolo d.c., con l' avvento del Buddhismo Zen che il " giardino" ha cominciato ad evolversi. Innanzitutto sono stati creati paesaggi con dimensioni maggiori per permetterne l'accesso all'interno ,
cosi' da passeggiare e meditare senza rimanere all'esterno, sui bordi come nei primi Karesansui.

I sacerdoti Zen hanno adottato poi il " Karesansui " assegnando alla sua costruzione uno scopo differente:
aiutare alla comprensione più profonda dello zen e dei suoi concetti.
La meditazione zen non avviene piu ' solo con l' osservazione del giardino ma anche e soprattutto
con la sua creazione stessa.
I principi base che oggi ci vengono tramandati risalgono al tardo 1200 e sono quelli che hanno creato i "kansho-niwa" o giardini della contemplazione dei piu' recenti sacerdoti Zen.

(www.zenhome.it)

 
 
 

PENSATE POSITIVO, NON ABBIATE PAURA

Post n°128 pubblicato il 26 Giugno 2009 da zen_boy
 

volpe

Avere una mente “fervida e creativa” è importante, perché ci permette di sognare ed immaginare continuamente obiettivi da perseguire e da raggiungere.

Chi di Voi non ha mai immaginato momenti felici e particolarmente importanti per la propria vita?

L’immaginazione ci serve per capire una cosa fondamentale della vita: se ci “accadono” cose negative, significa che spesso le immaginiamo quando siamo preoccupati... quindi ci possono “accadere” anche cose belle se riusciamo ad immaginarle pensando in positivo.

La mente umana è uno strumento creativo. Può creare modelli negativi e limitanti che si ripetono con regolarità, oppure nuove opportunità positive.

Molte persone non sanno usare il potere della loro mente (probabilmente nemmeno io) e si limitano “solamente” a desiderare delle cose, senza spingersi oltre.

Noi, Invece, dobbiamo sforzarci ad usare la Nostra mente, non soltanto per immaginare cose e obiettivi da raggiungere, ma per “focalizzarli” meglio e sentirli parte di Noi.

Se impariamo ad usare la Nostra immaginazione in modo positivo, con convinzione e determinazione, possiamo davvero riuscire a ottenere ciò che vogliamo.

Il potere della mente è immenso. Attraverso le sensazioni neurologiche (visive, auditive e cinestesico emozionali) le nostre “semplici” immaginazioni possono diventare reali.

Ciò in cui crediamo fortemente ha maggiori probabilità di realizzarsi.

Crearci un futuro cupo e triste, oppure vincente….dipende solamente da Noi. Dal nostro modo di pensare, di immaginare le cose, di sognarle.

Se non avete mai sognato….cominciate subito a farlo; se lo fate già…non smettete mai.

Non abbiate mai paura di volare con la Vostra immaginazione, ma ricordate: se la usate per creare visioni negative e distruttive, nella Vostra vita accadranno sempre cose spiacevoli. Se invece applicate la Vostra immaginazione in modo positivo, la Vostra vita comincerà subito a migliorare. La prossima volta che volete “sognare” sul Vostro futuro, cercate di visualizzare con forza quello che desiderate veramente. Forse, sarà più facile raggiungerlo.

lupo

Termino con una massima di Edmund Spenser:

“E’ la mente che ti fa essere buono o cattivo, che ti rende misero o felice, ricco o povero”.

(ho preso spunto da: www.piuchepuoi.it)

 
 
 

Correre in libertà

Post n°127 pubblicato il 21 Giugno 2009 da zen_boy
 

La forza della mente riesce a veicolare il corpo ovunque lei "desidera", essa ha un'energia universale molto, molto più forte del Corpo. Tutto ciò spiega come sia importante preservare la "lucidità mentale", cioè un "atteggiamento mentale positivo". Come viene evidenziato nello "Zen", nella filosofia Buddhista, è importante attuare nella realtà il concetto del "Non mente - non pensiero" , cioè non essere condizionati dalla nostra mente, dai nostri pensieri, non esserne succubi, ma "controllarla" e gestire ogni afflizione mentale.

A breve distanza dal periodo in cui mi sono avvicinato alla corsa, ho iniziato a conoscere lo Zen e la filosofia Buddista. Ad innamorarmi dell'oriente di tutto quello che fosse meditazione, storie zen, aforismi zen e maestri zen. 

