Il legale di Moggi: ''Lo scopo era evitare penalizzazioni'' Roma - ''Il vero campo di discussione e' se e' giusto considerare una serie di cene e incontri finalizzati all'alterazione dei risultati e non piuttosto a una attivita' di controllo sul fatto, ad esempio, che fossero inseriti nelle griglie gli arbitri migliori o che non vi fossero penalizzazioni dovute a influenze esterne''. E' quanto sostiene il legale di Luciano Moggi, Fulvio Gianaria, in riferimento alle accuse rivolte all'ex direttore generale della Juventus. Gianaria contesta in pratica l'accusa di illecito sportivo: ''L'ipotesi di accusa contesta rilievi di ordine deontologico che francamente bisogna accettare, perche' questo tipo di rapporti fra rappresentanti di squadre e dirigenti arbitrali non sono accettabili e dovrebbe esserci una divisione assoluta -premette Gianaria-. Il falso accusatorio e' nel sostenere che questi rapporti erano finalizzati all'alterazione dei risultati. Il vero campo di discussione e' se e' giusto considerare una serie di cene e incontri finalizzati all'alterazione dei risultati e non piuttosto a una attivita' di controllo sul fatto, ad esempio, che fossero inseriti nelle griglie gli arbitri migliori o che non vi fossero penalizzazioni dovute a influenze esterne. Mi riferisco in particolare alle telefonate di Carraro. La preoccupazione di Carraro e' chiaramente una preoccupazione anti-Juventus, probabilmente per ragioni di equilibrio generale, per ragioni elettive...insomma esistevano una serie di spinte e controspinte che attraverso questi rapporti si cercava di contenere''. ''Quando un sistema viene indagato attraverso intercettazioni di poche utenze di alcune persone il risultato che emerge e' ovviamente parziale'' continua l'avv. Gianaria. ''La notifica non l'abbiamo ancora avuta e non conosciamo ancora i dettagli, ma il vizio di fondo nasce dal fatto che il processo sportivo si basa su carte che arrivano dalla Procura di Napoli e le carte fanno riferimento a intercettazioni che sono assolutamente parziali. Quando un certo sistema viene indagato attraverso intercettazioni di poche utenze di alcune persone il risultato che emerge e' ovviamente parziale. Il quadro che emerge e' falsato nel quadro dei ruoli -prosegue- e' ovvio che se solo 3, 4 o 5 persone vengono intercettate quello che emerge riguarda solo alcune persone''. ''Non c'e' nessuna ragione perche' Luciano Moggi debba essere giudicato in un processo sportivo perche' dimissionario'', afferma il legale dell'ex direttore generale della Juventus. ''In qualsiasi giustizia domestica quando si danno le dimissioni non si viene giudicati, questo lo hanno detto i giudici civili, che hanno imposto altre volte alle federazioni di interrompere processi disciplinari. Tale volonta' di fare il processo sportivo a Moggi a tutti i costi contrasta con i principi generali dell'ordinamento e anche con le norme specifiche della federazione, che nel suo regolamento prevede che quando ci sono dimissioni nel corso di un processo disciplinare non e' piu' ammesso un futuro tesseramento. Non vi e' nessuna ragione perche' il processo sportivo debba essere fatto''.
SPORT.....................
Il legale di Moggi: ''Lo scopo era evitare penalizzazioni'' Roma - ''Il vero campo di discussione e' se e' giusto considerare una serie di cene e incontri finalizzati all'alterazione dei risultati e non piuttosto a una attivita' di controllo sul fatto, ad esempio, che fossero inseriti nelle griglie gli arbitri migliori o che non vi fossero penalizzazioni dovute a influenze esterne''. E' quanto sostiene il legale di Luciano Moggi, Fulvio Gianaria, in riferimento alle accuse rivolte all'ex direttore generale della Juventus. Gianaria contesta in pratica l'accusa di illecito sportivo: ''L'ipotesi di accusa contesta rilievi di ordine deontologico che francamente bisogna accettare, perche' questo tipo di rapporti fra rappresentanti di squadre e dirigenti arbitrali non sono accettabili e dovrebbe esserci una divisione assoluta -premette Gianaria-. Il falso accusatorio e' nel sostenere che questi rapporti erano finalizzati all'alterazione dei risultati. Il vero campo di discussione e' se e' giusto considerare una serie di cene e incontri finalizzati all'alterazione dei risultati e non piuttosto a una attivita' di controllo sul fatto, ad esempio, che fossero inseriti nelle griglie gli arbitri migliori o che non vi fossero penalizzazioni dovute a influenze esterne. Mi riferisco in particolare alle telefonate di Carraro. La preoccupazione di Carraro e' chiaramente una preoccupazione anti-Juventus, probabilmente per ragioni di equilibrio generale, per ragioni elettive...insomma esistevano una serie di spinte e controspinte che attraverso questi rapporti si cercava di contenere''. ''Quando un sistema viene indagato attraverso intercettazioni di poche utenze di alcune persone il risultato che emerge e' ovviamente parziale'' continua l'avv. Gianaria. ''La notifica non l'abbiamo ancora avuta e non conosciamo ancora i dettagli, ma il vizio di fondo nasce dal fatto che il processo sportivo si basa su carte che arrivano dalla Procura di Napoli e le carte fanno riferimento a intercettazioni che sono assolutamente parziali. Quando un certo sistema viene indagato attraverso intercettazioni di poche utenze di alcune persone il risultato che emerge e' ovviamente parziale. Il quadro che emerge e' falsato nel quadro dei ruoli -prosegue- e' ovvio che se solo 3, 4 o 5 persone vengono intercettate quello che emerge riguarda solo alcune persone''. ''Non c'e' nessuna ragione perche' Luciano Moggi debba essere giudicato in un processo sportivo perche' dimissionario'', afferma il legale dell'ex direttore generale della Juventus. ''In qualsiasi giustizia domestica quando si danno le dimissioni non si viene giudicati, questo lo hanno detto i giudici civili, che hanno imposto altre volte alle federazioni di interrompere processi disciplinari. Tale volonta' di fare il processo sportivo a Moggi a tutti i costi contrasta con i principi generali dell'ordinamento e anche con le norme specifiche della federazione, che nel suo regolamento prevede che quando ci sono dimissioni nel corso di un processo disciplinare non e' piu' ammesso un futuro tesseramento. Non vi e' nessuna ragione perche' il processo sportivo debba essere fatto''.