La Corsa è una vera "Valvola di sfogo", un momento per allontanare e "calmare la mente" dalla quotidianità, un momento di "Meditazione Attiva", ove la mente "viaggia", immagina e assapora luoghi e atmosfere di raffinata bellezza, trasmettendo una "vibrazione di energia", infondendo una piacevole sensazione di benessere psico-fisico.

Tramite la pratica quotidiana della Corsa possiamo influenzare la Nostra Psiche e la nostra Mente, ed essa infonde energia al Corpo, inebriandolo di una "sublime leggerezza".

"Corsa & Zen" è un connubio vincente: la corsa, "meditazione attiva" e lo Zazen, "meditazione passiva" (ma non ne son convinto...), che si integra molto bene con la Corsa.

Anche correre in Libertà è un modo per contemplare la natura, apprezzare la fatica e lo sforzo, immersi in paesaggi sempre meravigliosi!

Un saluto a tutti Voi.

zen

 
 
 

IL RITORNO

Post n°126 pubblicato il 14 Giugno 2009 da zen_boy
 

 UN VIAGGIO,  UN’ESPERIENZA,

UN’OCCASIONE DI CRESCITA,

TANTE NUOVE SENSAZIONI.

Eccomi tornato tra Voi!

In questo post Vi lascio una piccola traccia che l'ultima vacanza ha lasciato nel mio cuore.

Un saluto. zen

 
 
 
 
 

INFO


Un blog di: zen_boy
Data di creazione: 08/07/2007
 

BUDDHA BAR NATURE

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INTRODUZIONE ALLO ZEN

(Video di zensoul)

Lo Zen è la nostra vera vita, libera e incondizionata, quella che nel buddismo si chiama natura di Buddha. Tutti siamo liberi e incondizionati in origine, dobbiamo solo tornare a fare questa esperienza, e lo zen ci può indicare come.

(testo estatto da Zen/Emozioni/ning)

 

IL NETTARE DELLA VITA E VIDEO

IL MEGLIO DI TE

UN VIAGGIO

AVRO' CURA DI TE

 

 

OM MANI PADME HUM

" O gioiello sul fior di loto, concedimi tutte le realizzazioni"

oppure

" Concedimi l'ispirazione per ottenere l'unione di metodo e saggezza".

OM purifica tutte le impressioni dannose sorte dall'orgoglio

MA purifica tutte le impressioni dannose sorte dall'invidia e dalla gelosia

NI purifica tutte le impressioni dannose sorte dall'attaccamento e dal desiderio

PE purifica tutte le impressioni dannose sorte dall'ignoranza

ME purifica tutte le impressioni dannose sorte dall'avidità e dall'avarizia

HUNG purifica tutte le impressioni dannose sorte dalla rabbia e dall'odio


 

GAYATRI MANTRA

Om

Bhur Buvaha Suvaha

Thath Savathur Varenyam

Bhargo Devasya Demahi

Dhiyo Yonaha Prachodayath

ॐ भूर्भुव: स्व: तत्सवितुर्वरेण्यं ।

भर्गो देवस्य धीमहि, धीयो यो न: प्रचोदयात् ।।

 

PENSIERI

LA NOSTRA MENTE... I NOSTRI PENSIERI... LA NOSTRA VITA...

 

MASSIMO RISPETTO

Simbolismo religioso (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera).
Essendo il simbolo un elemento dell'astrazione e della comunicazione umana, il simbolismo religioso acquista una notevole importanza nelle religioni. Esso è costituito da segni ed oggetti che rappresentano e mettono in particolare evidenza aspetti importanti delle religioni.

Ad esempio nella religione cristiana la croce è un simbolo di Gesù Cristo. Nell'Islam la mezzaluna è un tipico simbolo. Nella religione ebraica la stella a sei punte ci riporta a Davide e più in generale a tutta la religione ebraica.

simboli di alcune religioni
simboli di alcune religioni

Ciascuno di noi può avere idee differenti ma, alla base di tutto c'è il rispetto reciproco... non ha senso lottare per il proprio credo, ci arricchiremmo di più condividendo i nostri pensieri ed imparando a conoscere le idee degli altri.

zen

 

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tanti cari auguri
Inviato da: xxxangela
il 15/12/2015 alle 07:04
 
Vorrei tornare indietro nel tempo e cambiare alcuni miei...
Inviato da: silvia79dgl1
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Delizioso questo racconto, un grande insegnamento! :-)
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che meraviglia
Inviato da: xxxangela
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grazie, ANCHE A TE. Buon Natale!
Inviato da: zen_boy
il 24/12/2011 alle 21:39
 
 
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